
Sono un po' fata e un po' strega.
Volo sulla mia bici magica
e lavoro in una redazione che
pullula di strani soggetti.
A casa ho due gatti
e due avanzi di galera:
Pik e Pop, di tre anni e uno
rispettivamente.
Fino a prova contraria ho
anche un marito, Darrin, e due
grandi passioni: il cinema
e Gianni Canova. Mi chiamo B.
B Stevens.
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ottobre 2007
visitato *loading* volte
Premio Duellanti, maggio 2004
Una ventina di capelloni scalcagnati, capitanati da
un signore canuto in jeans e camicia, farneticano di
cinema ammassando volantini e riviste sul bancone
di legno del Circolo SanFedele. La sala è spoglia,
anche se allegra, il clima concitato.
Man mano arrivano gli invitati, le sedie di legno
si riempiono, il brusio aumenta e il signore canuto
sale sul palco, sottobraccio ad un ragazzo con gli
occhialini tondi. Ed è lui a prendere la parola.
“Grazie per essere qui. siamo un po’ emozionati…”,
esordisce con un microfono gracchiante. Un lungo
applauso lo incoraggia, là sotto terra, in quella sala
raccolta che sembra quasi una cantina…
Premio Duellanti, maggio 2008
Scenografia di lusso. Triennale, affaccio sul parco,
donne arrampicate su tacco 32, uomini con cravatta
e abito scuro. I venti scalcagnati degli inizi ci sono, si
mimetizzano come riescono tra gli altri: coi capelli
più corti e gli abiti più curati, sorridono ai flash.
Entra sul palco una band musicale - risolini, grida
di tripudio. Poi, accompagnato dal rullo dei tamburi,
sale sul palco un uomo abbronzato, tutto vestito di
bianco, in un’apparizione vagamente papale: si
capisce subito che è un boss. I pr osannano,
acclamano, esultano. E’ l’Evento.
Infine arriva Gianni Canova. Incravattato anche lui,
stranamente, ma nei modi sempre uguale a se stesso.
Come una volta. Appena inizia a parlare luci e paillettes
scompaiono. Esiste la forza della parola, esistono i film,
esistono le immagini, esistono i premi che una piccola
cooperativa di amici ha cominciato ad assegnare,
anni fa.
Si chiamavano i Duellanti. Il resto è contorno.
PS Quando una cooperativa viene rilevata da una grande multinazionale
della pubblicità, coi suoi pr e i boss di bianco vestiti, il salto dall’altra parte
del fosso è inevitabile. Lasciare o prendere, nel bene e nel male. I soldi
servono, per i progetti, ma il rischio è montarsi la testa. Del resto, nella
vita, si azzarda sempre.
((Dedicato ad Ezio Alberione, il “ragazzo con gli occhialini tondi”))
“Cara B, tu ci sarai? Io ci sarò”
Così, due parole. Tanto basta per farla accasciare
pesantemente al suo desk, in ufficio. E’ lui. E’ Gianni
Canova, il suo mito vivente. L’uomo più seducente e
carismatico dell’intera galassia.
Un uomo canuto e saggio, che trasuda intelligenza
anche dall’alluce del piede. Uno che di cinema la sa
veramente lunga. Un affabulatore, uno che strega
con le parole. Uno da uscirci pazzi, insomma.
“Peccato che sia sposato e.. beh, mi dispiace dirtelo,
un po’ avanti con gli anni”, se la ghigna Darrin notando
il rivolo di bava che scende dalla bocca della moglie,
al solo pensiero di vederLo e sentirLo parlare.
Ridi ridi, grullo
“E’ entrato nel tuo immaginario erotico, ecco cosa”
Di lui mi piacciono l’intelletto, l’arte oratoria, ste cose
qui. Altro che immaginario erotico. Taci,chenoncapisci.
B si prepara finalmente a uscire nella notte, in bicicletta,
alla volta della Triennale, per il Premio Duellanti. In effetti
più che un rivolo, la bava ha formato un fiume in piena.
Cercherà di darsi un contegno strada facendo.
Ps “Duel(lanti)” è una rivista di cinema cui B collabora
da tantissimi anni nel tempo libero. Ne è direttore Gianni
Canova, un critico cinematografico che probabilmente ai
più non fa né caldo né freddo. Ah, l’amour.
"Grigio. Grigiopiombo, grigiofumo, grigioaustero. Il mitico GianniC ha inaugurato il percorso sugli Annisettanta alla Triennale di Milano.
E rosso. Rossosangue, rossofuoco, rossobandiera.
A volte, sembra che la coperta stretta della memoria abbia avvolto gli anni settanta in una penombra spessa e scura, lasciando galleggiare nel ricordo soltanto due tonalità cromatiche.
Gli anni di piombo, gli anni del sangue, e nient’altro.
Questa mostra cerca, prima di tutto, di riesumare proprio questo altro (…)".
“Cambieremo proprietario”, dice d’un tratto il mitico GianniC ad una riunione di redazione.
”Duel(lanti) viene comprata dalla Publicis”.
La Publicis. Colosso pubblicitario e multimediale.
E Duel(lanti).
Una piccola rivista di cinema cui B collabora da 10 anni, nel tempo libero.
Un giornale indipendente - da finanziamenti pubblici e inserzioni pubblicitarie di rilievo che potrebbero condizionarne i contenuti.
Una testata che si basa sul lavoro volontario degli appassionati.
Negli anni, B ha imparato a diffidare delle novità editoriali.
Eppure, il mitico GianniC si sbilancia e rassicura.
“La nostra cooperativa continuerà a progettare e confezionare la rivista. Chi l’ha acquisita intende limitarsi a garantire più risorse e maggior visibilità”, promette.
B aspettava con ansia di poter toccare con mano il primo numero del nuovo corso.
Oggi è corsa all'edicola.
Pulita la grafica, rivoluzionate le rubriche fisse, aumentato il numero di pagine.
E’ sempre il giornale adorato.
Si tratta di un progetto che si espande, non della fine di una storia.
B è fiduciosa.
B si concede poche, goduriose, trasgressive passioni. Diciamo due. Una è il cinema: quando ci sono la “Panoramica di Venezia” o “Cannes e Dintorni”, B sparisce dalla circolazione per un’intera settimana. In ufficio si dà malata, gli amici la danno per dispersa, il signor D ritorna single e i figli proclamano l’autogestione. L’altra sono i senateur, tronchetti di liquirizia molle aromatizzata alla viola: nei momenti difficili, B può mangiarne anche due etti. Il senso di colpa fa capolino, ma se sono i senateur strizza l’occhio e se ne va, complice ed assassino. Tra le passioni della sua vita naturalmente mette anche GianniC. Quando lo sente parlare in televisione, B sembra inebetita. Lo considera intelligenza allo stato puro.
Lei si rintana felice dentro la sala cinematografica, giorno e notte. Le storie sul grande schermo l’inebriano, specialmente se in lingua originale.
GianniC è l’oratore più interessante di questa Terra.
Questa mattina B riceve una mail da Giovanni, un vecchio compagno di liceo. B non si perderebbe l’evento per nulla al mondo. Da stamane pensa a Quel che conta è non mancare, anche considerato che alla prima ci saranno i - l’insostituibile amica JF, ora magistrato di grido a Voghera.
<Non ci crederai ma ce l’ho fatta. Finalmente debutto con il mio primo
(ed unico) lavoro teatrale: “Il lacchè e la puttana”>.
seguivano dettagliate informazioni per raggiungere il luogo dell’evento, che sarà
domenica prossima. <E' incredibilmente palloso! Ed incredibilmente poetico>,
aggiungeva Giovanni nella mail. Sotto, la dicitura: “Il lacchè e la puttana.
10 attori. 1 coro greco. 5 ore di durata”.
come fare col poppante, che ogni sera alle
latte. Pensa di portarlo con sé a teatro e allattarlo lì, sperando che non si
produca in rumorosi gorgheggi o nei suoi epici rutti. In fondo, comunque, col
coro greco potrebbero anche starci bene.
seguenti compagni che B non vede da un pezzo:
- Alex the cat, ex avvocato ed ora aspirante regista, futuro astro del cinema.
- Carmen, la gnocca alta più di due metri, sempre con il marito al fianco.
- Selma, che sforna un figlio dopo l’altro. Ora ha in grembo il terzo.
- Auspicabilmente Federico “il Che”, vecchissima fiamma di B.
- Niccolò, che nel suo campo brilla quasi come GianniC.