
Sono un po' fata e un po' strega.
Volo sulla mia bici magica
e lavoro in una redazione che
pullula di strani soggetti.
A casa ho due gatti
e due avanzi di galera:
Pik e Pop, di tre anni e uno
rispettivamente.
Fino a prova contraria ho
anche un marito, Darrin, e due
grandi passioni: il cinema
e Gianni Canova. Mi chiamo B.
B Stevens.
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visitato *loading* volte
“Ieri sera stavamo per andare al pronto soccorso.
Strillava da tre ore, con un pianto acuto e disperato,
inconsolabile. Avevamo i timpani perforati. Ci siamo
convinti che non potevano essere le solite coliche,
che doveva avere un misterioso terribile male.
Ci siamo vestiti di tutto punto, maglioni, giacche e
tutto il resto, pronti a correre in ospedale. Eravamo
un fascio di nervi. Poi, d’improvviso, il silenzio: si è
addormentato di sasso e ha iniziato a russare”
Cara amica DR, i neonati sanno comunicare solo
col vagito, piangono per ogni cosa. Se hanno fame,
o sete, o sonno. Se hanno male alla pancia, o alla
testa, o alla gola. Se sono annoiati, o scomodi,
o vogliono più attenzione.
All’inizio cerchi di capire, ti tormenti, ti arrovelli. E’ il
panico, di fronte a questo nuovo fagotto strepitante e
flatulente. Poi inizi il training autogeno, cerchi di farci
meno caso. Il motto diventa resistere, resistere,
resistere. E alla fine imparano a parlare.
Tranquilla.
“Dai capezzoli mi escono le cascate di Iguazu - ma
forse è solo acqua, non latte ...perchè il poppante non
è mai sazio, vuol sempre stare attaccato a me”
“Distillo gocce di latte come fossero champagne. sto
provando in tutti i modi ad aumentare la mia produzione
di liquido bianco, ma faccio una gran fatica. mi vien da
piangere, tanto sono stanca...”
“Un ingorgo dietro l’altro, non t’immagini che male…mi
sento un lavabo otturato. vorrei che ciucciasse tre volte
tanto”
Amiche CC, EM, DR, l’allattamento è un casino.
Fortunatamente ad certo punto le bestiòle iniziano
a chiedere pastasciutta.
Tanti auguri a tutte le “mamme -e -poi” del mondo.
Auguri alla mamma di Tommaso, che dopo tre anni
di figli non stop è volata per un week end di riposo
e follie a Copenhagen, con amici.
Auguri a Claudia, che è in ospedale a partorire,
a Daniela, che è alle prese con rigurgiti, pannolini
e notti insonni, e a Zino, che si è sposata da poco
tra i limoni di Sicilia ed ha un pancione grande
come un aerostato.
Auguri ad Errica, che gira sempre con la sua Alice
nel marsupio, a Nuria, che scrive rincorrendo Olivia,
e a Barbara, che è riuscita a ripartire da zero anche
se col papà della sua bambina non è andata come
sperava. Auguri ad Elisa, mia socia di sempre.
Auguri a Chammi, mamma dei suoi bambini laggiù
in Sri Lanka -e un po' "mamma" anche del poppante,
qui in Italia. Auguri a Valeria, che il suo bambino l’ha
perso e si è rimessa in discussione, con umiltà.
Auguri ad Ana, che lascerà il suo lavoro seguendo
il marito in Francia perché “è importante tenere unita
la famiglia” e a Ilaria, che ha trascinato marito e figlio
a Budapest per seguire un progetto umanitario in
cui crede parecchio.
Auguri a Federica, che la sua azienda ha preferito
liquidare perché “le mamme non fanno gli orari di cui
abbiamo bisogno in questa fase”. Auguri ad Elasti e a
Lisa, che mi hanno dato l’idea per questo blog, e alla
collega Paola, che da qualche mese ha le occhiaie
fino ai tacchi.
Auguri a Lea, che ha l’energia di una pila ricaricabile,
a Petra, che tra un pannolino e una pappa divora libri
uno dopo l'altro, e a mia suocera, cui nonostante le
distanze voglio un gran bene.
Auguri alla mia mamma, che non c’e’ più ma continua
ad esserci, sempre.
Auguri, infine, a chi passa di qui ogni giorno, perchè
un motivo ci sarà, ed auguri agli uomini che ci stanno
al fianco, probabilmente stanchi e confusi quanto noi.
“Le poppate sono ogni due ore. Seguono i passi di danza per
farlo digerire, l’onda anomala a forma di rigurgito e le ninne per
addormentarlo. Fare la mamma mi piace molto, B, ma rischio
l’esaurimento nervoso”
“La gatta Minou è acciambellata sulle mie gambe e spinge col suo
culo rosa Dattero, il neonato, che mi dorme tra le braccia. Da due ore
sono in questa posizione. Vorrei tanto alzarmi, ho le formiche nelle
gambe, ma non voglio disturbarli”
“A volte penso che non tornerò più in ufficio. Farò la commessa
da Zara e non vedrò l’ora di finire il turno per tornare dal Dattero. Altre
volte, invece, in piena crisi claustrofobica, sogno il mio capo, i miei
colleghi e le trasferte all’estero. Tipo ADESSO”
“La signora delle pulizie della vicina viene anche a casa nostra,
da qualche giorno. Io ramazzo sempre un po’, prima. Mi secca che
trovi sporco”
Di questi tempi l’amica DR, che ha partorito due mesi fa, invia
esilaranti sms. E' la temibile spirale tetta-cacca-nanna ad averla
mandata fuori di testa, non c'è dubbio.
Gira per casa come un’amazzone, con un seno scoperto,
è capace di ingurgitare tre piatti di pastasciutta di fila
ed ha la palpebra a tapparella, sempre semichiusa.
E l’amica DR, a tre settimane dal parto.
A sei ore dal parto più complicato della terra, l’amica DR era un fiore.
Zompava per la Mangiagalli con le ciabatte arancio fluorescente,
il sorriso a quarantaquattro denti e l’adrenalina a mille,
come chi ha conseguito una grande vittoria.
A chi passava a trovarla faceva vedere il suo trofeo.
Gabriele è nato alle 7 del mattino, ha tanti capelli neri e
se si ciuccia le dita della mano emette un verso godurioso.
Come primo regalo ha ricevuto una coppia di morbide maracas.
"Le porterà quando viene ai miei concerti”, ha spiegato il neo-papà
"Già me lo vedo che le suona, perchè ha la musica nel sangue:
ma hai visto come apre e chiude bene la bocca, a ritmo?"
“…”
Le donne, quando partoriscono, un po' rinascono.
Gli uomini, invece, un po' vanno fuori di testa.
Stasera gli Stevens potrebbero avere un imprevisto.
Alle ore 21 andranno ad un concerto con l’amica DR, che
ha il pancione grosso come una casa e la data
presunta del parto tra pochi giorni.
DR potrebbe dunque esplodere mentre il fidanzato Edo suona
sul palco, osannato dal pubblico e inebriato dal rock and roll.
Ci penseranno loro, gli Stevens. B riscalderà pentolini d’acqua
come in Via col Vento e Darrin consolerà la partoriente
accarezzandole la mano. Non vedono l'ora.
“Come faremo con Minou, quando nasce Gabriele?”, domanda perplessa
l’amica DR al fidanzato Edo che, come al solito, sta facendo le fusa al gatto.
”Non avremo più molto tempo per giocare a riccetti con lui...”
"Nè per fargli le coccole e portarlo in braccio in giro per casa..."
“E neanche per scegliergli il filetto di pesce più squisito al super..”.
I due ogni tanto passano la sera a tirare ricci di gomma all’amato felino,
oppure si recano al Pam per cercargli un pesce prelibato e senza lische.
Il resto del tempo lo passano ai concerti, al cinema, alle feste o in viaggio.
B li guarda con un ghigno affettuoso e beffardo.
La vita cambierà un po' per Minou, ma anche per loro.
“Vieni al Dynamo, non fare la piattola. C’è Edo in concerto, domani sera!”, dice l’amica DR diramando inviti per il locale sottoterra dove il fidanzato è solito suonare.
E’ lì che si sono baciati per la prima volta, sotto gli occhi di B.
E’ lì che passano almeno due sere al mese, divertendosi come pazzi.
Probabilmente è lì che hanno concepito il loro primo (ed unico) bambino.
B gioisce del ritrovato buonumore della coppia.
Sabato scorso gli Stevens li avevano invitati per una merenda improvvisata, ma DR era arrivata sola.
“Edo non è venuto”, aveva detto. “Abbiamo litigato. Le uniche last minute siamo noi. Gli uomini, se non hanno il trucco a posto, non alzano le chiappe”.
Milano, luglio 2003
L’amica DR, con la mente palesemente obnubilata dall’ammmmòre, chiede a B e Giovanna di accompagnarla a sentire “un pazzo che suona”. E’ uno che conosce appena.
Ufficialmente Lui lavora in una redazione ma in realtà dà l’anima alla musica.
DR implora e scongiura. E alla fine, facendo leva sul buon cuore delle due, riesce a vincere le loro titubanze.
“Vi prego. Vi preeeeego. Venite con me. Il nome del locale è di quelli che fa paura, Dynamo… non ci posso andare da sola. E lui è un pazzo, sì…. Ma così carino, così carino…. Mi fa ridere. Di lui è questo che mi piace. E poi anche tutto il resto, effettivamente”.
Vestite a festa si presentano al Dynamo, che è poi uno stanzone sottoterra dove il suono rimbomba e non si distingue una faccia dall’altra perché la luce è messa al bando.
Ma il gruppo del pazzo è davvero forte.
B e Giovanna, sempre più ubriache, trattengono a stento i piedi.
Comincerebbero a ballare sui tavoli, ma non vogliono far fare brutta figura a DR.
In compenso battono le mani come se stessero vedendo i Pink Floyd.
Lasciano DR che si bacia appassionatamente e scompaiono nella notte, a bordo di uno scassato maggiolone. Alla storia non è dato sapere se andarono di filato a casa, o a baciarsi pure loro con qualche uomo improvvisato.
Oggi DR e il pazzo aspettano un bambino.
O forse il contrario, fuori di testa come la mamma e bellissimo come il papà.