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Sono una mezza strega,
una sbalestrata giornalista,
una mamma che ha sul gobbo
'quasiquasi' tre canaglie.
Con un colpo di reni, a volte,
balzo in sella ad una bici magica,
volo in caccia del tempo perduto,
riacciuffo le passioni di sempre:
il cinema e le esplorazioni.
Se sono troppo stanca
per uscire o fare incantesimi,
mi siedo davanti al computer
e incomincio a scrivere.
Ehm, piacere, sono B.
B Stevens...
elisandreli@libero.it
lanterna in LUI VISTO DA LEI
yetbutaname in LUI VISTO DA LEI
BStevens in LUI VISTO DA LEI
BStevens in MA CHE FREDDO FA
BStevens in LETARGO-BULIMIA-FREG...
utente anonimo in LUI VISTO DA LEI
BStevens in LILO FOREVER
BStevens in SARAI VERDE?
BStevens in UN DIAMANTINO PER TE
BStevens in TANTE MONACHE DI MON...
altea e felice
amica chiap
amica clo
amica dalì
amica erric
amica nic
amica np
amica old cow
amica pn
amica zi
angelo custode
antonio piffero
bruzzi
burns - il dirimpettaio
capa dei capi
chammi
collega carla
collega paola
darrin - fidanzato di b
emiles
fate ignoranti
fratello di b
gatto rocco gatta scheggia
ghost passenger
giannic
livia scarpe-a-punta
luca il tatuato
maestra pauline -scuola materna
maestra robi - ex nido pik
mamma di b
nonna di b
numero tre
omega
papĂ di b
parrucchiere sam
pediatra estivill
pik il tappo -figlio uno
polvere di stelle
pop-pante - figlio due
prof
swap party
tommaso- amico di pik
zio di b
ALEM!
arguzia
babyccino
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Come dovevano sentirsi, nel secolo XVII,
i monatti che portavano gli ammalati di peste
al Lazzaretto? B l’ha capito questa settimana,
quando i sintomi più molesti dell’influenza A
l’hanno finalmente liberata.
Una volta guarita dalla ‘suina’ - con le ossa
di nuovo al loro posto, la febbre normalizzata
e solo un lieve strascico di tosse - B e la sua
panza si son riaffacciate al mondo esterno.
Peccato che il mondo esterno, tutt’a un tratto,
fosse diventato diffidente, sospettoso, guardingo
e circospetto nei confronti loro. Qualcuno doveva
aver avvisato il prestinaio, il barista, il fruttivendolo,
le mamme della scuola ed i colleghi del virus che
le aveva catturate e stese a letto. e ora nessuno
voleva credere che fossero già di nuovo sane,
B e la sua panza.
‘Mi dia una michetta, per piacere’
-occhi bassi-
‘signor prestinaio come sta, tutto bene?'
-occhi bassi- ‘si si, lei piuttosto. ecco qua’
‘io guardi adesso non sono più contagiosa!’
‘tenga la michetta. mi pagherà poi, ora addio’
‘Elena, mandi Chiara da noi, a giocare con Pik?’
‘ti ringrazio cara, io preferisco proprio non rischiare’
‘ma Pik è sanissimo e io ... non sono più contagiosa’
‘si si.. però ci sentiamo prossimamente, eh? in gamba’
‘Darrin, dammi un bacio, segno del tuo amore e..’
‘B, andiamo a dormire. anzi, io riposerò di là coi due’
‘ma…’
‘credimi è meglio così noi, io e loro, non ci ammaliamo’
‘ma.. io adesso ho solo un po’ di raffreddore, niente altro’
‘notte, notte… bambini, salutate la mamma, àndiamo via!’
Questa pandemia suina logora i nervi della popolazione e
rischia di minare anche l'equilibrio ai più savi, facendo leva
su paure ancestrali di morte e dolore. La verità è che tanto
lei gira vagabonda - e per scansarla si può fare ben poco:
forse è meglio beccarsela subito, come la Pepatencia
a inizio partita, e non pensarci più.
Caro Pik, se tu fossi un colore assomiglieresti
al blu dell’oceano, a tratti melanconico e profondo,
ad altri, vicino al riparo della costa, allegro, mosso,
limpido e spumoso.
E tu, Pop, se tu fossi un colore, saresti il giallo
e l’arancione: luminoso, autonomo, rivoluzionario.
Ma tu?! tu come sei, là dentro .. Michele Romeo
Ernesto Duccio Gianni Arturo Leone Nicola Mattia?
sei il verde dei prati, aperto e ottimista, oppure grigio
e tenebroso, o magari candido come la neve, o rosa,
turchese, o marrone, violetto o porpora o pistacchio?
qua la tua mamma, il tuo papà e i tuoi due fratelli
non vedono l’ora di conoscerti. dai vieni fuori,
tra un po’!!!!
(beh … ma mica prima di S.Ambrogio, eh)
All'ottavo mese di gravidanza il corpo strilla esigenze
che con la ragione non hanno nulla a che fare. Bisogni
primari e contrapposti: TRE.
1) dormire ininterrottamente per ore.
2) masticare cibo, spesso e in quantità.
3) fare -fare -fare, come se ci si rendesse
improvvisamente conto che 'dopo', per alcuni
mesi, si sarà completamente assorbite dal ruolo
di madri-nutrici-mucche e non ci sarà molto spazio
per altro. In particolare, prende drammaticamente
il sopravvento la folle ‘sindrome del nido’.
Nel week end queste tre forze estreme si scatenano.
Domenica, B ha passato la giornata tirata tra un lato e
l'altro del triangolo. Le sue ore, libere dai ritmi dell'ufficio
e confortate dalla presenza in casa di Darrin, si son svolte
come segue:
ore 8 - ore 11 riordino armadi, razionalizzazione spazi
in camera azzurra per l'arrivo dell' innominato nascituro.
ore 11 - ore 13 sonno.
ore 13 - ore 14 ingurgito cibo.
ore 14 - ore 16 sposto mobili, riordino dispensa, assetto
di-guerra, come se tra poco dovessero piombare gli UFO,
a rendere impossibile qualsiasi azione casalinga.
ore 16 - ore 19 sonno.
ore 19 - ore 20.30 ingurgito cibo.
ore 20.30 – ore 21 sonno sul divano, davanti a Pippi Calzelunghe.
ore 21 - ore 6,45 sonno nel lettone.
Come ci si riduce, dietro ad una apparente facciata di ‘normalità’. GASP.
Per l'estate, B aveva un'invidiabile mise: tuniconi
e canotte larghe e colorate che occultavano la panza
o la abbracciavano con grazia. ma ora, man mano che
il freddo punge e il metro e sessantadue di B si gonfia
ancor più di curve e ciccia, i vestiti leggeri tendono
a strapparsi, disperati.
Occorre passare ad un look più pesante,
per i mesi che mancano allo scoppio della bolla.
Stamane B pensava di aver trovato la soluzione:
ha indossato con nonchalanche una maglietta blu
elasticizzata - che solitamente porta senza panza
e SOPRA una canottona larga estiva. Pensava
di essere parecchio à la page, francamente
detto.
Il dubbio di sembrare una palla travestita da cipolla
le è venuto solo per un momento, quando s'è accorta
che Darrin la fotografava mentre lei sfilava in cucina.
Haute couture o presa pu’ culu?
Se per caso siete incinte all’ottavo mese e una sera avete
qualche perdita splatter, ma per il resto vi sentite benissimo
e non avete la benché minima contrazione, rintanatevi sotto
le coperte al caldo e fatevi un bel sonno, invece che farvi
venire in mente di correre al pronto soccorso per un
controllo.
In caso contrario, infatti, potrebbe accadervi quanto segue:
1 - l’ospedale potrebbe sequestrarvi per l’intera notte
e il giorno successivo, ‘in via precauzionale’.
2 - potrebbe mettervi in camera con altre due fanciulle,
una logorroica e l’altra pure, che non chiuderanno occhio
tutta la notte perché troppo prese a ciacolare dei rispettivi
disturbi.
3 - la mattina potrebbe esservi impossibile andare nel
seminterrato dell’ospedale a comprare i giornali poiché il
diktat dell’infermiera/kapò è ‘perdita ematica=allettamento’,
alias posizione immobile orizzontale da malati, anche se
in realtà ci si sente benissimo.
4 - potreste essere sottoposte ad un turbine di analisi ed
esami il cui esito - seppur perfetto - potrebbe creare spunto
per una serie di controanalisi e controesami, in una spirale
che potrebbe risucchiarvi 24 ore filate o anche di più.
5 - a colazione e pranzo potrebbero darvi solo ciotole
di tè verde perché ‘qui non si fanno trattamenti di favore.
c’è gente che è appena stata operata e non può ingerire
solidi né latte’. gulp.
6 – la Capa dei capi, in ufficio, potrebbe prendersi a cuore
il vostro stato di salute e valutarlo improvvisamente a rischio,
pertanto comincerà a chiedervi insistentemente perché mai
avete deciso di lavorare anche l’ottavo mese (visto che siete
ormai una palla semovente quasi inutile in redazione).
Oh casa, dolce casa.
Gli Stevens credevano che Pop avesse afferrato,
finalmente, il banale concetto: l’idea che tra poco,
in casa, ci sarà un nuovo poppante.
Invece lui cova, in segreto, una teoria alternativa e
alquanto bizzarra che oggi, al nido, s'è fatto sfuggire.
‘dentro la pancia della mia mamma c’è una bicicletta’,
ha rivelato infatti alle incredule maestre.
Ora: qualunque cosa sia, Pop, si muove,
ha gli occhi e succhia dal cordone ombelicale.
Io non intendo certo sottovalutare le tue intuizioni:
tuttavia sono piuttosto convinta che sia un essere
di genere umano, quello che da 8 mesi si agita
nella mia pancia.
SPERE'M.
Romeo. Michele. Ernesto. Nicola. Rocco.
Filippo. Carlo. Felice. Santiago. Enea. Tobìa.
Leone. Orfeo. Edmondo. Ottavio. Emilio. Giulio.
Rodrigo. Arturo. Vincenzo. Teseo. Gianni. Renzo.
Ferruccio. Teodoro. Omero. Vinicio. Mattia (..)
Gli Stevens non riescono ad innamorarsi di un nome
per la loro terza creatura. Se continuano così il poverino
rischierà di chiamarsi davvero Gelataio, come Pik aveva
suggerito tempo fa.
Aiuto.
“mamma, ma io cosa faccio quando nasce il fratellino?” “ehm, mi aiuterai a cambiarlo, a dargli il latte, a calmarlo...”
Meglio blandirlo, l’aiutante-tappo, e prepararlo bene all’idea:
“...”
“tu sarai importantissimo, Pik.. sarai il capo di tre fratelli”
dovrà rimboccarsi le maniche a dicembre, quando il numero
tre verrà fuori dalla panza.
Atene, Santorini, Naxos, Skinoussa e Iraklia:
il viaggio degli Stevens è stato un progressivo,
randagio allontanamento dalla civiltà.
Alla fine 4 selvaggi - mezzi nudi, anguicriniti
e con gli zaini ricolmi di pomodori da sbranare
per pranzo si aggiravano per le piccole Cicladi.
sul loro volto il sorriso ebete assuefatto ai ritmi
lenti del posto e fuso con le distese di sabbia,
i tramonti infuocati, l'ombra degli ulivi.
Ora, dopo due settimane, i quattro tornano
al Bel Paese.
Lavoro, gente che sgomita, clacson impazziti e
tutto quello che loro stessi, normalmente, chiamano
'felicità e benessere' da qui sembra uno spauracchio
da rifuggire come la peste - eppure, com'è che poi,
quando uno ci si trova in mezzo, quasi manco
se ne accorge?![]()
Dicono che dio li fa e poi li accoppia, ma Sotto cime apparentemente simili I due partono entrambi con zaini essenziali, B si ferma. gode, contempla, sfoglia il giornale, Ieri, dopo 72 ore di viaggio rocambolesco tra nave, Si sono istallati al campeggio di un'isoletta sperduta Seduti su un muretto -loro due, le teppe e la panza- Si risvegliava bruscamente solo quando, in un soffio, e cosa vuoi fare, Darrin? campeggio spiaggia mare "Pensavo di affittare una macchina o due quod e girare Un lampo di terrore ha attraversato gli occhi di B,
sarebbe illuminante capire con quale criterio.
Nel caso degli Stevens, per esempio, devono
averlo confuso alcune affinità di forma,
come l'amore per i viaggi.
ci sono montagne totalmente diverse,
infatti.
gambe in spalla, all'avventura. eppure, appena
trovano un posto meraviglioso – in questo caso
una lunga spiaggia con folate di vento fresco,
natura e tramonti di fuoco, ecco che subito
spuntano assolute divergenze.
gioca con secchielli e palette, atterra in spiaggia
come una balena appagata.
Darrin pure, ma non perde una certa inquietudine
di fondo: per cui gode, sì, ma già pensa alla mossa
successiva. come dovesse trovare l'oro nel Klondike
o fosse stato morso da una tarantola.
aeroporti, scali ed attese, gli Stevens sono approdati
in Grecia, dove ormai non speravano più di riuscire
ad arrivare.
nell'Egeo e finalmente si sono stesi, quieti, in spiaggia,
tutto il giorno, fino al tramonto.
sorseggiando birra Mytos e guardando l'enorme palla
rossa che sprofondava giù nel mare, B raggiungeva
la pace dei sensi.
udiva Darrin bisbigliare: "fantastico davvero fantastico.
sono felice, cara famiglia. ma domani cosa facciamo?"
sole souvlaki riposo anche domani, domani l'altro, e
per tutta la vacanza, con ritmi rassicuranti e teporosi ,
sempre uguali a loro stessi... no?
dappertutto, cosa ne dici? poi magari nei prossimi giorni
possiamo anche cambiare isola"
Pik e Pop; pure il piccolino nella panza è sobbalzato.
qualcuno ci salvi da questo pazzo.
‘E allora, Pik, come lo chiamiamo il fratellino?’
‘Nemo, Cicciobello oppure Stefànio’
‘ohh, ehm, estroso. ma un nome più.. comune?
‘Gelataio’
Driiin driiin driiin
‘pronto’
‘pronto, qui ospedale San Matteo di Pavia’
TOC ToC ToC. B sta per schiattare di infarto.
‘il cito-megalo-virus non ha intaccato il sacco’
‘dice quindi che …’
‘con ogni probabilità il bambino sarà sano’
‘pfiuffff, che bella notizia ci ha dato … ‘
‘ah, tra l’altro, le preciso che è maschio’
‘ma … mas … maschio? ohhh, no!’
‘invece si! buona continuazione’. click.
Con quattro canne e otto pelòtas in giro per la casa,
senza l’ombra di 2 codini, una treccia e un fiocco rosa,
B sarà sotto assedio, costretta al ruolo dell’Ape Regina
in mezzo ad un branco di fuchi. Possibile che soffochi,
plausibile che prima o poi mediti la fuga per tirar fiato,
probabile che ricorra a qualche furbo escamotage
per cavarsi d’impaccio.
Ma in questo momento prevale su tutto un cosmico
sollievo. Piccoletto, stai tranquillo lì in panza, che tutto
ora va bene. ti chiamerai 'Anito', avrai le treccine rasta,
due fratelli e forse, ehhm, un po’ più in là, una sorellina;
giocherai con i trenini, con le bambole, con il pallone
- e sarai di segno sagittario come la tua mamma.
bravo, bravo, bravo!
Ore 7 am
Gli Stevens siedono sulle panche della Mangiagalli,
obbedienti all’ ordine di massima puntualità impartito
dai medici. ‘mi raccomando, arrivate in perfetto orario,
così sbrighiamo tutto in un quarto d’ora’. nell’atrio sono
soli come cani.
Ore 10 am
Gli Stevens, con le chiappe a quadri, siedono spazientiti
sulle stesse panche della Mangiagalli, insieme ad altre 40
coppie sopraggiunte man mano. ‘Darrin, non ne posso più.
voglio fare l’amniocentesi e andarmene da codesto posto’,
sibilava B digrignando i denti. ‘calma, dai, sono passate
solo 3 ore’, ribatteva Darrin sfogliando nervosamente
un quotidiano al contrario.
Ore 10,45 am
Finalmente i medici escono dalla sala riunione.
B viene stesa a pancia all’aria, un ago le trapassa
l’addome, viene prelevato il liquido, saluti e bacioni.
‘per l’esito ci vorrà qualche giorno. adesso vi diamo
la provetta e dovete portarlo voi stessi all’ospedale
San Matteo di Pavia, che è ben specializzato in
citomegalovirus. capito tutto?’
Ore 11,30
Gli Stevens sono accomodati sulla panca di partenza.
si tolgono le scarpe. fanno prendere aria ai piedi, come
Michelle Barack nei salotti romani: aspettano che venga
loro consegnato il bustone con la preziosa provetta, ma
i medici sono scomparsi di nuovo, inghiottiti dalla folla.
Ore 12
Una sorridente signorina spalanca la porta e allunga
una busta formato A4. Senza perdersi in convenevoli
dice ‘qui dentro provetta/indirizzo. andate consegnate
tornate indietro. e state tranquilli’
Ore 12,15
B, un po’ provata, si fa lasciare a casa. Darrin ingrana
la marcia e guida fino all’ ospedale San Matteo di Pavia.
Il reparto di 'virologia' è sottoterra. un dedalo di cunicoli
deserti pieni di laboratori, tubi sterili e celle frigorifere.
Darrin, alle ore 13,20 circa, è spaesato.
Finalmente, dal nulla, si materializza uno strano
personaggio: ciuffi di capelli per aria, occhiali tondi
e spessi, sguardo allampanato. sembra lo scienziato
pazzo di ‘Ritorno al futuro’. Con un mezzo sogghigno
afferra la busta con la provetta dalle mani di Darrin e
pronunzia le seguenti parole: ‘ci sentiamo’.
Il pover’uomo sperava in una pacca sulla spalla,
un caffè o una parola di conforto: riemerge scornato
da quel tunnel siderale, si rimette in auto e si dirige
in ufficio con la coda tra le gambe.
Probabilmente la provetta con il liquido amniotico di B
verrà utilizzata per esperimenti sui topi.
A volte, durante la gravidanza, si formano
interrogativi pesanti come macigni. la prima
volta a B andò liscissima, e pure la seconda:
ma questa, tributo alle leggi della statistica,
affronta delle grane.
Al primo mese il malefico "citomegalo-virus"
s'attaccò all'ignara puerpera, senza preavviso
e senza sintomi. ancora oggi, 140 giorni dopo,
i medici non hanno potuto capire se il fetente
ha fatto danni in panza oppure no.
L’esame clou sarà settimana prossima
e gli Stevens attendono il responso finale.
Ogni tanto cercano di rimuovere e di pensare
solo al sesso del forse-nascituro.
‘ehi, vecchia roccia, speri che sia femmina, eh?’
‘.. o almeno un rasta in culla, da pettinargli le trecce..’
Altre volte si guardano fissi nelle palle degli occhi,
spaventati dalla decisione che prenderebbero qualora
l’esame dovesse dare un esito non rassicurante.
‘se il rischio di contagio fosse troppo alto, che dici ..?’
‘dico che non vorrei correrlo. però senti come si muove ..’
Altre volte ancora pensano a Pik e a come spiegargli,
nel caso, che dalla panza della mamma non verrà fuori
lo scricciolo calvo che lui aspetta.
‘Pik, qui dentro c’è un fratellino, una sorellina, oppure..’
‘…’
‘…oppure un regalone per te, grande come tutta la panza’
‘io preferisco la sorellina mamma’
‘già, già…’
Nella vita bisogna essere un po’ fatalisti, concentrarsi
su quello che si ha e non a quello che si potrebbe avere.
Però, in casi come questo, è proprio difficile.
C’è un piccolo problema.
Alix, l’amica-quasi sorella che lavora a Seul con cui B
aveva stretto un importantissimo patto, aspetta – coup de
théatre- un maschio e non una Shirley Temple coi boccoli
biondi.
Dovesse mai rivelarsi individuo dotato di canna e pelòtas
anche quello che si agita nella panza di B, sarebbe davvero
un guaio.
Meglio mettere le mani avanti e spargere fin d’ora la voce:
aaa cercasi nasciture femmine Sagittario per losco, segreto
ed incerto scambio in culla. Asternersi perditempo, grazie.
'che palle!'
'prego?'
'le ha viste?'
'viste? viste cosa?'
'le palle, è un maschio ..'
'io non ho visto niente, scusi'
'scherzavo, dai. non si può dire’
'ah'
‘stava in ginocchio, non si è mostrato’
‘ah’
'tuttavia, visto che i primi due sono maschi,
io scommetterei proprio che lo è anche questo'
Jettatore di un lurido ginecologo maschiofilo.
LEI era inginocchiata per nascondere le pudenda.
Tiè, tiè e ancora tiè.
‘ehi, ciao piccolina!’
‘…’
‘che giornata, sono proprio alle cozze.... sarà il caldo’
‘…’
‘e poi, i maschi mi fan girare i cogolònes in questi giorni’
‘…’
‘... anche a te?’
‘...’
‘sì, lo so che capitano dei momenti così, che poi fa niente’
‘…’
‘… che poi passa’
‘...’
‘e tu? che fai là dentro? le capriole? ti diverti? mangi?’
‘…’
‘sei già arrivata al gelato con il pistacchio? sluurp...’
‘…’
‘beh dai, cosa dici, dormiamo un po’ adesso?’
‘…’
‘cosi ci riposiamo. ‘nots piccì’
‘...’
‘RONF’
Da circa una settimana B è ostile e incazzosa
con tutti i maschi over four' che le stanno intorno,
fratello marito padre e zio in primiis. ma ha la sua
segreta consolazione. Alle 21, messe a dormire
le due teppe, con nonchalanche lascia Darrin
e la sua birra davanti alla tv e se ne fila
tra le lenzuola.
Spegne la luce, inizia a parlare con la panza
e con la 'Anita' che potrebbe esserci là dentro.
lei risponde allegra, spruzza sguscia sguazza.
dovesse poi essere un Ugo, vabbè, pazienza:
sarà stato bello lo stesso sognare per un po’
fosse un pesce femmina, umorale pazzo
e sbieco proprio come la sua mamma.
‘e allora, come chiamerete il numero tre?’
‘sempre che tutto vada bene, ecco ... Anita!’
‘bel nome, mi piace. e se invece è maschio?’
‘Anita’
‘dico … se è maschio?’
‘Anita’
Poveretto.
Quando hai qualcosa che cresce nella pancia
pensi subito a chi “dentro”, invece, ha un vuoto,
piccolo o grande.
A chi vorrebbe figli ma non si sente di farli perché
ha una situazione troppo precaria. a chi li vorrebbe
ma non riesce ad averli. a chi è single oppure gay
e deve sempre dimostrare qualcosa a qualcuno.
A chi le prova tutte, dall'inseminazione artificiale
alla fecondazione assistita, e rimane ore in coda
a fare esami. a chi da anni compila questionari,
in interminabili liste per l'adozione.
B, stavolta, pensa ad un compagno di nido di Pop
che non ha mai conosciuto suo papà e l'altro giorno
ha perso d'improvviso la mamma. che è stato preso
in carico dai servizi sociali e forse verrà affidato a
una sorella mai vista che ha 20 anni, già un figlio
e una situazione difficile in casa.
In attesa che gli assistenti sociali decidano il corso
di questa storia, molte famiglie del quartiere si sono
proposte per un “affido temporaneo” ma per adesso
la porta della burocrazia è rimasta chiusa.
Questo scricciolo, probabilmente, verrà spostato
in un'altra casa, in un altro asilo nido, in un'altra città.
chi guarda alla finestra, purtroppo, può solo sperare
che lo Stato scelga per lui il destino migliore.
Dedicato ad Anna, Claudia, Marta, Marco, Simone,
Claudio, Fabio e alla mamma del parco con gli occhi
nocciola più belli e profondi del mondo.
Un giorno ti svegli molto gonfia. è soltanto l'alba
Tre mesi dopo sei ancor più gonfia, sonnolenta
Alla prima ecografia, sull’impassibile schermo nero
ma non riesci più a dormire. hai una fame da lupo.
ti alzi fili in cucina apri il frigo e trangugi nell'ordine
seimila cracker uno yogurt un pacco di cereali.
poi vomiti tutto.
e parecchio affamata, ma almeno puoi dirlo a tutti:
hai gli ormoni in subbuglio e 'qualcosa' che ti sta
crescendo dentro la pancia.
compare una nocciolina. alla seconda uno scarabeo
capovolto con una mano minuscola che fa 'ciao ciao'.
ma diamine! che succede là dentro? e che succede
fuori?
Tu, che eri una femmina tosta, dura e selvatica. Tu,
che lavoravi come un uomo e bevevi come un uomo
e andavi avanti come un uomo - tu: dove sei finita?
d’improvviso ti senti stranamente femmina.
Hai un sorriso ebete dipinto sul volto, gli occhi luminosi
e il ventre curvo di chi ha mangiato un melone tutto intero.
ti dà fastidio l'odore dei collant nuovi e quello dei peperoni.
ti commuovi per niente e dai al tuo mondo un'altro ordine
di priorità. e rallenti, come non hai mai fatto prima.
Cerchi di abbandonarti ai ritmi che ti vengono da dentro,
ad ascoltare la voce fioca dei tuoi muscoli e dei tuoi nervi.
Hai voglia di indugiare, di dormire, di mangiare. ma anche
di riprendere contatto con i vecchi amici, come se intuissi
che dopo non ci sarà molto tempo per farlo, di ricucire fili
che nella vita si sono spezzati e di affrontare dubbi,
spiegazioni e zone grigie.
Oscilli tra le incertezze di chi non sa dove andrà a finire
e la forza di una tigre che si prepara a difendere i cuccioli.
Tutto questo succede nei primi mesi: un'onda anomala
ti sconvolge la vita e tu non sai se essere felice per quello
che arriva o spaventata per quello che lasci. infine ti fermi
e stai a guardare. Tutto scorre e piano piano i pezzi
tornano insieme.
Per fortuna, al terzo figlio, questo lo so per certo.
L’amica Alice, che lavora per l’Onu a Seul,
ha di nuovo la pancia con dentro ‘qualcosa’.
visto che per casa ha già un frugoletto biondo
di nome Sara, forse questa volta un maschio
non le sarebbe sgradito.
B, invece, sul gobbo ha già due maschi
e sognerebbe una bambina tutta boccoli e
trine. Così ha elaborato un sofisticatissimo
e diabolico piano.
‘Alix, senti. le nostre pance sono uguali’
‘eh’
‘le date presunte sono proprio coincidenti’
‘eh’
‘ti propongo un affare. se a me viene maschio
di nuovo e a te femmina, facciamo uno scambio
in culla. tanto nessuno se ne accorge’
‘eh?’
‘parliamoci chiaro, i neonati sono tutti quasi uguali’
‘beh..’
‘ci stai?’
L’amica – quasi sorella, sorridendo via Skype,
ha siglato l’intesa. e tuttavia pare che nell'intimo
lei preferisca ancora una femmina, anche se ne
ha già una: una compagna comune ritiene che
lei abbia aderito al patto ‘solo per gentilezza,
affetto e spirito di non-contraddizione'.
Mica cambierai idea all’ultimo Alix, perbacco?