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Sono una mezza strega,
una sbalestrata giornalista,
una mamma che ha sul gobbo
'quasiquasi' tre canaglie.
Con un colpo di reni, a volte,
balzo in sella ad una bici magica,
volo in caccia del tempo perduto,
riacciuffo le passioni di sempre:
il cinema e le esplorazioni.
Se sono troppo stanca
per uscire o fare incantesimi,
mi siedo davanti al computer
e incomincio a scrivere.
Ehm, piacere, sono B.
B Stevens...
elisandreli@libero.it
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visitato *loading* volte
Domani, venerdi 22 maggio, ore 20.30
Darrin è a Marrakesh, in viaggio con gli amici.
Le bestie sono state spedite sui monti col nonno,
la di-lui-fidanzata, la diluifidanzata-sorella&famiglia
al gran completo.
B è finalmente sola, nella quiete di una casa vuota
e silenziosa, per la prima volta in più di quattro anni.
E' un sogno. ma potrebbe anche avverarsi, poichè B
ne sa una più del diablo.
E se s'avvera, lei domani sera potrà scegliere tra:
* Ficcarsi in un bagno bollente con schiuma per ore,
incanto e visibilio.
* Andare in un ristorante etnico con l’amica Clò, sola
anch' essa, o andare a trovare qualche altro amico,
diletto e delizia.
* Fiondarsi a vedere due film di seguito al cinema,
estasi e godimento.
* Inforcare la bici e cominciare a pedalare respirando
l’aria d’estate in giro per la città, piacere e allegria.
C’è solo un ‘se’: suo papà deve accettare di prendere
le bestie e partire senza di lei, in carovana con la famiglia
allargata. B li raggiungerebbe sabato col treno delle 14.00.
Il piano ‘B’ è stato congegnato in tutti i dettagli, gli manca
solo il placet paterno. Arriverà, perchè le figlie femmine
di solito rigirano i padri sul dito mignolo.
“Giacomo è stato drogato, in Mangiagalli, e l’effetto delle
sostanze psicotrope perdura”, racconta l’amica CC, che
ha partorito dieci giorni fa.
“Dorme tutto il giorno, fosse per lui non mangerebbe mai:
è in stato narcolettico. Se l’avvicino al seno, fa una smorfia
e comincia a russare: messaggio chiaro, <non disturbate
che ho sonno>. Devono avergli dato qualche pasticca”
“… passo ore a cercare di farlo poppare vigorosamente,
per far venire il latte, ma non c’è verso. Allora proviamo a
dargli le integrazioni col biberon, ma beve di malavoglia
pure quelle. È un nato stanco, il mio bambino….”
Tieni duro, amica CC. All’inizio il poppante era lo stesso.
Poi, improvvisamente, si è attaccato a ventosa alla tetta
e ha cominciato ad aspirare come un black&decker. Da
quel momento non ha più voluto dormire -nè di giorno,
nè di notte.
“Dai capezzoli mi escono le cascate di Iguazu - ma
forse è solo acqua, non latte ...perchè il poppante non
è mai sazio, vuol sempre stare attaccato a me”
“Distillo gocce di latte come fossero champagne. sto
provando in tutti i modi ad aumentare la mia produzione
di liquido bianco, ma faccio una gran fatica. mi vien da
piangere, tanto sono stanca...”
“Un ingorgo dietro l’altro, non t’immagini che male…mi
sento un lavabo otturato. vorrei che ciucciasse tre volte
tanto”
Amiche CC, EM, DR, l’allattamento è un casino.
Fortunatamente ad certo punto le bestiòle iniziano
a chiedere pastasciutta.
L’amica CC ha sempre definito i bambini “bestie casiniste, Oggi, alla Mangiagalli, l’amica CC stringeva un fagotto nato “Beh?”
difficilmente sopportabili per più di un’ora al giorno”. Fino a
nove mesi fa diceva di non volerne affatto -“ma sai com’è,
Arturo insiste…”.
da poche ore. Aveva un sorriso ebete che B, in vent’ anni di
costante frequentazione, non le aveva mai visto addosso.
“Beh.. mi sembra bellissimo, da quando è uscito non riesco
a staccarmi da lui”, ha detto. Folgorata sulla via di Damasco,
come tutte le donne in sala parto.
Tanti auguri a tutte le “mamme -e -poi” del mondo.
Auguri alla mamma di Tommaso, che dopo tre anni
di figli non stop è volata per un week end di riposo
e follie a Copenhagen, con amici.
Auguri a Claudia, che è in ospedale a partorire,
a Daniela, che è alle prese con rigurgiti, pannolini
e notti insonni, e a Zino, che si è sposata da poco
tra i limoni di Sicilia ed ha un pancione grande
come un aerostato.
Auguri ad Errica, che gira sempre con la sua Alice
nel marsupio, a Nuria, che scrive rincorrendo Olivia,
e a Barbara, che è riuscita a ripartire da zero anche
se col papà della sua bambina non è andata come
sperava. Auguri ad Elisa, mia socia di sempre.
Auguri a Chammi, mamma dei suoi bambini laggiù
in Sri Lanka -e un po' "mamma" anche del poppante,
qui in Italia. Auguri a Valeria, che il suo bambino l’ha
perso e si è rimessa in discussione, con umiltà.
Auguri ad Ana, che lascerà il suo lavoro seguendo
il marito in Francia perché “è importante tenere unita
la famiglia” e a Ilaria, che ha trascinato marito e figlio
a Budapest per seguire un progetto umanitario in
cui crede parecchio.
Auguri a Federica, che la sua azienda ha preferito
liquidare perché “le mamme non fanno gli orari di cui
abbiamo bisogno in questa fase”. Auguri ad Elasti e a
Lisa, che mi hanno dato l’idea per questo blog, e alla
collega Paola, che da qualche mese ha le occhiaie
fino ai tacchi.
Auguri a Lea, che ha l’energia di una pila ricaricabile,
a Petra, che tra un pannolino e una pappa divora libri
uno dopo l'altro, e a mia suocera, cui nonostante le
distanze voglio un gran bene.
Auguri alla mia mamma, che non c’e’ più ma continua
ad esserci, sempre.
Auguri, infine, a chi passa di qui ogni giorno, perchè
un motivo ci sarà, ed auguri agli uomini che ci stanno
al fianco, probabilmente stanchi e confusi quanto noi.
"Ma perché Milano non è Londra? Sono stanca e il traffico
è impazzito per lo sciopero", diceva ieri sera l'amica CC al telefono.
"E poi ho fame. Ho elemosinato del cibo al ristorante cinese sotto
l’ufficio ma i cuochi stavano mangiando. Mi hanno risposto <Se proprio
vuole fermarsi, dovrà aspettare un bel po’>. Mi veniva da piangere e ho
chiamato Arturo, che venisse subito a salvarmi”.
CC, che ha da poco scoperto di essere incinta, è in balia del vento.
Un momento è sovraeccitata, l’attimo dopo depressa.
Un giorno iperproduttiva, l’altro pachidermica.
Chi le sta vicino non sa più che pesci pigliare.
Se gli ormoni non rinsaviranno presto, il fidanzato Arturo darà for-fait.
L’amica CC, che da poco aspetta un bambino, ha deciso di fare una rapida scappata in India per ritrovare se stessa.
Si giustifica così:
“B, fino a ieri mi sentivo un verme morto, un sasso, un’ameba, gli ormoni mi facevano impazzire. Oggi sto bene, il seno non è più gonfio, non ho dolori di pancia, mi sento tonica e pimpante. Probabilmente non sono più incinta, merito un viaggio”.
B spera che il fidanzato Arturo la faccia rinsavire, prima o poi.
“Cara B. Mi sento un fossile. Un’ameba. Un sasso. Un verme morto. Gli ormoni mi hanno sballato completamente, sono sempre fiacca (…) questa gravidanza è una jattura”, scrive l’amica CC, che da poco ha scoperto di essere incinta.
B ghigna sotto i baffi: ci è passata e sa che tutto questo finisce presto.
Già al terzo mese B si sentiva euforica, sovraeccitata, pervasa dal delirio di onnipotenza.
CC, alzati e combatti.
Il bello viene dopo.
B conosce l’amica CC da migliaia di anni.
Fin dall’adolescenza, mentre B sognava una famiglia numerosa, CC si tirava indietro.
“Ma sei matta? Cambiare pannolini, placare diabolici vagiti, allattare a comando (...) diventare la schiava di un bozzolo esigente. Non fa per me”.
Poi ha incontrato Arturo.
Ieri l'amica CC ha confidato che è in dolce attesa.
“B non ci credo. Lo dicevamo per scherzo ed ora è accaduto. Tra poco mi vedrai con una pancia gigante e non sarà per i soliti Kinder sorpresa”.
Non senza una certa ansia, la futura mamma ha già navigato su internet in cerca di una culla. “Mi porto avanti", spiega. "Può darsi che in questi 9 mesi io abbia da fare”.