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Sono una mezza strega,
una sbalestrata giornalista,
una mamma che ha sul gobbo
quasi tre canaglie: Pik, Pop e ?
Con un colpo di reni, a volte,
balzo in sella ad una bici magica,
volo in caccia del tempo perduto,
riacciuffo le passioni di sempre:
il cinema e le esplorazioni.
Se sono troppo stanca
per uscire o fare incantesimi,
mi siedo davanti al computer
e incomincio a scrivere.
Ehm, piacere, sono B.
B Stevens...
elisandreli@libero.it
mammaoggilavora in SEGNI, SIMBOLI E GUA...
biancax in IMMAGINI NASCOSTE
rocciajubba in IMMAGINI NASCOSTE
pensataaddosso in SATURDAY NIGHT FEVER
utente anonimo in FAMIGLIA MASCHIA
yetbutaname in SATURDAY NIGHT FEVER
utente anonimo in MILANO-TOKYO IN TRE ...
ziacris in SATURDAY NIGHT FEVER
utente anonimo in GLI UFO SU MILANO
utente anonimo in FAMIGLIA MASCHIA
altea e felice
amica chiap
amica clo
amica dalĂŹ
amica erpa
amica nic
amica np
amica old cow
amica pn
amica zi
angelo custode
antonio piffero
bruzzi
burns - il dirimpettaio
capa dei capi
chammi
collega carla
collega paola
darrin - moroso di b
emiles
fate ignoranti
fratello di b
gatto rocco gatta scheggia
ghost passenger
giannic
livia scarpe-a-punta
luca il tatuato
maestra pauline -scuola materna
maestra robi - ex nido pik
mamma di b
nonna di b
numero tre
omega
papĂ di b
parrucchiere sam
pediatra estivill
pik il tappo -figlio uno
polvere di stelle
pop-pante - figlio due
prof
swap party
tommaso- amico di pik
zio di b
3D
Alem!
alieni
alle
babyccino
chiaranoce
CLEAR
dueminuti
emigrata
EXPECTING
fairy-tails
giffa
giogio
imperfetta
in4
italianmom
JAPHY
jolanda
julia
KATIKA
lanterna
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momatwork
MY
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visitato *loading* volte
A volte perdo la trebisonda perchè mi sfondi i timpani
con la musica a palla - e però, se leggi o guardi Report,
non deve volare mosca. e poi mangi come un bove, odi
i programmi a lunga scadenza e nel week end vorresti
solo riposare. Tuttavia senti, mi stai simpatico Darrin,
e con te ci sto bene perché sei matto e sbrindellato
come me. e sei l'unico che mi capisce al volo,
inoltre.
A volte perdo la trebisonda perchè sembra difficile
trascinarti via qualche giorno da solo con me e i nipoti
- e però ti fai super vacanzoni con Livia-scarpe-a-punta.
e poi pensi sempre di aver ragione tu e hai la sensibilità
di uno schiacciasassi. Tuttavia senti, sei l’unico papà
che vorrei, perché non ti stufi mai di insegnarmi
e mi sei vicino, nel modo “nostro”.
Alle volte perdo la trebisonda: perché sei permaloso e
spesso metti la forma davanti a tutto, anche alla sostanza;
e perché a dispetto della logica e dei sentimenti non ti sposi
con Polvere di stelle, né convivi: scegli di rimaner barricato
dietro ad uno status di single che non ti appartiene più. E
tuttavia ti sono legata e grata, zio, perché mantieni vive
le memorie di famiglia. In te rivedo le mie radici, e
anche la mia mamma.
Alle volte perdo la trebisonda: perché siete casinari
e faticosi. ma voi, ormai, siete parte di me, Pik e Pop,
e quando diventerete più grandi e vi staccherete un po',
mi mancherete.
Ecco, era solo per dire che una famiglia tutta maschia
non è niente male. bisogna solo abituarcisi: come a tutto,
del resto.
Sarà perchè è andata via di casa molto presto.
Sarà perché l’unico genitore che le resta è il papà.
Sarà perché tutte le figlie femmine sono sentimentali.
Sarà perché ormai è così calata nel ruolo di mamma
che ogni tanto ha bisogno di prender fiato tornando
bambina, e figlia.
Sarà.
Sarà che sono contenta di stare per un po’ con te,
papà, ogni tanto durante l’anno, tu padre e io bambina.
Grazie che vieni qualche giorno qui al mare mandando
a ramengo i tuoi impegni di lavoratore, fidanzato-&co.
Domani, venerdi 22 maggio, ore 20.30
Darrin è a Marrakesh, in viaggio con gli amici.
Le bestie sono state spedite sui monti col nonno,
la di-lui-fidanzata, la diluifidanzata-sorella&famiglia
al gran completo.
B è finalmente sola, nella quiete di una casa vuota
e silenziosa, per la prima volta in più di quattro anni.
E' un sogno. ma potrebbe anche avverarsi, poichè B
ne sa una più del diablo.
E se s'avvera, lei domani sera potrà scegliere tra:
* Ficcarsi in un bagno bollente con schiuma per ore,
incanto e visibilio.
* Andare in un ristorante etnico con l’amica Clò, sola
anch' essa, o andare a trovare qualche altro amico,
diletto e delizia.
* Fiondarsi a vedere due film di seguito al cinema,
estasi e godimento.
* Inforcare la bici e cominciare a pedalare respirando
l’aria d’estate in giro per la città, piacere e allegria.
C’è solo un ‘se’: suo papà deve accettare di prendere
le bestie e partire senza di lei, in carovana con la famiglia
allargata. B li raggiungerebbe sabato col treno delle 14.00.
Il piano ‘B’ è stato congegnato in tutti i dettagli, gli manca
solo il placet paterno. Arriverà, perchè le figlie femmine
di solito rigirano i padri sul dito mignolo.
'suo marito non ha mai fatto uso di droghe, vero?"
'che domande, certo che no! a parte qualche canna’
'prego?'
'dico una canna al mese, così se capita, con gli amici'
'l'orecchio mi trema, B. orrore. e lei come fa a tollerarlo?'
'a dire il vero non ci ho mai pensato. non.. non credo mi
disturbi'
'pensi se beccasse suo figlio con una canna. dovrebbe
lasciar correre, perchè il padre fa lo stesso. mi creda.
questa è una jattura. creerà tensioni in famiglia'.
eh?
'mia nonna era del 1901 e lavorava in un brefotrofio..'
'e poi adottò una bambina, mi dice, anche se era single'
'sì sì, mia zia. aveva i boccoli biondi e la chiamò subito
<mamma>'
'poi la nonna incontrò il nonno, si innamorò, lui la sposò
e riconobbe la bambina.
'proprio così'
'questa storia non mi pare verosimile. ha mai pensato
che sua nonna possa essere rimasta incinta e per evitare
lo scandalo abbia raccontato della bambina in brefotrofio?'
eh!?!
I colloqui settimanali con la psichiatra ZUT, integralista e
e mormona, creano sempre il panico. B, suggestionabile a
manetta, settimana scorsa ha pregato Darrin di non fumare
mai più una canna, mai più, nemmeno per sbaglio. oggi ha
interrogato suo zio sulla moralità della nonna defunta.
I familiari, attoniti, si chiedono quale sarà l’argomento
della prossima seduta da 60euro cad.
lunedì 20 aprile
‘nel ponte del 1 maggio Darrin deve lavorare.
verresti con me e le due bestie a Sestri, papà?’
‘B, mi rincresce molto ma sapessi quante cose
ho da fare con Livia-scarpe-a-punta ...’
venerdì 24 aprile
‘papà sei sicuro che non puoi venire con me e
i due nipoti al mare, il prossimo fine settimana?
mi aiuteresti un sacco ... visto che Darrin lavora’
‘B, quanto mi spiace, ma ho parecchi impegni
con Livia, nel ponte. non posso ...’
domenica 26 aprile
DRIIIN
‘papà, ciao! qual buon vento?’
‘così.. che farai il prossimo week end?’
‘ma .. lo sai papà. vado a Sestri coi due’
‘benissimo, ci saremo anche Io e Livia.
allora ci vedremo là!’
??? è fuori come un'antenna, quest'uomo.
grazie per avermi cambiato tanti pannolini,
quando avevo pochi mesi. grazie per avermi
insegnato a pedalare sulla bici senza le rotelle.
grazie, perché in montagna ci costruivi belle case
sopra gli alberi e ci spiegavi i nomi di tutti gli animali.
grazie perché mi hai insegnato a suonare la chitarra
e mi dicevi ‘brava’. grazie che mi interrogavi sui Sumeri,
se il giorno dopo avevo il compito in classe. e grazie che
non me ne hai fatto un cruccio, quando ho seguito strade
diverse dalle tue e non sono riuscita a prendere le redini
dell’azienda di famiglia. grazie, perché mi hai passato
i valori del lavoro, della generosità, del coraggio e
di una giusta ambizione, senza strafare.
Grazie, perchè sei stato al fianco della mamma
per tutta la sua malattia, fino in fondo, senza mollare.
e grazie di aver trovato, adesso, un equilibrio con Livia
scarpe-a-punta, indicandomi che dopo tutto, o quando
tutto pare finito, si può sempre ricominciare. Grazie,
papà, e tanti auguri di buon compleanno.
la 'tua' grande-piccola B.
“Mamma, perchè in questi giorni mi porta
sempre papà a scuola e quando io mi sveglio
tu non ci sei?”
‘tesoro perchè io ho il turno dell’alba in redazione,
sai che a volte capita. settimana prossima è meglio’
‘ma però in questi giorni ritorni che è già molto buio,
che io ormai dormo e che tu mi fai le coccole che
io non me ne accorgo neanche, mamma’
‘Pik, snervetto, in questi giorni, dopo il lavoro,
sono andata a trovare tuo zio, che è poi mio fratello’
‘ma ora il suo dito che era un po' spaccato come sta?’
‘no.. lo zio è ancora in ospedale per il taglietto al pollice’
‘ah. e lui gioca tutto il giorno con tutti i suoi amici nuovi?’
‘mah, insomma … sì, le persone che sono in reparto’
‘e fa tutti i giri sull’ambulanza, lo zio, velocissimo?’
‘beh, ehm.. no, si ... non con la sirena, però’
‘ah. e ... e a lui gli portano la colazione a letto?’
‘si Pik, negli ospedali funziona così, uno si riposa’
‘ma il nonno lo va a trovare sempre e gioca con lui?’
‘certo, cipollo. e anche io, appena posso, e anche...’
‘chissà come vi divertite tutti insieme, mamma!’
Le giornate appena passate, pesanti e faticose,
possono persino sembrare giostre del luna park.
dipende, come spesso succede, dai punti di vista.
‘nonno, vorresto mangiare la zuppa me la fai?’
‘da-da-daaa… attè, mamma… cracker … gatto!’
‘nonno, ho male all’orecchioo. male all’orecchio’
‘te… nooooo!... pappa, sete, nanna, mamma’
‘nonno, mio fratello ci disturba. pensaci tu’
‘…ìviaaaaa…. ònnoooooo… ìviaa!’
Il papà di B e Livia-scarpe-a-punta, reduci
da 3 giorni in montagna soli con le due bestie,
dichiarano di aver bisogno di un mese almeno
di vacanza, per riprendersi. Tra poche ore B
e Darrin verificheranno di persona: stanno
per ricondurre a sè la legittima prole.
Domenica 28 dicembre, ore 17: gli Stevens
sbarcano a Milano dopo il week end nel paese
di montagna. scrollano i mumbut umidi di neve,
svuotano le borse, nutrono il gatto, sistemano
la spesa e si fissano nelle palle degli occhi.
‘e adesso?’
‘c’è un macabro silenzio, Darrin’
‘ma dai! mica li abbiamo accoppati’
‘accoppati no, abbandonati sì. al gelo’
‘Pop se ne strabatte, è un duro quello’
‘e invece Pik? lo sai com'è sensibile'
‘forse gli mancheremo da pazzi..’
'...'
‘dai, B, smettiamola di essere ridicoli’
‘si, sniffff.. il tappo avrà pianto 2 o 3 minuti’
‘tuo papà e Livia-scarpe-a-punta li cureranno’
‘e ne faranno una pelle. sono solo.. due giorni’
‘appunto. quindi non perdiamo tempo, geisha”
‘pigiamoci nella vasca calda, senza papere’
‘e poi pizza e film <Il vento fa il suo giro>'
'ottimo’
‘ottimo’
Purtroppo Darrin e B devono lavorare, domani;
così hanno lasciato le due teppe in Valle d’Aosta
e se la son svignata. resteranno fino a mercoledì
da soli nella casa di Milano, dove stranamente
regnano silenzio e quiete. mica male, come
esperimento.
"il mio nonno Enzo sarà il lavapiatti”
“…”
“il nonno Umberto sale sull’albero maestro”
“…”
“lo zio Antonio è il capitano che fissa l’orizzonte”
“…”
“la zia Livia mette tutti a letto quando diventa sera”
“…”
“Paperino, Pippo e Clarabella sono i tre cuochi”
“…”
“…”
“ehm…”
“…”
“e la mamma?”
“lei sarà una mosca che vola sopra alla nave”
Perché le donne fanno sempre una domanda di troppo?
Il papà di B guida come un pazzo. Se qualcuno
glielo fa notare lui alza il sopracciglio e risponde
che in vita sua non ha mai avuto incidenti, mai,
nemmeno uno.
Poi decelera, per qualche minuto interrompe
i sorpassi e riprende come se nessuno avesse
mai parlato.
Darrin pure guida come un pazzo, anche se
decisamente meglio rispetto al suocero. Dice
che B è fissata con “l’andar piano” e che averla
al fianco mentre conduce l’auto di famiglia "è
una vera jattura”.
Pik, fedele ai geni maschi di famiglia, promette
di seguire le orme del papà e del nonno materno:
si capisce da come pedala sulla sua bicicletta
con le rotelle.
“mamma, al mio papà gli piacciono i film e la musica"
“è vero tesoro”
“… al mio nonno gli piace guidare forte”
“proprio così, gasp”
“all’altro nonno gli piacciono i libri e poi i cavalli”
“si ma… “
“.. e la nonna dell’altro nonno mi promette le cicche”
“cicche?”
“sì poi livia-scarpe-a-punta fa i massaggi al piede”
“eh?!”
“.. e lo zio tònio mi fa vedere i pescecani”
Siamo di fronte ad un bambino di tre anni che delira.
All’inizio era un po’ timido, in mezzo a quei bambini
schiamazzanti. Loro si lanciavano da una parte all’altra
della sala brandendo bastoni, spade e scope mentre lui
li guardava silenzioso, sorridendo di tanto in tanto.
Poi, di botto, si è accasciato a quattro zampe e ha iniziato
ad abbaiare. Un bambino gli è zompato in groppa, cavalcioni,
urlando “vai cavallo!”, un altro gli ha azzannato il polpaccio
mordendo a ripetizione, sempre più forte. E’ stato l’inizio
della fine.
Si è scatenata una lotta furibonda, senza esclusione di colpi.
I tre si rotolavano, dirignavano i denti, tiravano pugni, pacche,
botte. B ascoltava impietrita i “bau bau”, “ti sparo!”, “nghèèè”,
senza riuscire a muovere un muscolo per fermare quella
inconsulta, maschile barbarie.
Alla fine, dalla nube di polvere e battaglia è emerso il tappo:
“ho vinto io”, ha gridato ansimante. A terra, sconfitti, c’erano
l’uomo-cane e il piccolo quadrupede, avvinghiati in un’ultima
mossa di disperata difesa. Due minuti di riposo e via che il
battaglione riparte, questa volta in direzione-tavola.
Saccheggia i ravioli al sugo ed è pronto a ripartire: "nonno,
adesso lo facciamo ancòla?” - "okay" - "nghèèè!"
“Allora, venite a pranzo?”
“Anche prima. Saremo da te per le 9
“Ehm.. le nove del mattino? così … presto?”
“Si, stiamo insieme tutto il giorno, contento papà?"
Un lampo di terrore attraversa gli occhi dell’uomo.
“Papà, non è che avevi altri impegni per domani?”
“Ma sì, dovrei andare a suonare, per esempio”
“Veniamo con te allora! Dove ti esibisci?”
“Ma questo è un incubo”
A volte il papà di B non riesce ad esprimere bene
il suo entusiasmo, all’idea di avere ventiquattr'ore
la figlia ed i nipoti incollati a lui come cozze patelle.
Ma sicuramente è felice di giocare a lotta coi nipoti,
piuttosto che indugiare nel lettone fino a mezzogiorno.
Sicuramente è felice di accompagnarli allo zoo safari,
invece che strimpellare qualche nota con la sua band.
Sicuramente è felice di recarsi a Linate o in stazione,
invece che vedere un film spaparanzato al cinema
con la fidanzata Livia-scarpe-a-punta.
L’importante è crederci e non smettere di sperarlo.
Ci sono persone che di fronte alla paura si confidano,
cercano appoggio e conforto. Altre che ammutoliscono,
scappano e rimuovono. Il papà di B, tipico pesci, è del
secondo tipo: un colpo di pinna e via, parte da solo.
B ha scoperto per puro caso che stamane aveva una
scintigrafia al cuore: esame- routine, semplice controllo,
ma dopo coronografie ed angioplastiche varie .. perché
non dirlo? Se è per non pensarci, vada pure. Ma se è
per non far preoccupare, l’effetto che si ottiene è
l’esatto opposto.
Questo pomeriggio, ad aspettarlo fuori dall’ospedale,
c’erano sull’attenti B, lo zio nobile e Livia-scarpe-a-punta.
Quando li ha visti, il papà di B ha fatto il suo solito mezzo
sorriso e ha portato la mano alla coppola, in un gesto di
saluto che diceva pfiuff, è andata bene: Non sembrava
stupito fossero tutti e tre in fila lì, “per combinazione”.
Le gestrici del nido di Pik hanno sempre voglia di fare vacanza.
In occasione del 25 aprile e 1 maggio, ad esempio, hanno deciso
di chiudere per dieci giorni filati: una specie di monarchia cui non
ci si può opporre. B è miracolosamente riuscita a prender ferie
sul lavoro e va incontro al suo destino.
Ore 19.50
“Darrin… c’è un super ponte obbligato”
“Ehhh, no. Saremo in chiusura di giornale, prendo l’1 e il 2 maggio
ma di più non riesco ”
Sgrunt.
Ore 19.52
“Papà, ciao.. Il nido è chiuso per un ponte lunghissimo e Darrin
dovrà lavorare, in quei giorni. Vieni via tu al mare con me e i nipoti?”
“B, sai com’e’”
“…?”
“Ci verrei taaaanto volentieri. Ma non so ancora quali sono i nostri
programmi, devo sentire Livia-scarpe-a-punta e al lavoro ...vediamo..."
Sgrunt 2.
Ore 19.57
“Lanna, ciao .. Senti… state là a Roma, per il ponte del 25 aprile?”
“Sì, perché?”
“Darrin lavora, mio papà tergiversa e io sarò coi due avanzi di galera”
“Non mi dirai che venite a trovarci, finalmente! Tu, Pik e il poppante?”
“...”
“Pensa solo a prendere il treno ed arrivare qui. Mi prendo io cura di te,
che forse sei un po' stanca”
Grazie, amica LC, di dire le parole giuste. Intuisci, azzardi e azzecchi
sempre, tu.
Livia-scarpe-a-punta, fidanzata del papà di B, emana sensualità
da ogni poro. Gli uomini crollano ai suoi piedi come mosche
e anche Pik è rimasto folgorato, nel week end sui monti.
La scintilla è scattata sabato sera, in modo del tutto imprevedibile.
Pik, ancora in doposci, ululava per un misterioso “male ai due piedi”,
B era troppo impegnata ad imboccare il poppante per occuparsi
di quella probabile melìna e Livia si è incautamente offerta
di fargli una breve frizione sulla zona dolorante.
Gli ha tolto le calze, ha preso i piedini e ha iniziato a massaggiare
con sapienza, mollemente, spalmando generose dosi di crema
su pianta, tallone, dita e caviglia. Pik, sempre più rilassato,
sorrideva come un ebete mentre B osservava la scena
dal tavolo, tra un cucchiaino di pappa e l’altro.
Da quel momento la vita di Pik è cambiata. Per tutta la domenica,
fino al rientro in Milano, ha avuto male in ogni zona del corpo.
Si avvicinava a Livia con fare melodrammatico e teatrale,
il volto contrito dal dolore, mendicando “massaggini”.
Lei, femme fatale, esaudiva i desideri del nuovo spasimante
ridendo sotto i baffi, ma B è seriamente preoccupata.
Probabilmente Pik si è innamorato di lei e medita di uccidere il nonno,
per contendergliela. Ci troviamo dinnanzi ad una inquietante
trasposizione dell’Edipo.
Trascorrere il week end nel paesino di montagna dove è cresciuto il papà
di B è come partecipare ad una infernale 48 ore di open house in cui
gli amici si presentano uno dopo l’altro, festanti e chiassosi, senza
paura di disturbare o essere di troppo.
B, orso nell’animo, riemerge con la testa a pallone per le troppe chiacchiere.
Suo papà, invece, riparte col magone e lungo la strada proferisce sempre
le solite 4 frasi di rito: “Uh, come mi ci trovo bene”, “Vedi quel masso?
Io cinquant’anni fa mi ci arrampicavo”, “Ecco l’hotel Tale, lì andavo
a giocare a bocce” e “Pensare che qui la strada non c’era”.
Ormai B ci ha fatto il callo. Se un giorno non gliele sentisse dire,
quasi si preoccuperebbe.
Il papà di B è sempre pieno di impegni. Oltre a lavorare come un
indemoniato, tenere a bada la fidanzata Livia scarpe-a-punta,
suonare con la band “I Sarracini” e giocare a scacchi sul
computer fino a notte fonda, ogni tanto trova anche il
tempo di occuparsi della figlia e dei nipoti.
Certo bisogna insistere un po’, per trovare un buco.
“Papà, allora! Ti ricordi che questo fine settimana andiamo
insieme in montagna, con Pik e il poppante?”
“Montagna? Insieme??”
“Papà, è un mese che te ne parlo. Darrin è in trasferta di lavoro
fino a mercoledì e noi dovremmo portare le belve sui monti,
così tu mi aiuti a farli giocare e a tenerli mansueti…”
“Oops...”
B lo guarda truce.
“Fammi pensare. Dovrei avvertire che in questi giorni non suono,
rimandare gli appuntamenti ... Livia potrebbe raggiungerci
sabato dopo il lavoro ... mmmh… sulla neve, dici?”
“Sì, papà”
“E va bene B!! Fatevi trovare domattina alle ore 9 sotto casa”
A volte, agli uomini, l’aiuto va chiesto a chiare lettere.
URLATO. Poi arriva, però, ed è prezioso. Grazie papà!

B ha iniziato le sue 48 ore di baldorie e stravizi con il poppante,
mentre Darrin e Pik sono in montagna. Il resto della famiglia
le manca assai, ma ha un lucido piano di consolazione.
Tanto per cominciare si è ordinata una pizza con ricotta e acciughe,
squisita. Poi ha invitato una decina di amiche che non riesce
mai a vedere, per una non-stop di chiacchiere selvagge.
Infine ha convinto suo papà a prestarsi per due ore di baby sitteraggio,
mentre lei schizzerà al cinema. In cambio ha dovuto giurare che
domani offrirà manovalanza allo Swap Party delle Fate Ignoranti,
ma ne valeva la pena.
La musica è una passione di famiglia, a casa Stevens.
Ognuno contribuisce come può.
- Il papà di B, manager indaffaratissimo durante la settimana, al week end
suona le percussioni in un gruppo chiamato “I Sarracini”, che si esibisce
in entusiasmanti locali di non-grido.
- Il cognato di B ha uno studio di registrazione e compone melodie: per
poco non andava a San Remo quest'anno, dico sul serio.
- Darrin non può stare un giorno senza ascoltare lo stereo a tutta palla,
tanto che per Natale B-timpani-fracassati gli ha regalato un paio di cuffie
enormi che funzionano a infrarossi.
- Pik è forte nel canto: da “La danza del serpente” al “Valzer delloooooo
scerino” non lo ferma neanche il dirimpettaio, il signor Burns, che ogni
tanto suona il campanello chiedendo pietà.
- B è specializzata nella performance “Il ballo del qua-qua”: ancheggia
e modula suoni con un certo stile, sulla falsariga di Romina Power.
Con una famiglia così, il poppante non poteva crescere senza una verve
musicale di tutto rispetto. E infatti anche lui mostra già una discreta
propensione, come dimostrano i seguenti indizi:
1) Il suo gioco preferito sono le maracas: le lecca come i cornetti Algida
e le agita come il Tom Cruise di “Cocktail” con gli shaker.
2) Quando qualcuno parla, lui emette una nota. Forte, fortissima. C’è
chi dice che urla e basta, ma per B è evidente: vorrebbe cantare.
3) Quando sente la musica allo stereo, da sdraiato, agita braccia e gambe
come una tartaruga capovolta. non occorre un genio per capire che intende
battere il tempo.
Prima o poi, la Stevens-band diventerà ricca e famosa.
ps nel frattempo, sorridere fa bene. informazioni sul neuroblastoma qui. grazie : )
I riti entrano nella vita delle coppie come i piedi nelle calze.
Ma i genitori di B erano dei veri maniaci, se si parla
di private consuetudini à deux.
C'era quella delle parole incrociate dopo il caffé.
Quella dei libri letti e subito raccontati.
Quella del cinema al giovedi' sera.
Quella delle canzoni di Bennato durante i viaggi in auto.
Quella della domenica: le lasagne, cucinate a quattro mani.
Quella delle storie sui reciproci lavori, la sera prima di dormire...
Forse il loro era un gioco, forse un trucco o una magia:
ma sono stati insieme tantissimi anni, complici ed stregati,
senza stufarsi mai. Anche merito di quei piccoli, innocui chiodi fissi?
La casa di montagna è un angolo di tepore in mezzo al gelo.
Anche le mosche l’han capito e l’hanno invasa in massa.
Sembra di essere in “Uccelli”, il film di Hitchcock.
Qui gli insetti attaccano di giorno e di notte.
Bzzzzzzzzzzzzzzzzz…Pik è terrorizzato.
Il poppante non capisce ma si sveglia.
Il papà di B, invece, è agguerrito.
Gira 24 ore su 24 con lo sguardo torvo ed un enorme scacciamosche in mano.
Lo brandisce goffo provocando venti da una parte all’altra della stanza.
Non riesce a colpire alcun insetto, con buona pace degli animalisti
ed anche di B. Ma a volte, involontariamente, centra i nipoti.
Nella casetta di montagna non c’è più pace.
B è curiosa di vedere cosa farà Livia, che è in arrivo.
Forse prenderà i suoi mumbut con la punta e il tacco spesso
e senza dire bè farà una strage. Povere mosche, ronzavano soltanto.
Lo zio di B è diventato il più assiduo frequentatore di questo blog.
Legge nell’ombra e non commenta mai, ma vigila sugli scritti.
Ieri, da vero nobiluomo d’altri tempi, ha lasciato in portineria una piccola busta,
scritta a mano. ”Sul mio fairfogs ho letto quello che hai scritto su tuo padre.
A mio avviso hai tralasciato qualche cosa. Dovresti aggiungere di quando al ristorante
fa la batteria coi bicchieri o infila la carta nella tazzina da caffè ed accende il rogo,
per fare un po’ di luce. O anche di quando ficcava gli stuzzicadenti nella sedia
per pungere la nonna. Io pensavo non fosse conveniente, ma lei si divertiva.
Una vena di follia li accomunava. A presto, nipote”.
B sorride.
Lo zio nobiluomo è cresciuto e diventato adulto, insieme al cognato.
”La nonna Pia mi spediva in vacanza insieme a tua mamma e tuo papà,
quando avevano meno di diciott’anni e si erano appena fidanzati”, racconta
lo zio nei pochi momenti in cui beve e ricorda.“Coi pantaloni a zampa d’elefante
abbiamo girato l’Europa su un maggiolone scassatissimo. Io li sorvegliavo”, dice.
“A volte tuo zio arrivava con qualche spilungona bellissima ma nessuna
ha resistito a lungo”, spiffera invece il papà di B. Nessuna tranne Polvere-di-stelle,
la fidanzata scintillante che lo zio ha conquistato anni fa - quando ormai
si era fatto uomo distinto, elegante e cerimonioso.
Polvere di stelle adora il cognato e non si è opposta al connubio tra i due uomini,
diversi come il giorno e la notte. Un misto di competizione, affetto profondo e
stima reciproca li lega a doppio filo. Anche se non lo ammetteranno mai.
Il papà di B ha un guizzo che dovrebbe tenere a freno. Mentre partecipa a riunioni molto importanti, incravattato di tutto punto
e con la targhetta del nome che lo mette al centro dell’attenzione,
l'uomo suole prendere un foglio di carta e piegarlo più volte
fino a costruire un aereo con ali, coda e tutto il resto.
Alla fine della riunione, quando i colleghi aspettano seriosi il suo liberi tutti,
lui esclama “facciamolo volare!”. Ormai è diventato un rito benaugurante
prima del commiato, una procedura consolidata da adempiere
senza un preciso perché.
Quest’uomo gira indisturbato per la città ma forse dovrebbe essere messo al gabbio.
Oggi il papà di B era in ospedale per un piccolo intervento.
L’operazione è riuscita benissimo. Lo sostengono i medici e lo provano
le seguenti affermazioni del paziente, appena tornato dalla sala chirurgica:
1) “Ho la pressione quasi al collasso” = Quando mi danno da mangiare?
2) “Ieri sera ho giocato a carte al computer. Un bel torneo. Eravamo in 300 e
sono arrivato ultimo, il mio nickname era Ariècchilo”. = Devo prendermi la
rivincita, voglio tornare a casa col mio pc.
3) “Durante l’intervento mi facevano un sacco di domande ma non ascoltavano
le mie risposte”. = Domani esco con gli amici, altro che medici.
4) Rivolgendosi allo zio nobiluomo che era andato a trovarlo in ospedale:
“Col pappagallo non sei molto pratico, dovrò cambiare infermiere” = ???
Messi a letto Pik e poppante nel lettino di montagna, B e suo papà
si contendono il pc. La connessione è lentissima, snervante.
Eppure entrambi combattono col coltello tra i denti,
pur di aggiudicarselo.
Ieri, mentre aspettava il suo turno, B ha assistito alla sua prima partita
di carte su internet. Il padre, che d’inglese sa mezza parola,
è entrato al tavolo virtuale con uno sciolto HG.
Ha sbagliato una mossa e ha scritto SP.
Qualcuno gli ha risposto NP.
B, sbigottita, ha chiesto spiegazioni.
“Hi Gang, Sorry Partner, No Problem. A carte, su internet,
si parla per acronimi", si è sentita rispondere.
Prima della fine della partita, sullo schermo sono comparsi anche
LOL, WFP e NT. Laughing Out Loud, Wonderful Partner e
Nice Try, ha scoperto.
Troppo avanti, per B.
Il volantino stava lì, sul comò della casa di montagna.
“Pensate sia giunto il momento di fare un po’ di spazio nella vostra vita?
Possedete qualcosa che non vi soddisfa più e vorreste barattarlo?
Partecipate al primo Swap party delle Fate Ignoranti”.
Seguivano dettagli su data, ora e luogo: il 17 novembre alle
“Ehm… papà…. Cos’è questa storia dello Swap Party?”
“L’abbiamo organizzato con Massimo, Simone e Mirella. Tu non vieni?”
“Ma chi è Simone?”
“Il nuovo fidanzato di Massimo”
“Ah! Magari vengo, per conoscerlo”
Da diversi anni, le Fate ignoranti sono diventate gli amici più cari di famiglia.
La mamma di B, medico, li aveva conosciuti ad un’Ong di sostegno ai malati di AIDS.
Per anni aveva tentato invano di trascinare il marito a qualche incontro con loro.
Ma il manager in carriera, riluttante alle novità, si negava sempre.
“Ma no andiamo al cinema”.
“Ma no devo lavorare, vai tu”.
“Ma no vado a suonare, ci vediamo dopo a casa”.
Poi dev’essere accaduto qualcosa.
Il papà di B ha iniziato ad uscire con la moglie e le Fate ignoranti, e se n’è innamorato.
Mirella, crocerossina-volontaria all’associazione. Marco e Pietro, il fidanzato
di allora. Gino e Michele. Massimo e Lorenzo. Luca e Giovanni.
Sono diventati un gruppo.
Strano, perché di tutte le età.
Omogeneo, perché formato da persone aperte e generose, piene di interessi.
Quando la mamma di B è mancata, le Fate Ignoranti hanno fatto cerchio
intorno al manager, anche se non lo conoscevano ancora bene.
L’hanno portato fuori e l’hanno sostenuto con affetto.
Ad un certo punto il papà di B, tipico Pesci, con un colpo di pinna ha ricominciato
a camminare sicuro, come quando la moglie era al suo fianco.
Ma le Fate Ignoranti restano un riferimento importante.
Si ritrovano alle cene.
Qualche volta vanno insieme al cinema.
L’estate scorsa erano tutti su un caravan diretto a Cuba, con Livia-scarpe-a-punta.
E quando il papà di B suona in concerto, le Fate Ignoranti sono claque più appassionata.
Ora organizzano Swap Party.
B ci sarà, anche per dare una controllatina a questi giovani-vecchi amici.
Oggi B ha dovuto recarsi in un punto Vodafone-One perché il telefonino
faceva le bizze. Davanti a lei, in coda, c’era un signore distinto, in giacca
e cravatta, appena incanutito.
”Scusi”, chiede l'uomo timidamente. “Vorrei mettere il blututti sul mio telefono”
”Ehm… il bluetooth, signore?? Su questo cellulare non si può, è un po’ vecchio.
Funzionano solo gli infrarossi”, risponde deferente il commesso.
”L’infr-oss? No, quello non mi piace. Vorrei il blututti e anche poter vedere
gli emme-ess quando mio figlio me li manda”.
B è stata colta da infinita tenerezza.
Domani suo papà potrebbe recarsi in un punto Vodafone-One e capitare in coda
davanti a lei.