
Sono un po' fata e un po' strega.
Volo sulla mia bici magica
e lavoro in una redazione che
pullula di strani soggetti.
A casa ho due gatti
e due avanzi di galera:
Pik e Pop, di tre anni e uno
rispettivamente.
Fino a prova contraria ho
anche un marito, Darrin, e due
grandi passioni: il cinema
e Gianni Canova. Mi chiamo B.
B Stevens.
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Le gestrici del nido di Pik hanno sempre voglia di fare vacanza.
In occasione del 25 aprile e 1 maggio, ad esempio, hanno deciso
di chiudere per dieci giorni filati: una specie di monarchia cui non
ci si può opporre. B è miracolosamente riuscita a prender ferie
sul lavoro e va incontro al suo destino.
Ore 19.50
“Darrin… c’è un super ponte obbligato”
“Ehhh, no. Saremo in chiusura di giornale, prendo l’1 e il 2 maggio
ma di più non riesco ”
Sgrunt.
Ore 19.52
“Papà, ciao.. Il nido è chiuso per un ponte lunghissimo e Darrin
dovrà lavorare, in quei giorni. Vieni via tu al mare con me e i nipoti?”
“B, sai com’e’”
“…?”
“Ci verrei taaaanto volentieri. Ma non so ancora quali sono i nostri
programmi, devo sentire Livia-scarpe-a-punta e al lavoro ...vediamo..."
Sgrunt 2.
Ore 19.57
“Anna, ciao .. Senti… state là a Roma, per il ponte del 25 aprile?”
“Sì, perché?”
“Darrin lavora, mio papà tergiversa e io sarò coi due avanzi di galera”
“Non mi dirai che venite a trovarci, finalmente! Tu, Pik e il poppante?”
“...”
“Pensa solo a prendere il treno ed arrivare qui. Mi prendo io cura di te,
che forse sei un po' stanca”
Grazie, amica AC, di dire le parole giuste. Intuisci, azzardi e azzecchi
sempre, tu.
A volte, andare alle conferenze stampa in cui parlano noiosi dandy
che paiono usciti dalla pubblicità del Cebion è una vera goduria.
Per esempio quando, a quelle conferenze, viene inviata
anche l'amica AC, giornalista che vive a Roma.
Ecco perché B, appena saputo che l’amica passava da Milano
per seguire la presentazione della società zzzhzhzh, si è
sentita subito irresistibilmente attratta dalla stessa.
A costo di venire licenziata, ha simulato con la Capa dei capi
profonda competenza sulle vicende zzzhzhzh e si è fatta
assegnare, guarda caso, proprio quella conferenza.
Oggi, ore 10.28 a.m.
“L’Eurostar è quasi alla Centrale”, scrive AC per sms.
“Yahooo... volo!, risponde B, affezionata complice da sempre.
Come una scheggia impazzita si fionda fuori dalla redazione,
inforca la bici e pedala veloce: Via Torino, Corso Italia, Via Larga...
Finalmente la vede. Giacca rossa d’ordinanza, scarpa taccata
e rigorosamente a punta, frangetta sbarazzina: è lei: AC.
Le pseudo-giornaliste&amiche si dirigono insieme all’impegno di lavoro.
Entrano nell’atrio affrescato della conferenza dove PR e colleghi
discutono animatamente delle sorti di zzzhzhzh. Cercano
di darsi un tono biascicando commenti qua e la’, ma
aspettano ben altro. Ecco. Si spengono le luci.
Le due si siedono in ultima fila, senza dare nell’occhio.
Partono le slide. Gli Incravattati recitano il loro sermone
fatto di numeri, grafici a torta e brillanti previsioni per il 2042.
“Piano industriale …. nonostante la congiuntura …fiduciosi.…”
B scoppia come una bottiglia di champagne.
“AC!!! Racconta tutto! Come stai, avete finito di montare il parquet?
Hai visto qualche bel film al cinema di recente? Ti sei data la ceretta ieri?
Vi baciate parecchio tu e Claudio, in questo periodo? ...”
Ore 12
Fine della conferenza. Le luci si riaccendono. B annaspa, non ha udito
una parola della presentazione. AC nemmeno. “Dai, chiedi a qualche collega,
tu che hai faccia tosta…”
Se per caso domani vi capita di leggere due articoli monchi sullo stesso
argomento, “Il piano industriale di zzzhzhzh”, siate comprensivi.
Io e AC avevamo altro di cui parlare, stamattina.
Di Roma, quel che a B piace di più è la sua amica AC.
Ogni volta, per abitudine, si danno appuntamento a Trinità dei monti.
Quando si vedono si corrono incontro, ognuna col proprio curioso cappello.
Si raccontano gli ultimi mesi a colori forti, mescolando realtà e fantasie.
Ridono del lavoro, degli amici, dei loro meschini tran tran quotidiani.
Da qualche anno coinvolgono mariti e figli, trascinati obtorto collo, e
guidano -complici e svampite- un'allegra ciurma che sembra insieme da
sempre.
Ogni volta si trovano cresciute e un po’ cambiate.
Ma si incastrano sempre alla perfezione.
“Sai cosa facciamo per il tuo compleanno? Andiamo a Roma a trovare l’amica AC.
Ho già prenotato treno e bed&breakfast!", esclama Darrin con entusiasmo.
B lo guarda in brodo di giuggiole.
“Tre giorni senza computer e senza blog faranno bene al tuo quoziente intellettivo”, aggiunge.
Da quando l’amica AC ha regalato a Pik il computer di Winnie the Pooh,
in casa Stevens non c’è più pace.
L’uomo di Lilliput ha iniziato a darsi un sacco di arie.
Gira altezzoso, col suo portatile sottobraccio.
A volte lo apre e finge di concentrarsi sulla tastiera.
Se qualcuno cerca di richiamare la sua attenzione, lui alza appena lo sguardo
e risponde “Devo lavorare al compiutel”.
Il peggio avviene quando B cerca di lavorare un po’ o scrivere sul suo nuovo blog.
Lui le si accomoda di fianco col suo mostro tecnologico.
“Hi! Sono Winnie the Pooh! Dai, gioca con me. A- B- C- D… queste sono le lettere.
1- 2- 3, canta con noi!”, recita la macchina infernale.
Pik ripete diligente la lezione.
Stamane è stato sorpreso mentre sfilava dall’armadio del padre una cravatta.
B è terrorizzata.
Sognava un cantante rock e si ritrova con un manager in pannolino.
Oggi B ha avuto un moto di irrefrenabile invidia nei confronti dell’amica AC,
che abita a Roma e non ha bambini.
”Sono stata alla Festa del Cinema!”, diceva la fetente per telefono.
“L’atmosfera è magica, i film interessanti. Abbiamo sfilato coi Vip, seguito
le conferenze stampa, mangiato a scrocco, chiacchierato sotto le stelle fino
alle 3 del mattino”.
B aveva la bava alla bocca.
Avrebbe ripudiato Darrin e i figli, pur di prendere il primo treno per
L’amica AC fa la giornalista ed è una persona assennata e gaudente. La pazza pensa che le grandi vittorie non vadano assaporate in solitudine e coinvolge il legittimo compagno in assurdi, estenuanti tour de force. I week end di Claudio diventano un incubo. Il tunnel dura di solito tre settimane, al termine delle quali Claudio è uno stecco, AC sempre uguale. E allora decide che “le forme fanno bene all’animo”, rimpinza il suo uomo di tagliatelle e assapora nuovamente il gusto della vita.
Sabato e domenica viene trascinato a correre a Villa Torlonia, "all'alba perchè dopo c'è troppa gente e i polmoni hanno bisogno di spazio". Quando il sole inizia ad essere rovente la pazza lo catapulta a Campo dei Fiori, per comprare spezie dimagranti con cui condire i riccioli di crescenza light.