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Sono una mezza strega,
una sbalestrata giornalista,
una mamma che ha sul gobbo
quasi tre canaglie: Pik, Pop e ?
Con un colpo di reni, a volte,
balzo in sella ad una bici magica,
volo in caccia del tempo perduto,
riacciuffo le passioni di sempre:
il cinema e le esplorazioni.
Se sono troppo stanca
per uscire o fare incantesimi,
mi siedo davanti al computer
e incomincio a scrivere.
Ehm, piacere, sono B.
B Stevens...
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visitato *loading* volte
Milano, buio pesto, strade deserte. sono le 5 del mattino.
la pioggia schiaffeggia i marciapiedi, in un silenzio spettrale
interrotto solo da tuoni lugubri e cupi che squarciano il cielo.
Ciaff ciafff…
due scarpe si fanno largo tra le pozze. avanza un’ombra
lunga e sottile, con la faccia nascosta da bavero e cappello.
all’improvviso, da dietro l’angolo, cigola una bici. fssssssss.
inchioda. Chi scende, somiglia alla Morte. il mantello nero
col cappuccio lascia scoperti solo due occhi rossi e
sgranati, iniettati di sangue.
lo sguardo della Morte si posa, scuro e torvo, sull’Ombra
che ancora cammina. mentre la Morte prende una catena
e lega la bici, l’Ombra apre un cancello verde, vi si infila ed
entra nel cortile. la Morte, veloce e schiva, la segue.
Arrivano, una dietro l’altra, correndo e quasi ansimando,
alla luce accecante dell’ascensore. trovano il coraggio di
alzare lo sguardo e guardarsi in faccia. l’ombra verso
la Morte, la morte verso l’ombra.
“ma tu …”
“ma … TU! ….”
La fifona B e la sua dirimpettaia d’ufficio ancora-più-vile
erano state reclutate entrambe, l’una all’insaputa dell’altra,
per presidiare la redazione nella notte elettorale americana.
di lì a poco si sarebbero emozionate per la vittoria di quello
che forse è un uomo per bene, ci si spera, e sicuramente
è il primo presidente Usa che col colore della sua pelle
rappresenta una minoranza.
sicuramente è il primo presidente Usa a memoria d’uomo
che ha piani di politica estera sensati e menomale "diversi”,
dopo anni in cui l’America ha voluto a tutti i costi dimostrare
la superiorità del proprio modello economico schiacciando
quelli altrui, se minacciavano il suo super-potere.
sicuramente, poi, Barack Obama è il primo presidente
con un sorriso aperto e simpatico, che sa evocare sogni
e coinvolgere le folle producendo- insieme al senso -pure
le emozioni. non è un fatto di estetica, ma di empatia e
comunicazione.
B e la sua dirimpettaia d’ufficio hanno rischiato l’infarto,
davanti all’agenzia di stampa mercoledì alle 5 di mattina.
ma sul serio, ne valeva proprio la pena. in bocca al lupo,
Barack Obama, provaci che noi -per ora- ci fidiamo
pienamente.

La collega Paola, dirimpettaia di B in redazione,
sfoggia look sempre distinti - anche adesso che
in casa ha Erico, un poppante di pochi mesi. Se
l’ eleganza è innata non c’è rigurgito che tenga,
pensa ogni mattina B - sentendosi per contro
sempre più scombinata.
Oggi, però, si era sistemata con cura, seguendo
il proprio guizzo, e si era recata in ufficio alquanto
soddisfatta.
“Ma cos’hai in testa, B? non è un codino, non è una
coda di cavallo.. è un pennacchio storto!" La collega
Paola, sotto i baffi, se la ghignava di brutto.
Dirimpettaia mia adorata. Si chiama "ciuffo di sbieco",
questo. L'ho fatto apposta. E l’elastico, se noti, è color
arancio, come la maglia. Non ho lasciato nulla al caso,
oggi. Sono fickissima, nevvero?
I giornalisti devono coltivare le fonti e se occorre, qualche volta,
portarle fuori a pranzo per “simpatizzare”: questo è il nuovo diktat
della redazione Xxx, che alla fine si è adeguata agli usi e costumi
dei concorrenti. B, che aborre PR e affini, l’ha ignorato per mesi.
Ma c’è sempre una prima volta.
Oggi, quando la collega Paola le ha proposto un pranzo di “lavoro”
con la gola profonda Omega, lei ha accettato subito - complice una
spiccata simpatia per quella fonte che due mesi fa le era capitato
di intervistare.
B è arrivata al ristorante trafelata e zuppa di pioggia: Paola e Omega
erano già là. A dirla tutta, lui è tutto il contrario di quello che a B piace:
intanto è elegantissimo e super chic, mentre lei si appassiona solo di
sbrindellati. Poi lavora in finanza, campo assai noioso. Infine sorride
poco.
Ma quando sorride, ragazzi, è uno spettacolo. E’ il sole in giacca
e cravatta, praticamente. Ed ha un irresistibile accento toscano, per
giunta.
Ha parlato di economia, di borsa, di spread. E poi di quadri, di libri,
d’arte e di cinema. B lo guardava sempre nello stesso modo: come una
triglia lessa.
Le hanno servito prelibatissimi riccioli di prosciutto, gustosi filetti di
tonno, eccellenti dimostrazioni di nouvelle cuisine: B inghiottiva come
fossero le Zuppe del Casale, troppo occupata a pendere dalle labbra
di Omega per assaporare appieno le delicatezze che finivano tra i
suoi canini.
Alla fine del pranzo, quando lui l’ha accompagnata alla bici sotto la
pioggia, l’avrebbe quasi baciato, tanto lo adorava. Questione di ormoni,
di chimica, di primavera -di tutto questo insieme, forse.
Poi le sono venuti in mente Darrin, le sue idee strampalate e il randello
con cui l’avrebbe rincorsa se l’avesse vista sotto il diluvio cheek to cheek
con quello sconosciuto incravattato. Allora ha inforcato il suo bolide ed
è corsa via.
Inutile mentire, la donna è mobile qual piuma al vento. Si salva per
amore (ehm) e per coerenza.
“Ehi B, ciao! Ho una proposta indecente. Molla tutto e andiamo al cinema!”,
suggerisce l’efficientissima collega Paola alle ore 19 di sabato sera,
mentre il casino cosmico regna a casa Stevens.
”Mmmmmmm… verrei taaaaaanto volentieri. E’ che non riesco ad organizzarmi.
Sono una frana, un disastro. Ora faccio il bagno a Pik, poi allatto l’altro e così via...
non farò mai in tempo per la proiezione delle 20 e alle 22.30 sarò uno straccio.
Ma tu come fai?”, chiede B con un filo di voce.
e del figlio di tre mesi. ”Ora il piccolo fa quattro pasti. L’ultimo è alle 19,
poi dorme fino alle 7 del giorno successivo e noi siamo liberi”
Decisamente, B deve anticipare il tour de force serale degli Stevens
e regolarizzare gli spuntini dell’anarchico poppante, che ormai ha sei mesi
ma di sera, a volte, si sveglia e vuol ciucciare, tanto per gradire.
Al cinema non si può proprio dir di no.
Non un’altra volta, per lo meno.
Paola, una collega super bionda e super pimpante, organizza la sua vita con l’agenda.
B l’aspettava al varco del primo figlio, ma non ha avuto soddisfazione.
Enrico è nato due mesi fa e per lei tutto continua come prima.
“Io e Marco ci siamo organizzati perfettamente. Al sabato sera usciamo insieme,
mentre al martedì esco io e lui sta a casa con Enrico. Al mercoledì gli rendo il favore.
Al giovedì, poi, invitiamo sempre gli amici a casa”, racconta Paola zompettando
davanti al suo passeggino rosa shocking.
“Ma..non siete mai un po’ stanchi?”, balbetta B sentendosi una rammollita senza nerbo.
“Il trucco è nell’agenda. Nell’avere giorni fissi. Io so che al sabato, crolli il mondo,
noi due usciamo, per il bene della coppia”, risponde lei senza incertezze.
“Ehm… e per le poppate come fai?”, domanda B sempre più esitante.
“Ho imparato ad usare il tiralatte. Ed esistono i biberon”.
”Già è vero…”.
B si è allontanata strisciando contro la parete, rimuginando sulle sue difficoltà.
Forse con la terza figlia, gli Stevens impareranno ad organizzarsi meglio...