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Sono una mezza strega,
una sbalestrata giornalista,
una mamma che ha sul gobbo
quasi tre canaglie: Pik, Pop e ?
Con un colpo di reni, a volte,
balzo in sella ad una bici magica,
volo in caccia del tempo perduto,
riacciuffo le passioni di sempre:
il cinema e le esplorazioni.
Se sono troppo stanca
per uscire o fare incantesimi,
mi siedo davanti al computer
e incomincio a scrivere.
Ehm, piacere, sono B.
B Stevens...
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visitato *loading* volte
Ognuno ha il proprio modo, per risollevare l’umore
degli amici che sono giù di corda. Quello più difficile
è farli parlare delle loro grane; quello più facile, forse,
sdrammatizzare e farli ridere. poi c’è la via di mezzo,
camminare fianco fianco, in silenzio, ed aspettare
che l’altro manifesti le sue necessità.
L’amica Nòla abita a Roma. capita a Milano ogni tanto
per lavoro ma lei e B non riescono a incontrarsi spesso.
ultimamente, per varie ragioni, è mogia- ed è spiazzante
sentirla così, lei solare e ottimista, quasi sempre.
B aveva pensato di farle una sorpresa volando a Roma
dopo l’amniocentesi per 24 ore, ma il piano è naufragato
di fronte al lei è pazza. stia a riposo per almeno 2 giorni
del ginecologo.
Aveva pensato di invitarla al mare con lei e con i tappi
settimana prossima, yeppa, ma il proposito è inattuabile
perché l'ufficio dove lavora Nòla non dà ferie impreviste,
in agosto.
Aveva pensato di mandarle un mazzo di fiori anonimo,
così tanto per gasarla un po’- ma poi di fianco al fiorista
ha trovato, per caso, qualcosa di molto meglio.
In una busta gialla imbottita e misteriosa B ha inviato
a Nòla un regalo tazzo e super trash che la farà ridere
ribaltando le sorti della sua grigia settimana: la sagoma
tascabile di Barack Obama, pace a quel fusto di uomo
nero sveglio e ficko, in mutandoni. Nell’imperdibile kit
ci sono poi anche gli orpelli con cui vestirlo: ciabatte,
fiori per i capelli, cappello a tesa larga, mutande
di ricambio e diversi altri accessori.
Che regalo meraviglioso. chissà quante altre amiche
riveleranno a B, nei prossimi giorni, d’esser giù di corda.
Manca poco a mezzanotte, B è al computer.
casa Stevens è immersa in un silenzio spettrale.
i bambini dormono, Darrin è in Francia per lavoro.
d’improvviso suona il citofono. B, senza fiatare,
a piedi nudi, va ad aprire e resta alla porta.
L’ascensore arriva al quinto piano, lentamente.
si spalanca.
-“ehi tu, eccomi...”
“oh finalmente, t'aspettavo”
-“non mi facevano andar via”
“fetenti!”
-“fetenti”
“che vuoi fare? una doccia? o..”
-“dopo, la doccia. ora mi fai..?”
“il solito nostro, scommetto”
-“il solito nostro, appunto”
“raspberry e musica”
-“pacchia, olè”
La cara amica LC, che vive a Roma e fa la giornalista,
è piombata a casa Stevens nel cuore della notte, dopo
una giornata allucinante tra voli d'Alitalia e dibattiti in tv.
sembrava fresca come una rosa di maggio.
B le aveva preparato un accogliente e teporoso giaciglio,
ma lei non l’ha nemmeno usato: ha preferito sproloquiare
per ore sul divano, raccontando gli arretrati ad una B con
gli occhi chiusi e i piedi al vento. Poco dopo l’alba, in sala,
è giunto pure Pik: reclamava a gran voce biscotti, latte,
coccole e nesquik, ma ha trovato una zia-cadavere
e una madre boccheggiante.
Le gestrici del nido di Pik hanno sempre voglia di fare vacanza.
In occasione del 25 aprile e 1 maggio, ad esempio, hanno deciso
di chiudere per dieci giorni filati: una specie di monarchia cui non
ci si può opporre. B è miracolosamente riuscita a prender ferie
sul lavoro e va incontro al suo destino.
Ore 19.50
“Darrin… c’è un super ponte obbligato”
“Ehhh, no. Saremo in chiusura di giornale, prendo l’1 e il 2 maggio
ma di più non riesco ”
Sgrunt.
Ore 19.52
“Papà, ciao.. Il nido è chiuso per un ponte lunghissimo e Darrin
dovrà lavorare, in quei giorni. Vieni via tu al mare con me e i nipoti?”
“B, sai com’e’”
“…?”
“Ci verrei taaaanto volentieri. Ma non so ancora quali sono i nostri
programmi, devo sentire Livia-scarpe-a-punta e al lavoro ...vediamo..."
Sgrunt 2.
Ore 19.57
“Lanna, ciao .. Senti… state là a Roma, per il ponte del 25 aprile?”
“Sì, perché?”
“Darrin lavora, mio papà tergiversa e io sarò coi due avanzi di galera”
“Non mi dirai che venite a trovarci, finalmente! Tu, Pik e il poppante?”
“...”
“Pensa solo a prendere il treno ed arrivare qui. Mi prendo io cura di te,
che forse sei un po' stanca”
Grazie, amica LC, di dire le parole giuste. Intuisci, azzardi e azzecchi
sempre, tu.
A volte, andare alle conferenze stampa in cui parlano noiosi dandy
che paiono usciti dalla pubblicità del Cebion è una vera goduria.
Per esempio quando, a quelle conferenze, viene inviata
anche l'amica LC, giornalista che vive a Roma.
Ecco perché B, appena saputo che l’amica passava da Milano
per seguire la presentazione della società zzzhzhzh, si è
sentita subito irresistibilmente attratta dalla stessa.
A costo di venire licenziata, ha simulato con la Capa dei capi
profonda competenza sulle vicende zzzhzhzh e si è fatta
assegnare, guarda caso, proprio quella conferenza.
Oggi, ore 10.28 a.m.
“L’Eurostar è quasi alla Centrale”, scrive LC per sms.
“Yahooo... volo!, risponde B, affezionata complice da sempre.
Come una scheggia impazzita si fionda fuori dalla redazione,
inforca la bici e pedala veloce: Via Torino, Corso Italia, Via Larga...
Finalmente la vede. Giacca rossa d’ordinanza, scarpa taccata
e rigorosamente a punta, frangetta sbarazzina: è lei: LC.
Le pseudo-giornaliste&amiche si dirigono insieme all’impegno di lavoro.
Entrano nell’atrio affrescato della conferenza dove PR e colleghi
discutono animatamente delle sorti di zzzhzhzh. Cercano
di darsi un tono biascicando commenti qua e la’, ma
aspettano ben altro. Ecco. Si spengono le luci.
Le due si siedono in ultima fila, senza dare nell’occhio.
Partono le slide. Gli Incravattati recitano il loro sermone
fatto di numeri, grafici a torta e brillanti previsioni per il 2042.
“Piano industriale …. nonostante la congiuntura …fiduciosi.…”
B scoppia come una bottiglia di champagne.
“LC!!! Racconta tutto! Come stai, avete finito di montare il parquet?
Hai visto qualche bel film al cinema di recente? Ti sei data la ceretta ieri?
Vi baciate parecchio tu e Claudio, in questo periodo? ...”
Ore 12
Fine della conferenza. Le luci si riaccendono. B annaspa, non ha udito
una parola della presentazione. LC nemmeno. “Dai, chiedi a qualche collega,
tu che hai faccia tosta…”
Se per caso domani vi capita di leggere due articoli monchi sullo stesso
argomento, “Il piano industriale di zzzhzhzh”, siate comprensivi.
Io e LC avevamo altro di cui parlare, stamattina.
Di Roma, quel che a B piace di più è la sua amica LC.
Ogni volta, per abitudine, si danno appuntamento a Trinità dei monti.
Quando si vedono si corrono incontro, ognuna col proprio curioso cappello.
Si raccontano gli ultimi mesi a colori forti, mescolando realtà e fantasie.
Ridono del lavoro, degli amici, dei loro meschini tran tran quotidiani.
Da qualche anno coinvolgono mariti e figli, trascinati obtorto collo, e
guidano -complici e svampite- un'allegra ciurma che sembra insieme da
sempre.
Ogni volta si trovano cresciute e un po’ cambiate.
Ma si incastrano sempre alla perfezione.
“Sai cosa facciamo per il tuo compleanno? Andiamo a Roma a trovare l’amica LC.
Ho già prenotato treno e bed&breakfast!", esclama Darrin con entusiasmo.
B lo guarda in brodo di giuggiole.
“Tre giorni senza computer e senza blog faranno bene al tuo quoziente intellettivo”, aggiunge.
Da quando l’amica LC ha regalato a Pik il computer di Winnie the Pooh,
in casa Stevens non c’è più pace.
L’uomo di Lilliput ha iniziato a darsi un sacco di arie.
Gira altezzoso, col suo portatile sottobraccio.
A volte lo apre e finge di concentrarsi sulla tastiera.
Se qualcuno cerca di richiamare la sua attenzione, lui alza appena lo sguardo
e risponde “Devo lavorare al compiutel”.
Il peggio avviene quando B cerca di lavorare un po’ o scrivere sul suo nuovo blog.
Lui le si accomoda di fianco col suo mostro tecnologico.
“Hi! Sono Winnie the Pooh! Dai, gioca con me. A- B- C- D… queste sono le lettere.
1- 2- 3, canta con noi!”, recita la macchina infernale.
Pik ripete diligente la lezione.
Stamane è stato sorpreso mentre sfilava dall’armadio del padre una cravatta.
B è terrorizzata.
Sognava un cantante rock e si ritrova con un manager in pannolino.
Oggi B ha avuto un moto di irrefrenabile invidia nei confronti dell’amica LC,
che abita a Roma e non ha bambini.
”Sono stata alla Festa del Cinema!”, diceva la fetente per telefono.
“L’atmosfera è magica, i film interessanti. Abbiamo sfilato coi Vip, seguito
le conferenze stampa, mangiato a scrocco, chiacchierato sotto le stelle fino
alle 3 del mattino”.
B aveva la bava alla bocca.
Avrebbe ripudiato Darrin e i figli, pur di prendere il primo treno per
L’amica LC fa la giornalista ed è una persona assennata e gaudente. La pazza pensa che le grandi vittorie non vadano assaporate in solitudine e coinvolge il legittimo compagno in assurdi, estenuanti tour de force. I week end di Clòdio diventano un incubo. Il tunnel dura di solito tre settimane, al termine delle quali Clòdio è uno stecco, LC sempre uguale. E allora decide che “le forme fanno bene all’animo”, rimpinza il suo uomo di tagliatelle e assapora nuovamente il gusto della vita.
Sabato e domenica viene trascinato a correre a Villa Torlonia, "all'alba perchè dopo c'è troppa gente e i polmoni hanno bisogno di spazio". Quando il sole inizia ad essere rovente la pazza lo catapulta a Campo dei Fiori, per comprare spezie dimagranti con cui condire i riccioli di crescenza light.