Eccomi

Blogger: mammaepoi
Sono un po' fata e un po' strega.
Volo sulla mia bici magica
e lavoro in una redazione che
pullula di strani soggetti.
A casa ho due gatti
e due avanzi di galera:
Pik e Pop, di tre anni e uno
rispettivamente.
Fino a prova contraria ho
anche un marito, Darrin, e due
grandi passioni: il cinema
e Gianni Canova. Mi chiamo B.
B Stevens.

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sabato, 10 maggio 2008
BUONA FESTA DELLE MAMME

Tanti auguri a tutte le “mamme -e -poi” del mondo.
Auguri alla mamma di Tommaso, che dopo tre anni
di figli non stop è volata per un week end di riposo
e follie a Copenhagen, con amici.

Auguri a Claudia, che è in ospedale a partorire,
a Daniela, che è alle prese con rigurgiti, pannolini
e notti insonni, e a Zino, che si è sposata da poco
tra i limoni di Sicilia ed ha un pancione grande
come un aerostato.

Auguri ad Errica, che gira sempre con la sua Alice
nel marsupio, a Nuria,  che scrive rincorrendo Olivia,
e a Barbara, che è riuscita  a ripartire da zero anche
se col papà della sua bambina non è andata come
sperava.  Auguri ad Elisa, mia socia di sempre.

Auguri a Chammi, mamma dei suoi bambini laggiù
in Sri Lanka -e un po' "mamma" anche del poppante,
qui in Italia. Auguri a Valeria, che il suo bambino l’ha
perso e si è rimessa in discussione, con umiltà.

Auguri ad Ana, che lascerà il suo lavoro seguendo
il marito in Francia  perché “è importante tenere unita
la famiglia” e a Ilaria, che ha trascinato marito e figlio
a Budapest per seguire un progetto umanitario in
cui crede parecchio.

Auguri a Federica, che la sua azienda ha preferito
liquidare perché “le mamme non fanno gli orari di cui
abbiamo bisogno in questa fase”. Auguri ad Elasti e a
Lisa, che mi hanno dato l’idea per questo blog, e alla
collega Paola, che da qualche mese ha le occhiaie
fino ai tacchi.

Auguri a Lea, che ha l’energia di una pila ricaricabile,
a Petra, che tra un pannolino  e una pappa divora libri
uno dopo l'altro, e a mia suocera, cui nonostante le
distanze voglio un gran bene.

Auguri alla mia mamma, che non c’e’ più ma continua
ad esserci, sempre.

Auguri, infine, a chi passa di qui ogni giorno, perchè
un motivo ci sarà, ed auguri agli uomini che ci stanno
al fianco, probabilmente stanchi e confusi quanto noi.

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PERSONAGGI: mamma, tommaso, amica cc, chammi, amica dr, amica em, amica np, emiles, amica zn, amica pn

lunedì, 28 aprile 2008
IL LEGAME COL PASSATO

Le storie per bambini sono sempre lacrimevoli. Fino all’happy
end finale si rimane con il fiato sospeso e il magone in agguato.
Prima B piangeva come una fontana ogni volta che guardava
Pollicino o Hansel&Gretel - poi, a furia di esercizio, ha
imparato a darsi un po’ di contegno.

Ma c’è ancora un cartone che la sbalèstra.
E’ quello in cui, ad un certo punto, un cucciolo - cui è morto
il papà -si specchia nel lago. Da dietro compare un babbuino,
che gli parla accarezzandogli la testa.
 

“Il Re Leone non è morto, piccolo, non piangere. Vedi come
gli somigli? Lui rivive ogni volta che tu ti guardi nell’acqua”, dice.
A questa semplice frase, B si ritrova zuppa di lucciconi.

Sarà vissuto. Sarà mancanza. Sarà paura. Sarà che tutti noi,
un po’, siamo animali nelle Terre del Branco: abbiamo bisogno
dei nostri genitori, o almeno della loro ombra.

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PERSONAGGI: mamma

lunedì, 07 aprile 2008
…

Quando si perde qualcuno all’improvviso, il rimorso più grande
è il non-detto. Sono le parole che rimangono lì, in gola, e che non
si è avuto il tempo di pronunciare.

Quando si perde qualcuno lentamente, invece, il dolore è strisciante
e sottile. Bisogna trovare il coraggio di vuotare il sacco, tirare fuori tutto.
Non ci sono scuse per non farlo. Alla fine rimangono l’urlo, il dolore,
lo spasmo: ma non il rimpianto.

Mia mamma è morta di tumore al polmone. Ha cominciato a star male
alle porte dell’estate, otto anni fa,  e se ne è andata a febbraio. Gli ultimi
due mesi li ha passati sul letto d’ospedale, immobile, e da lì continuava
a scrutare il mondo, a sorridere e rimbrottare. A mettere a posto le
ultime cose.

Io andavo a trovarla ogni giorno, dopo il lavoro, e stavo lì, con mio
papà, fino a tarda sera. Abbiamo parlato tanto. Tantissimo. D’istinto
ho raschiato il fondo del barile. Le ho detto tutto.

Le ho chiesto, soprattutto, se eravamo mai riusciti a farla del tutto felice.
Quello che mi rimane, ora, è il suo regalo più grande. Un suo messaggio
sul telefonino
 che ho salvato in mille file diversi, sul pc, e conservato
negli anni. Dice così:

“Grazie bambina bellissima per l’affetto e le risate che mi fai fare.
Per quanto assurdo possa sembrare, mi pare di essere nel momento
più bello della mia”.
L’ultima parola era “vita”, ma non ha fatto in tempo a scriverla.

Dedicato anche ad Expecting - che ho visto in carne ed ossa solo cinque
minuti ma che ancora una volta, per qualche imperscrutabile affinità emotiva,
mi ha commosso e fatto tornare a galla preziosi ricordi con un suo post
(“Lo zucchero filato”, venerdì 4 aprile).

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PERSONAGGI: mamma

mercoledì, 16 gennaio 2008
TARDIVA CONFESSIONE

In psicoanalisi i pazienti parlano a ruota libera.
L'analista, invece, interviene troppo poco.
B pensava questo, a dieci anni.

Sua mamma aveva lo studio medico in fondo alla casa e
i pazienti entravano dalla porta secondaria, senza farsi vedere.

Di solito, quando suonavano al citofono, B era in sala a fare i compiti.
La mamma salutava e andava di là, mentre lei restava china sui quaderni.

Resisteva qualche minuto. Poi avvicinava l’orecchio contro il muro e
rimaneva così, attenta e immobile, per tutta la seduta.
Ascoltava storie e immaginava.

I pazienti di sua mamma non li conosceva per volto nè per nome,
ma per racconto sì. Piano piano ci si era affezionata.

Ora vorrebbe dirglielo, a sua mamma, che da dietro l’ascoltava sempre.
Lei si arrabbierebbe di sicuro, penserebbe “ignobile!”, ma capirebbe al volo.

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PERSONAGGI: mamma

domenica, 06 gennaio 2008
RITUALI FANTASIOSI

I riti entrano nella vita delle coppie come i piedi nelle calze.
Ma i genitori di B erano dei veri maniaci, se si parla
di private consuetudini à deux.

C'era quella delle parole incrociate dopo il caffé.
Quella dei libri letti e subito raccontati.
Quella del cinema al giovedi' sera.

Quella delle canzoni di Bennato durante i viaggi in auto.
Quella della domenica: le lasagne, cucinate a quattro mani.
Quella delle storie sui reciproci lavori, la sera prima di dormire...

Forse il loro era un gioco, forse un trucco o una magia:
ma sono stati insieme tantissimi anni, complici ed stregati,
senza stufarsi mai. Anche merito di quei piccoli, innocui chiodi fissi?
  

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PERSONAGGI: mamma, papĂ  o nonno impegnato

mercoledì, 05 dicembre 2007
DAL 1915

Mia nonna, a modo suo, scriveva un blog.
“Cose di casa nostra”, l’aveva intitolato.

Lo vergava a mano, pezzo per pezzo, giorno per giorno.
Poi distribuiva le sue storie ai membri della famiglia, che commentavano a voce.

Quando mia nonna era molto vecchia, mia mamma e suo fratello, lo zio nobiluomo,
hanno trascritto a macchina molti di quei racconti. Hanno aggiunto alcune foto
e hanno raccolto le memorie, stampando un libro in 12 copie.

Oggi, che non ci sono più né mia mamma né mia nonna, a me quel libro rimane.
Leggo della vita a inizio secolo. Leggo dei miei antenati.
Leggo di mia mamma quando era bambina.

Leggo e conservo.
Leggo e scrivo, anche.
Forse, continuo la tradizione.

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PERSONAGGI: nonna, mamma, zio nobile

martedì, 16 ottobre 2007
…

Mia mamma aveva due grandi occhi verdi.

Sapeva ascoltare. Lo faceva per professione, e anche per piacere.

Mia mamma metteva a proprio agio le persone, proprio tutte.

Mia mamma si sentiva sola ma non lo era mai.

Curava gli altri e non sapeva prendersi cura di sè.

Mia mamma mi piaceva, e le vorrei assomigliare.

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PERSONAGGI: mamma