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Sono una mezza strega,
una sbalestrata giornalista,
una mamma che ha sul gobbo
'quasiquasi' tre canaglie.
Con un colpo di reni, a volte,
balzo in sella ad una bici magica,
volo in caccia del tempo perduto,
riacciuffo le passioni di sempre:
il cinema e le esplorazioni.
Se sono troppo stanca
per uscire o fare incantesimi,
mi siedo davanti al computer
e incomincio a scrivere.
Ehm, piacere, sono B.
B Stevens...
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visitato *loading* volte
“…una cosa così, con la funzione, lo <scambiamoci
il segno di pace>, l’ostia e i fazzoletti sul leggìo... a me
no, eh?”
“ma no, neanche a me, per-carità! io vorrei qualcosa
di completamente diverso, tipo ... gli amici che cantano
con la bandiera socialista sullo sfondo. quella originaria
però, mica quella del partito che fu poi, si capisce”
“eh? ma voi siete mezzi pazzi, siete i soliti provocatori.
io voglio un funerale come si deve, col sacerdote, i canti
gregoriani, le preghiere e voi commossi che mi guardate
andare sotto terra”
“macchè sottoterra! io mi farò cremare - e sentite qui,
lancerete le mie ceneri al vento in una giornata di bufera
oppure in mezzo al mare, suonando nacchere e tamburi.
ricordatevelo, eh? che non si sa mai”
“beh … io… a me piacerebbe che il mio funerale fosse
una volta all’anno, con voi amici d’infanzia che vi ritrovate
bevendo alla mia salute e parlando di quando giocavamo
a chi pisciava più lontano”
“pisciavamo?! ma cosa... quando scomparirò io invece -
SE scomparirò, perché c’è anche caso che sia immortale,
beh insomma se succederà io vorrei così: che organizziate
la proiezione di un film in una grande sala cinematografica.
La finestra sul cortile con James Stewart, ecco, vedrete
quel film lì e penserete a me”.
“…”
Dedicato a Marco, amico carissimo da una vita, e
alla sua mamma, sperando di averla “salutata”, oggi,
nel modo giusto, un modo che le somiglia.
B ha iniziato le sue 48 ore di baldorie e stravizi con il poppante,
mentre Darrin e Pik sono in montagna. Il resto della famiglia
le manca assai, ma ha un lucido piano di consolazione.
Tanto per cominciare si è ordinata una pizza con ricotta e acciughe,
squisita. Poi ha invitato una decina di amiche che non riesce
mai a vedere, per una non-stop di chiacchiere selvagge.
Infine ha convinto suo papà a prestarsi per due ore di baby sitteraggio,
mentre lei schizzerà al cinema. In cambio ha dovuto giurare che
domani offrirà manovalanza allo Swap Party delle Fate Ignoranti,
ma ne valeva la pena.
Oggi è il compleanno di Marco – un carissimo amico degli Stevens, il primo
delle Fate ignoranti. Stamattina all’alba, tra un biberon e un pannolino,
B ha cercato di chiamarlo, ma il telefono squillava a vuoto.
“Mamma, non risponde Màcco? Provo io!”, ha esclamato Pik.
B ha composto di nuovo il numero e ha allungato al figlio il cellulare.
“Ma no, non volevo te. Volevo Màcco”
“Senti mi passi Màcco?”
“Sono ‘rabbiato. Me lo dai Màcco??”
“Màààààààààcccccco!”
Pik ha perso le staffe con la Segreteria telefonica.
Il volantino stava lì, sul comò della casa di montagna.
“Pensate sia giunto il momento di fare un po’ di spazio nella vostra vita?
Possedete qualcosa che non vi soddisfa più e vorreste barattarlo?
Partecipate al primo Swap party delle Fate Ignoranti”.
Seguivano dettagli su data, ora e luogo: il 17 novembre alle
“Ehm… papà…. Cos’è questa storia dello Swap Party?”
“L’abbiamo organizzato con Massimo, Simone e Mirella. Tu non vieni?”
“Ma chi è Simone?”
“Il nuovo fidanzato di Massimo”
“Ah! Magari vengo, per conoscerlo”
Da diversi anni, le Fate ignoranti sono diventate gli amici più cari di famiglia.
La mamma di B, medico, li aveva conosciuti ad un’Ong di sostegno ai malati di AIDS.
Per anni aveva tentato invano di trascinare il marito a qualche incontro con loro.
Ma il manager in carriera, riluttante alle novità, si negava sempre.
“Ma no andiamo al cinema”.
“Ma no devo lavorare, vai tu”.
“Ma no vado a suonare, ci vediamo dopo a casa”.
Poi dev’essere accaduto qualcosa.
Il papà di B ha iniziato ad uscire con la moglie e le Fate ignoranti, e se n’è innamorato.
Mirella, crocerossina-volontaria all’associazione. Marco e Pietro, il fidanzato
di allora. Gino e Michele. Massimo e Lorenzo. Luca e Giovanni.
Sono diventati un gruppo.
Strano, perché di tutte le età.
Omogeneo, perché formato da persone aperte e generose, piene di interessi.
Quando la mamma di B è mancata, le Fate Ignoranti hanno fatto cerchio
intorno al manager, anche se non lo conoscevano ancora bene.
L’hanno portato fuori e l’hanno sostenuto con affetto.
Ad un certo punto il papà di B, tipico Pesci, con un colpo di pinna ha ricominciato
a camminare sicuro, come quando la moglie era al suo fianco.
Ma le Fate Ignoranti restano un riferimento importante.
Si ritrovano alle cene.
Qualche volta vanno insieme al cinema.
L’estate scorsa erano tutti su un caravan diretto a Cuba, con Livia-scarpe-a-punta.
E quando il papà di B suona in concerto, le Fate Ignoranti sono claque più appassionata.
Ora organizzano Swap Party.
B ci sarà, anche per dare una controllatina a questi giovani-vecchi amici.