
Sono un po' fata e un po' strega.
Volo sulla mia bici magica
e lavoro in una redazione che
pullula di strani soggetti.
A casa ho due gatti
e due avanzi di galera:
Pik e Pop, di tre anni e uno
rispettivamente.
Fino a prova contraria ho
anche un marito, Darrin, e due
grandi passioni: il cinema
e Gianni Canova. Mi chiamo B.
B Stevens.
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visitato *loading* volte
La collega Paola, dirimpettaia di B in redazione,
sfoggia look sempre distinti - anche adesso che
in casa ha Erico, un poppante di pochi mesi. Se
l’ eleganza è innata non c’è rigurgito che tenga,
pensa ogni mattina B - sentendosi per contro
sempre più scombinata.
Oggi, però, si era sistemata con cura, seguendo
il proprio guizzo, e si era recata in ufficio alquanto
soddisfatta.
“Ma cos’hai in testa, B? non è un codino, non è una
coda di cavallo.. è un pennacchio storto!" La collega
Paola, sotto i baffi, se la ghignava di brutto.
Dirimpettaia mia adorata. Si chiama "ciuffo di sbieco",
questo. L'ho fatto apposta. E l’elastico, se noti, è color
arancio, come la maglia. Non ho lasciato nulla al caso,
oggi. Sono fickissima, nevvero?
I giornalisti devono coltivare le fonti e se occorre, qualche volta,
portarle fuori a pranzo per “simpatizzare”: questo è il nuovo diktat
della redazione Xxx, che alla fine si è adeguata agli usi e costumi
dei concorrenti. B, che aborre PR e affini, l’ha ignorato per mesi.
Ma c’è sempre una prima volta.
Oggi, quando la collega Paola le ha proposto un pranzo di “lavoro”
con la gola profonda Omega, lei ha accettato subito - complice una
spiccata simpatia per quella fonte che due mesi fa le era capitato
di intervistare.
B è arrivata al ristorante trafelata e zuppa di pioggia: Paola e Omega
erano già là. A dirla tutta, lui è tutto il contrario di quello che a B piace:
intanto è elegantissimo e super chic, mentre lei si appassiona solo di
sbrindellati. Poi lavora in finanza, campo assai noioso. Infine sorride
poco.
Ma quando sorride, ragazzi, è uno spettacolo. E’ il sole in giacca
e cravatta, praticamente. Ed ha un irresistibile accento toscano, per
giunta.
Ha parlato di economia, di borsa, di spread. E poi di quadri, di libri,
d’arte e di cinema. B lo guardava sempre nello stesso modo: come una
triglia lessa.
Le hanno servito prelibatissimi riccioli di prosciutto, gustosi filetti di
tonno, eccellenti dimostrazioni di nouvelle cuisine: B inghiottiva come
fossero le Zuppe del Casale, troppo occupata a pendere dalle labbra
di Omega per assaporare appieno le delicatezze che finivano tra i
suoi canini.
Alla fine del pranzo, quando lui l’ha accompagnata alla bici sotto la
pioggia, l’avrebbe quasi baciato, tanto lo adorava. Questione di ormoni,
di chimica, di primavera -di tutto questo insieme, forse.
Poi le sono venuti in mente Darrin, le sue idee strampalate e il randello
con cui l’avrebbe rincorsa se l’avesse vista sotto il diluvio cheek to cheek
con quello sconosciuto incravattato. Allora ha inforcato il suo bolide ed
è corsa via.
Inutile mentire, la donna è mobile qual piuma al vento. Si salva per
amore (ehm) e per coerenza.
“Ehi B, ciao! Ho una proposta indecente. Molla tutto e andiamo al cinema!”,
suggerisce l’efficientissima collega Paola alle ore 19 di sabato sera,
mentre il casino cosmico regna a casa Stevens.
”Mmmmmmm… verrei taaaaaanto volentieri. E’ che non riesco ad organizzarmi.
Sono una frana, un disastro. Ora faccio il bagno a Pik, poi allatto l’altro e così via...
non farò mai in tempo per la proiezione delle 20 e alle 22.30 sarò uno straccio.
Ma tu come fai?”, chiede B con un filo di voce.
e del figlio di tre mesi. ”Ora il piccolo fa quattro pasti. L’ultimo è alle 19,
poi dorme fino alle 7 del giorno successivo e noi siamo liberi”
Decisamente, B deve anticipare il tour de force serale degli Stevens
e regolarizzare gli spuntini dell’anarchico poppante, che ormai ha sei mesi
ma di sera, a volte, si sveglia e vuol ciucciare, tanto per gradire.
Al cinema non si può proprio dir di no.
Non un’altra volta, per lo meno.
Paola, una collega super bionda e super pimpante, organizza la sua vita con l’agenda.
B l’aspettava al varco del primo figlio, ma non ha avuto soddisfazione.
Enrico è nato due mesi fa e per lei tutto continua come prima.
“Io e Marco ci siamo organizzati perfettamente. Al sabato sera usciamo insieme,
mentre al martedì esco io e lui sta a casa con Enrico. Al mercoledì gli rendo il favore.
Al giovedì, poi, invitiamo sempre gli amici a casa”, racconta Paola zompettando
davanti al suo passeggino rosa shocking.
“Ma..non siete mai un po’ stanchi?”, balbetta B sentendosi una rammollita senza nerbo.
“Il trucco è nell’agenda. Nell’avere giorni fissi. Io so che al sabato, crolli il mondo,
noi due usciamo, per il bene della coppia”, risponde lei senza incertezze.
“Ehm… e per le poppate come fai?”, domanda B sempre più esitante.
“Ho imparato ad usare il tiralatte. Ed esistono i biberon”.
”Già è vero…”.
B si è allontanata strisciando contro la parete, rimuginando sulle sue difficoltà.
Forse con la terza figlia, gli Stevens impareranno ad organizzarsi meglio...