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Sono una mezza strega,
una sbalestrata giornalista,
una mamma che ha sul gobbo
'quasiquasi' tre canaglie.
Con un colpo di reni, a volte,
balzo in sella ad una bici magica,
volo in caccia del tempo perduto,
riacciuffo le passioni di sempre:
il cinema e le esplorazioni.
Se sono troppo stanca
per uscire o fare incantesimi,
mi siedo davanti al computer
e incomincio a scrivere.
Ehm, piacere, sono B.
B Stevens...
elisandreli@libero.it
lanterna in LUI VISTO DA LEI
yetbutaname in LUI VISTO DA LEI
BStevens in LUI VISTO DA LEI
BStevens in MA CHE FREDDO FA
BStevens in LETARGO-BULIMIA-FREG...
utente anonimo in LUI VISTO DA LEI
BStevens in LILO FOREVER
BStevens in SARAI VERDE?
BStevens in UN DIAMANTINO PER TE
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altea e felice
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bruzzi
burns - il dirimpettaio
capa dei capi
chammi
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collega paola
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gatto rocco gatta scheggia
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livia scarpe-a-punta
luca il tatuato
maestra pauline -scuola materna
maestra robi - ex nido pik
mamma di b
nonna di b
numero tre
omega
papĂ di b
parrucchiere sam
pediatra estivill
pik il tappo -figlio uno
polvere di stelle
pop-pante - figlio due
prof
swap party
tommaso- amico di pik
zio di b
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arguzia
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visitato *loading* volte
Un pazzo si aggira in Via dei Pioppi,
dove abitano gli Stevens. lo squilibrato
riga fiancate delle auto, taglia le gomme
delle bici, dà fuoco agli avvisi che sono
appesi ai muri del condominio.
Lui agisce col favore delle tenebre:
ieri ad esempio ha appiccato il fuoco
all'ascensore della scala B: l'arancione
delle pareti è diventato nero fumo, l’aria
dentro l’abitacolo irrespirabile.
Quando i condòmini se ne sono accorti
si sono recati in massa in commissariato,
per sporgere denunzia contro ignoti. erano
sospettosi gli uni nei confronti degli altri e
si guardavano di sottecchi: il colpevole
poteva essere là in mezzo a loro.
Qualcuno ha proposto di istituire 'ronde'
condominiali per stanare la pedina malata.
gli Stevens, detective in una vita precedente,
si sono offerti di indagare: ora, nella cucina
della loro casa, si naviga tra le scartoffie.
Cercano di lavorare con metodo e
sono giunti alle seguenti conclusioni:
* Il colpevole agisce solo: imprudente
avere un complice.
* Il colpevole vive nel palazzo e cova
un profondo rancore verso i condòmini
e l’amministratore.
* Il colpevole potrebbe presto perdere
completamente la testa.
* Il dirimpettaio, l'orrido signor Burns,
e troppo gobbo per tagliare le gomme
delle bici ed è da escludere dal novero
dei sospetti.
* Idem per i coniugi Xx, troppo presi
a litigare tra loro per occuparsi di altri.
* Certo innocente il giovane della scala A:
da quando è fidanzato guarda tutti con occhi
da triglia, impossibile che covi foschi pensieri.
* Rimangono in lizza l’Angelo custode, la sciura
del 4° piano -apparentemente sopra ogni sospetto,
la maitresse del 3° ed il pingue orologiaio che vegeta
nel seminterrato.
Costi quel che costi gli Stevens scopriranno presto
la verità. se qualcuno ha consigli, sono senz’altro ben
accetti.
Nei meandri del palazzo dove vivono gli Stevens
si aggira un malfattore. il deprecabile figuro agisce
col favore delle tenebre e compie crimini in garage
o davanti al cancello verde dello stabile.
è ossessionato dall’ordine, maniaco della precisione:
così, a chi osa parcheggiare la bici o la vespa o l’auto
appena/appena fuori posto, lui - con un colpo secco -
conficca la lama nella gomma.
Le ruote dei mezzi di locomozione di via dei Pioppi
vengono cambiate di continuo. I residenti sono furie.
alcuni Sherlock Holmes e Miss Marple estemporanei
gli danno la caccia. dagli indizi raccolti, il colpevole
potrebbe essere uno di questi tre individui:
- l’orrido dirimpettaio degli Stevens, il signor Burns,
gobbo, canùto e crudele. forse ha messo uno spillo
sotto il bastone e agisce indisturbato a notte fonda,
quando rientra dai suoi loschi e torbidi festini.
- il custode Angelo, fin troppo attento che nel palazzo
fili tutto liscio. per lui, se un’auto parcheggia fuori posto,
è una vera jattura: potrebbe doversi sorbire i rimproveri
dei condomini più noiosi (vedi sopra, signor Burns) e
starà tutto il giorno con la colìte del perfezionista.
- Darrin. per depistare le indagini avrebbe più volte
sgonfiato anche le ruote della sua stessa auto e quelle
della bici delle moglie. ciò non esclude che possa esser
stato lui il vandalo.
secondo gli indizi raccolti, il movente di Darrin sarebbe
chiaro: portare all’esasperazione i condomini ottuagenari,
-tanto da persuaderli a scappare lontano. A quel punto lui
potrebbe indurre tutti i suoi amici scalcagnati a venire ad
abitare in via dei Pioppi 10, disseminati sui vari piani
dello stabile.
il palazzo diverrebbe un'ibrida, promiscua comune
popolata da hippie, cannaioli, saggi e padri di famiglia
che la sera si ritrovano attorno a un fuoco, come forse
Darrin sogna - senza avere il coraggio di confessare
né a se stesso, né alla moglie.
gli Sherlock Holmes&miss Marple trarranno presto le fila.
se l'ipotesi numero 3 dovesse rivelarsi plausibile "al di là di
ogni ragionevole dubbio", Darrin sarrà picchiato a sangue
da una folla di rabbiosi ottuagenari con bastone.
I preparativi per uscire, con Pik, durano mezz’ora.
lentamente infila la testa nel buco del maglione, poi
le braccia, ecco, prima la sinistra e dunque la destra.
cerca la sciarpa, dov’è?, ah sì, è rimasta in camera,
ok la prendo, fluszt, ed ora la giacca. estenuante.
di solito B l’ aspetta accasciata in poltrona e scatta
quando lo sente mormorare “adesso ho molto caldo”.
è la loro frase segreta, l’apriti sesamo: casa Stevens
si spalanca e loro schizzano fuori dalla porta vestiti
e bardati, pronti per il Polo Nord.
Come oggi, per esempio: per una missione comune
solita attesa, solito giro per casa a recuperare i pezzi
- lento, lentissimo. B, che aveva una fretta indiavolata,
appena ha visto Pik vagamente stratificato a cipolla
l'ha preso da sotto le ascelle e infilato in ascensore.
“mamma, ma hai lasciato il cervello in ufficio?”
“eh?”
“non mi ero ancora messo le scarpe, guardami!”
"va beh Pik, pazienza, andiamo solo dietro l'angolo"
"ma come mamma, senza scarpe? non scherzare"
Proprio in quel momento, dietro al vetro dell’ascensore,
è comparsa un’ombra, vicina, sempre più vicina: l'orrido
dirimpettaio, il signor Burns, gobbo e canuto al solito ma
versione ancor-più-pètulante. li squadra torvo, dall’alto
in basso, coi suoi occhi neri a spillo e la bocca a
culo di gallina.
“signora Stevens, fa freddo. mica porterà il bambino
in giro così, scalzo, no?”
Burns, pensa alla tua gobba, non ai piedi di Pik, e
levati di torno. le donne, soprattutto di primo mattino,
sono piuttosto pericolose.
“Sono scomparse”
“Hai guardato sotto il divano?”
“Niente”
“In bagno?”
“Niente”
“In cucina?”
“Niente, ti dico”
“Senti, salteranno fuori”
“Qualcuno me le ha rubate”
“Figurati”
“Qualcuno mi ha spiato per vedere dove abitavo”
“B, scommetto che entro domani le ritrovi”
“Tu te ne lavi le mani. Sei un codardo”
“…tanto è sempre il solito copione! Perdi le cose
perché sei una inguaribile disordinata e dopo un po’,
magicamente, le ritrovi”
“Stevens-Darrin, sappi una cosa”
“Dimmi”
“Stanotte, quando i ladri col passamontagna e lo spray
narcotizzante entreranno in casa usando le mie chiavi, io
farò loro una soffiata”
“Eh?”
“Dirò loro dov’e’ la tua videocamera per i montaggi”
“La mia… videocamera?”
“Si”
“Ti aiuto a cercarle”
(Le chiavi di casa erano sulla libreria. Le aveva messe lì
un losco figuro, o un alieno, o il malefico dirimpettaio Burns,
o i gatti. Non B)
Per Pik sono “mammottera”
Per il Poppante “ma-mma-ma”
Per Darrin “grulla” o “gnoccolona”
Per il Babbo “cicciola” o “pétite”
Per lo Zio “lisetta”
Per il Fratello “ehi, tu”
Per la Capa dei capi “Steeeeeeevens!”
Per l’Angelo custode “signò”
Per l’ex Fidanzato “occhipinti”
Per i Suoceri “nuora carissima”
Per la Barista sotto l’ufficio “quella del caffè
americano macchiato caldo, mi raccomando
con l’acqua a parte” ( = alias: la rompicojones)
Per il Panettiere “solita ciabatta bruciacchiata”
Per l’orrido Burns “ohhh, mia adorata vicina”
Per voi Blogger “B”
C’è da diventare matti.
L’orrido dirimpettaio Burns, chiamato così perché somiglia al gobbo
e canùto personaggio dei Simpson, deve essersi lanciato nel cabaret.
Oggi, ammassati sulla vecchia panca del pianerottolo al quinto piano,
c’erano un palletò a scacchi gialli e verdi, una sciarpa a grandi pois
ed un cappello da alpino, con tanto di piuma.
Gli Stevens hanno deciso di optare per il lassez-faire, purchè
il circo non si trasferisca in casa loro.
Oggi B era di turno all’alba e alle
di casa, pronta a scapicollarsi verso l’ufficio.
Il malefico dirimpettaio Burns, che probabilmente stava osservando
i movimenti degli Stevens dallo spioncino, ha finto di dover uscire proprio
in quello stesso istante. Ha aspettato l’ascensore con B, sul pianerottolo, e
dentro l’abitacolo le ha attaccato bottone col suo solito fare molle, viscido ed
untuoso.
“B, buongiorno. Perché mai esce a quest’ora, se non sono indiscreto?”
Forte delle tecniche affinate sul lavoro B ha subito ribaltato la domanda,
facendo giocare a lui la parte dell’intervistato.
“Buongiorno a lei, signor Burns. Sembra in forma quest’oggi, come fa
ad essere così vispo e scattante anche a quest’ora del mattino?”
Il gobbo, preso in contropiede, ha abbozzato un ghigno.
“Il segreto è tutto nella mia alimentazione. Io sto sempre leggero. Mi cibo
solamente di pesce e verdure, soprattutto spinaci e pomodori. Niente
frutta, che porta putrefazione. Niente carne, che fa venir la gotta.
Niente uovo, che rovina il fegato. Vino sì, di quello buono”
Meno quattro, meno tre, meno due, meno uno. Piano terra, Deo gratias.
“Arrivederci signor Burns”
“Aspetti…!”
Pur di scappare via B ha rischiato di perdere una scarpa, come Cenerentola.
Orrido alieno travestito da gobbo. Ci mancano solo le tue strambe dottrine
alimentari, oltre al turno fetente dell’alba, per cominciare il lunedì mattina.
Fino a qualche settimana fa, il poppante era un vermicello innocuo e
passivo. Ora si è trasformato in un terminator pericolosissimo, che mette
in pericolo la vita sua e dei poveri gatti.
Cerca di suicidarsi infilando le dita nelle prese della corrente, appoggiandosi
con tutto il peso alla mensola della libreria, stuzzicando la lampada a stelo
della sala (oscilla, oscilla, oscillaaaaaaa) ed ingoiando qualsiasi cosa
riesca a mettere in bocca – dai mattoni del lego ai pezzi di puzzle.
Inoltre è accusato di tentato omicidio nei confronti di Rocco e Scheggia,
i felini di casa Stevens. Approfittando della disattenzione generale, ha infilato
la ciotola con i loro croccantini dentro l’armadio della lavanderia, chiudendo
l’anta. Nessuno se n’è accorto per 24 ore. I gatti rischiavano di morire di
fame e di stenti. Presto chiederanno asilo al signor Burns, cadendo
tragicamente dalla padella alla brace.
L’ascensore, per gli Stevens, è un’appendice della casa.
E' come una toilette supplementare, soprattutto di mattina.
Ogni giorno, alle
ancora mezzi svestiti. Hanno tempo cinque piani per infilarsi le scarpe,
abbottonarsi i pantaloni, mettersi giaccone -cappello -sciarpa e pettinarsi.
Di solito fila tutto liscio. B esegue le operazioni con la mano sinistra
e con la destra aiuta Pik: insieme, ormai, sono una macchina da guerra.
Alle ore 8.17 i due sono di sotto, pronti a scattare in bici alla volta del nido.
Lo schema, però, non prevedeva una variabile impazzita: l'orrido dirimpettaio,
il signor Burns, che per una sfortunata coincidenza ha scoperto
l'uso improprio dell’ascensore fatto dagli Stevens.
Stamattina, alle ore 8.15, sul pianerottolo c’era anche lui, in ordine perfetto.
E' entrato in ascensore con due pazzi anguicriniti, braghe sciolte e
piedi scalzi, e non ha proferito verbo. Ne è uscito sconvolto.
Medita di uccidere i vicini, molto probabilmente.
La musica è una passione di famiglia, a casa Stevens.
Ognuno contribuisce come può.
- Il papà di B, manager indaffaratissimo durante la settimana, al week end
suona le percussioni in un gruppo chiamato “I Sarracini”, che si esibisce
in entusiasmanti locali di non-grido.
- Il cognato di B ha uno studio di registrazione e compone melodie: per
poco non andava a San Remo quest'anno, dico sul serio.
- Darrin non può stare un giorno senza ascoltare lo stereo a tutta palla,
tanto che per Natale B-timpani-fracassati gli ha regalato un paio di cuffie
enormi che funzionano a infrarossi.
- Pik è forte nel canto: da “La danza del serpente” al “Valzer delloooooo
scerino” non lo ferma neanche il dirimpettaio, il signor Burns, che ogni
tanto suona il campanello chiedendo pietà.
- B è specializzata nella performance “Il ballo del qua-qua”: ancheggia
e modula suoni con un certo stile, sulla falsariga di Romina Power.
Con una famiglia così, il poppante non poteva crescere senza una verve
musicale di tutto rispetto. E infatti anche lui mostra già una discreta
propensione, come dimostrano i seguenti indizi:
1) Il suo gioco preferito sono le maracas: le lecca come i cornetti Algida
e le agita come il Tom Cruise di “Cocktail” con gli shaker.
2) Quando qualcuno parla, lui emette una nota. Forte, fortissima. C’è
chi dice che urla e basta, ma per B è evidente: vorrebbe cantare.
3) Quando sente la musica allo stereo, da sdraiato, agita braccia e gambe
come una tartaruga capovolta. non occorre un genio per capire che intende
battere il tempo.
Prima o poi, la Stevens-band diventerà ricca e famosa.
ps nel frattempo, sorridere fa bene. informazioni sul neuroblastoma qui. grazie : )
Oggi all’alba gli Stevens sono atterrati a Milano, di ritorno dalle vacanze.
All’ingresso del palazzo hanno ritrovato l’Angelo custode: scopava
sulle scale imprecando in napoletano, come tutti i lunedì.
Sul pianerottolo hanno incrociato il perfido signor Burns, il dirimpettaio.
“Posso passare da voi stasera?”, ha detto autoinvitandosi
nel salotto di casa Stevens, come fa spesso.
Non avevano fatto in tempo ad entrare e disfare le valigie che Darrin
è balzato di nuovo alla porta, strattonato da Pik che gli chiedeva
di giocare con gli aerei. ”Buriddu, sono le 8. Corro al lavoro
o faccio tardi”, gli ha esclamato - come ogni mattina.
B ha preso il poppante in marsupio e Pik per mano e si è diretta al nido.
Ovviamente lungo la strada si è fermata al bar di Luca il tatuato,
che li ha accolti con spremuta e brioche, parlando di calcio.
Al nido la mitica maestra Robi li ha accolti con gridolini di gaudio e tripudio.
Pik le è corso incontro abbracciandola, dimenticandosi come al solito
della madre che sulla porta aspettava il suo “bacio dell’addio”.
Poi è arrivato Tommaso e Pik si è dimenticato anche della maestra.
”Se io ti faccio vedere il mio aereo, tu mi dai il tuo castello?”,
gli ha detto come se le vacanze non ci fossero state
e loro si fossero salutati il giorno prima.
B è passata dal panettiere ed è tornata a casa.
Ha disfato le valigie e messo a dormire il poppante.
Poi si è seduta alla scrivania e ha finito l’articolo Cina-Russia
come promesso al Prof, che a 10 anni dalla tesi ancora la fa sgobbare.
Si gode gli ultimi giorni di “libertà” da mamma perché dalla prossima settimana
tornerà definitivamente in redazione, dopo sette mesi di maternità.
Rivedrà la Capa dei capi, i colleghi e le Fonti del suo lavoro.
”Chissà come sarà tutto cambiato”, si domanda.
E sorride, certa di ritrovare anche lì il suo rassicurante, affettuoso copione.
Ieri il signor Burns, il losco dirimpettaio degli Stevens, ha suonato alla porta.
In mano brandiva un parallelepipedo colorato che poteva anche essere pericoloso.
B, cauta e fifona, si è scansata con un balzo. E il gobbo, con l'irruenza che gli è propria,
ne ha approfittato per entrare in casa.
”B, questo è un omaggio natalizio per lei e famiglia. Una bottiglia di vino pregiato che
potremo assaporare tutti insieme, una delle prossime sere..”, ha attaccato lui.
Ci siamo, ha pensato B. E’ il momento che aspettavo.
“Signor Burns. Mi dica la verità. Lei possiede anche l’appartamento sotto al nostro?”,
ha domandato con apparente nonchalance.
”…”
B, affonda il coltello. Presto. “Burns. E’ inutile negare. Noi l’abbiamo vista.
Leggeva il giornale nella casa del quarto piano, la notte scorsa. Come lo spiega?”
Con un lieve tremore delle labbra e un guizzo malefico negli occhi, lui ha risposto
”...non ero io. Forse era il parente del signor xxx, l’ho incrociato oggi e mi somiglia”
Poi si è alzato di scatto e se n’è andato.
B ne è sempre più convinta. C'è del marcio nel palazzo.
L'amica PN dev'essere subito informata.
((Ps le puntate precedenti nella colonna a sinistra, tra i personaggi, alla voce
“signor Burns”. Tra chi legge non c’e’ nessuno della Scientifica, per caso?))
L’indagine su Burns, il losco dirimpettaio degli Stevens, prosegue a spron battuto.
L’amica PN, dal palazzo di fronte, è pronta a vigilare su ogni sua mossa
nell’appartamento di sotto. Ma da giorni, in quella casa, è buio totale.
B osserva i suoi movimenti sul pianerottolo. In questi giorni esce molto presto,
rientra la sera molto tardi e sembra più gobbo del solito.
Forse stremato da qualche fatica.
Probabilmente quelle mani sono macchiate di sangue.
B ne è sempre più convinta.
Ps per gli interessati alle puntate precedenti, Burns è tra i personaggi
(colonna a sinistra sotto i commenti).
Gli Stevens abitano in un palazzone anonimo pieno di finestre.
Di fronte, separato solo da un patio, c’è un altro palazzo, altrettanto anonimo
e altrettanto grigio.
Sembra di essere sul set di “La finestra sul cortile”, ma con attori che rifiutano
di recitar la parte. B ci prova, ad osservarli dentro le case, ma quelli
chiudono le tende e si serrano dentro ai loro mondi privati.
E perbacco, solo un’occhiatina… NO, sbam.
Ieri sera, finalmente, il set ha cominciato ad animarsi.
“Il signor Burns abita sotto di voi, ora?”, ha scritto per sms l’amica CP,
che vive nel palazzo di fronte.
“Ma che dici? Abita sul nostro stesso piano, lo sai benissimo..”
“Sì. Ma io sono qui alla finestra, adesso. Nell’appartamento sotto al vostro
c’è lui, il signor Burns, accomodato su una poltrona, solo, che legge il giornale.
Sembra di casa. Rimango in osservazione”.
Dopo un po', le luci si sono spente e del signor Burns è sparita ogni traccia.
Le rotelle di B frullano vorticosamente.
Il signor Burns è un uomo di quasi ottant’anni, gobbo, vagamente simile
al personaggio dei Simpson. In effetti, deve avere strani traffici.
Qualche volta rientra a casa nella notte, aprendo rumorosamente le 4 serrature
della sua porta blindata. Spesso si accompagna ad una signora bionda
e non troppo giovane, con cui sghignazza e trescheggia più di
quanto converrebbe ad un uomo della sua età.
Ma ora…
Che abbia comprato un ‘altra casa nel palazzo, all’insaputa di tutti? E perché mai?
Che abbia un gemello esattamente identico a lui, nascosto per qualche sordido motivo?
Che abbia un’altra amante, oltre alla signora bionda? La mora del piano di sotto?
Oppure ...avrà ucciso mora e marito, piazzandosi in casa loro?
B sente puzza di bruciato. Si ripromette di indagare, con la fida amica CP.
B è tornata dai monti più stanca di quando è partita.
E’ entrata in casa anguicrinita, sbrindellata e con un rigurgito sulla spalla sinistra.
Ha gettato il poppante sul tappetino Tiny Love e Pik nella vasca da bagno.
Ha baciato Darrin, che era rimasto a Milano a lavorare.
E finalmente si è accasciata sul divano.
Assaporava l'intima pace domestica, quando è suonato il campanello.
Era Burns, il dirimpettaio degli Stevens.
Un uomo sulla settantina, gobbo, fastidiosamente brioso.
“Salve vicini! Sono passato per salutarvi e chiedervi se vi va un aperitivo da me”.
”Burns guardi, non è momento”.
”Io sono appena tornato da un viaggio in Trentino Alto Adige, lungo le vie del vino.
Mille chilometri in quattro giorni, mica male vero?”
”…”
”Tra un’oretta devo uscire a cena e avevo questo buco”.
Burns si è autoinvitato nel salotto degli Stevens, abusando della loro pazienza.
Ha mangiato patatine, bevuto vino e guardato Sky a scrocco.
Ha levato le tende dopo un'ora esatta.
”B, ti vedo un po' fiacca. Come mai? Eppure sei stata in vacanza”
Già. In vacanza… la prossima volta verrò con lei, orribile Burns.
Poi andiamo insieme a farci l’aperitivo e a cena fuori.
Il dirimpettaio degli Stevens, vagamente assomigliante al signor Burns
dei Simpson, non la conta giusta. E’ un uomo sulla settantina,
gobbo. Si muove a fatica e ha pochi capelli, tutti bianchi.
Dovrebbe ormai fare giudizio. Invece no.
B, osservandolo dallo spioncino della porta, vede quando esce. Tutte
le sere, intorno alle 21. Indossa sempre lo stesso giubbotto di pelle nera.
Una volta è tornato barcollante e verosimilmente ubriaco verso le ore 24.30.
Un’altra volta B l’ha sorpreso sul pianerottolo alle ore 3 del mattino.
Era in cucina a bere qualche ettolitro di acqua, per rifarsi dopo l’ultima poppata,
e ha sentito dei rumori fuori dalla porta. Spaventata, ha preso sotto braccio
il gatto Rocco e si è avvicinata all’uscio. Così l’ha visto.
Burns non era solo. C’era una donna, con lui, bionda. E non giovanissima.
Se la spassavano.
B si chiede come sarà, dopo i 70 anni. Spera di non assomigliare a Burns
ma di avere la sua stessa, trasgressiva vitalità.
Il palazzo dove vivono gli Stevens ha un Angelo, il custode.
Se la bicicletta di B è legata male, corre ad avvertirla prima che i ladri
allunghino le mani. Se arriva un pacco, lo appoggia discretamente sullo
zerbino di casa. Se B deve fare una commissione, si offre di fare da baby
sitter a Pik, distraendolo con giochi nella sua guardiola.
Angelo si arrabbia solo in un’occasione: quando il dirimpettaio degli Stevens,
vagamente simile al signor Burns dei Simpson, posteggia l’auto davanti
al passo carraio.
Allora diventa una furia. Non volendo sfogarsi direttamente con Burns, chiama B.
”Io non capiscooooooooooooooooooooo. Con tutto lo spazio che c’è, proprio
davanti al mio passo carraio??? Io devo pulire, devo pulire, come faccio
adesso... mi toccherà andare sotto la macchina con la scopa. E poi
l’immagine del palazzo, che cosa diranno quelli che passano?”
”….”
”Diranno che qui c’è un custode negligente che lascia fare queste cose,
che non sta attento al passaggio dei pedoni e di chi deve entrare nel palazzo,
diranno diranno….”
B cerca invano di tranquillizzare l’omino. Intravede una lacrima da dietro i
suoi occhiali scuri, il suo accento napoletano s’incrina mentre finisce il racconto.
”E poi… quella macchina è troppo grande, non mi piace”.
B, amante della sua bicicletta colorata, non può che essere d’accordo
con l’Angelo custode, come sempre.