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Sono una mezza strega,
una sbalestrata giornalista,
una mamma che ha sul gobbo
quasi tre canaglie: Pik, Pop e ?
Con un colpo di reni, a volte,
balzo in sella ad una bici magica,
volo in caccia del tempo perduto,
riacciuffo le passioni di sempre:
il cinema e le esplorazioni.
Se sono troppo stanca
per uscire o fare incantesimi,
mi siedo davanti al computer
e incomincio a scrivere.
Ehm, piacere, sono B.
B Stevens...
elisandreli@libero.it
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visitato *loading* volte
Tanti auguri a tutte le “mamme -e -poi” del mondo.
Auguri alla mamma di Tommaso, che dopo tre anni
di figli non stop è volata per un week end di riposo
e follie a Copenhagen, con amici.
Auguri a Claudia, che è in ospedale a partorire,
a Daniela, che è alle prese con rigurgiti, pannolini
e notti insonni, e a Zino, che si è sposata da poco
tra i limoni di Sicilia ed ha un pancione grande
come un aerostato.
Auguri ad Errica, che gira sempre con la sua Alice
nel marsupio, a Nuria, che scrive rincorrendo Olivia,
e a Barbara, che è riuscita a ripartire da zero anche
se col papà della sua bambina non è andata come
sperava. Auguri ad Elisa, mia socia di sempre.
Auguri a Chammi, mamma dei suoi bambini laggiù
in Sri Lanka -e un po' "mamma" anche del poppante,
qui in Italia. Auguri a Valeria, che il suo bambino l’ha
perso e si è rimessa in discussione, con umiltà.
Auguri ad Ana, che lascerà il suo lavoro seguendo
il marito in Francia perché “è importante tenere unita
la famiglia” e a Ilaria, che ha trascinato marito e figlio
a Budapest per seguire un progetto umanitario in
cui crede parecchio.
Auguri a Federica, che la sua azienda ha preferito
liquidare perché “le mamme non fanno gli orari di cui
abbiamo bisogno in questa fase”. Auguri ad Elasti e a
Lisa, che mi hanno dato l’idea per questo blog, e alla
collega Paola, che da qualche mese ha le occhiaie
fino ai tacchi.
Auguri a Lea, che ha l’energia di una pila ricaricabile,
a Petra, che tra un pannolino e una pappa divora libri
uno dopo l'altro, e a mia suocera, cui nonostante le
distanze voglio un gran bene.
Auguri alla mia mamma, che non c’e’ più ma continua
ad esserci, sempre.
Auguri, infine, a chi passa di qui ogni giorno, perchè
un motivo ci sarà, ed auguri agli uomini che ci stanno
al fianco, probabilmente stanchi e confusi quanto noi.
Ieri il signor Burns, il losco dirimpettaio degli Stevens, ha suonato alla porta.
In mano brandiva un parallelepipedo colorato che poteva anche essere pericoloso.
B, cauta e fifona, si è scansata con un balzo. E il gobbo, con l'irruenza che gli è propria,
ne ha approfittato per entrare in casa.
”B, questo è un omaggio natalizio per lei e famiglia. Una bottiglia di vino pregiato che
potremo assaporare tutti insieme, una delle prossime sere..”, ha attaccato lui.
Ci siamo, ha pensato B. E’ il momento che aspettavo.
“Signor Burns. Mi dica la verità. Lei possiede anche l’appartamento sotto al nostro?”,
ha domandato con apparente nonchalance.
”…”
B, affonda il coltello. Presto. “Burns. E’ inutile negare. Noi l’abbiamo vista.
Leggeva il giornale nella casa del quarto piano, la notte scorsa. Come lo spiega?”
Con un lieve tremore delle labbra e un guizzo malefico negli occhi, lui ha risposto
”...non ero io. Forse era il parente del signor xxx, l’ho incrociato oggi e mi somiglia”
Poi si è alzato di scatto e se n’è andato.
B ne è sempre più convinta. C'è del marcio nel palazzo.
L'amica PN dev'essere subito informata.
((Ps le puntate precedenti nella colonna a sinistra, tra i personaggi, alla voce
“signor Burns”. Tra chi legge non c’e’ nessuno della Scientifica, per caso?))
L’indagine su Burns, il losco dirimpettaio degli Stevens, prosegue a spron battuto.
L’amica PN, dal palazzo di fronte, è pronta a vigilare su ogni sua mossa
nell’appartamento di sotto. Ma da giorni, in quella casa, è buio totale.
B osserva i suoi movimenti sul pianerottolo. In questi giorni esce molto presto,
rientra la sera molto tardi e sembra più gobbo del solito.
Forse stremato da qualche fatica.
Probabilmente quelle mani sono macchiate di sangue.
B ne è sempre più convinta.
Ps per gli interessati alle puntate precedenti, Burns è tra i personaggi
(colonna a sinistra sotto i commenti).
Prima dei figli, le vacanze ideali di B erano on the road, selvagge, piene di gente.
Ora al primo posto tra gli ingredienti di una buona vacanza mette il riposo. Al secondo il silenzio. Al terzo il mare e al quarto il sole, possibilmente con ombrellone incorporato.
Nella sua testa B vorrebbe catapultarsi in uno di quei villaggi turistici dove l’animatore fa il figo con le bagnanti e il buffet prevede insalatone scondite e tanta buona frutta, ma non osa confessarlo al signor D che l’ha conosciuta “prima”.
A luglio la situazione non era diversa.
ma quando l’amica PN –madre di uno dei migliori amici di Pik- le propose un viaggio in Svezia con altre 7 famiglie, B si armò di coraggio e disse di sì, per amore dei figli.
Per 14 lunghissimi giorni, a pranzo e a cena, B sedette attorno ad un tavolo con altri 15 adulti e 10 bambini, da uno a tre anni.
Guardò impassibile lo scrosciare della pioggia battente fuori dai finestroni.
Si deliziò di aringhe e maionese, dei mitici Abba, delle atmosfere natalizie anche in estate.
Girò 15 ore su 24 con il neonato dentro al marsupio, per non perdersi neppure una gita.
Imparò ad apprezzare le notti piene di luce.
Amò appassionatamente quell’isoletta dell’arcipelago di Stoccolma.
E tornò a casa stanca più di prima, ma decisamente felice.
Se sei una ragazza au pair, la tua fortuna sarebbe essere assunta dall’amica PN.
Magicamente, in casa della suddetta, le fanciulle alla pari si trasformano da vatusse senza personalità in strafighe di prima categoria.
Prima è stata la volta di Sara, svedese, dalle curve (molto) morbide, i boccoli da bambinona e il sorriso ingenuo. Alla fine dell’anno in Italia era longilinea, bellissima, coi capelli all’ultima moda e la camminata maliarda.
Ora è la volta di Sanna: a luglio era una gigantessa buona dal peso con tre zeri
e la risata prepotente, non un briciolo di femminilità, quasi spaventosa per i bambini.
Siamo ad ottobre e il tocco di PN ha fatto miracoli: il peso è decisamente diminuito e
sotto controllo, l’andatura molto più femminile, i gesti aggraziati e seduttivi… ma cosa ci fa
questa donna alle ragazze au pair?