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Sono una mezza strega,
una sbalestrata giornalista,
una mamma che ha sul gobbo
'quasiquasi' tre canaglie.
Con un colpo di reni, a volte,
balzo in sella ad una bici magica,
volo in caccia del tempo perduto,
riacciuffo le passioni di sempre:
il cinema e le esplorazioni.
Se sono troppo stanca
per uscire o fare incantesimi,
mi siedo davanti al computer
e incomincio a scrivere.
Ehm, piacere, sono B.
B Stevens...
elisandreli@libero.it
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maestra robi - ex nido pik
mamma di b
nonna di b
numero tre
omega
papĂ di b
parrucchiere sam
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pik il tappo -figlio uno
polvere di stelle
pop-pante - figlio due
prof
swap party
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visitato *loading* volte
A volte perdo la trebisonda perchè mi sfondi i timpani
con la musica a palla - e però, se leggi o guardi Report,
non deve volare mosca. e poi mangi come un bove, odi
i programmi a lunga scadenza e nel week end vorresti
solo riposare. Tuttavia senti, mi stai simpatico Darrin,
e con te ci sto bene perché sei matto e sbrindellato
come me. e sei l'unico che mi capisce al volo,
inoltre.
A volte perdo la trebisonda perchè sembra difficile
trascinarti via qualche giorno da solo con me e i nipoti
- e però ti fai super vacanzoni con Livia-scarpe-a-punta.
e poi pensi sempre di aver ragione tu e hai la sensibilità
di uno schiacciasassi. Tuttavia senti, sei l’unico papà
che vorrei, perché non ti stufi mai di insegnarmi
e mi sei vicino, nel modo “nostro”.
Alle volte perdo la trebisonda: perché sei permaloso e
spesso metti la forma davanti a tutto, anche alla sostanza;
e perché a dispetto della logica e dei sentimenti non ti sposi
con Polvere di stelle, né convivi: scegli di rimaner barricato
dietro ad uno status di single che non ti appartiene più. E
tuttavia ti sono legata e grata, zio, perché mantieni vive
le memorie di famiglia. In te rivedo le mie radici, e
anche la mia mamma.
Alle volte perdo la trebisonda: perché siete casinari
e faticosi. ma voi, ormai, siete parte di me, Pik e Pop,
e quando diventerete più grandi e vi staccherete un po',
mi mancherete.
Ecco, era solo per dire che una famiglia tutta maschia
non è niente male. bisogna solo abituarcisi: come a tutto,
del resto.
Il primogenito fa il pieno di attenzioni esclusive
e cresce in un mondo ovattato di coccole e di baci.
Il secondogenito impara subito a difendere lo spazio
che riesce a conquistare e spesso è più autonomo,
e indipendente, e ribelle.
Il terzogenito ha la strada spianata e quattro genitori:
deve fare i conti anche con i fratelli maggiori, oltre che
con la mamma e il papà.
La quartogenita, invece, di norma si chiama Anita,
ha lunghe trecce nere e gli occhi verdi di sua nonna.
Poi basta. Casa Stevens sarà al completo, lo giuro,
Darrin. EHM.
Lei lo chiamava tesoruccio, topis, tappo, pixel,
topolino, chiappone o fisichello - poi lo riempiva
di baci, anche in pubblico. lui gongolava.
Lei ora evita come la peste improbabili nomignoli
ed eccessive effusioni in pubblico. e lui all’ingresso
della scuola sguscia via, tentando di riconquistare
uno straccio di reputazione nella sua classe.
In mezzo i 10 secondi che hanno segnato la svolta.
B teneva per mano Pik e stava per salutarlo di fronte
alla maestra e ai suoi compagni della scuola materna.
si è fatta prendere la mano ed invece di un dignitoso
‘arrivederci ragazzetto’, ha sussurrato un mellifluo
‘ciaotopolino’, seguito da baci privi di decoro.
circa venti, uno di fila all’altro.
La maestra si è girata con un lampo beffardo
nello sguardo. e i tappi-carogne, uno dietro l’altro,
brandendo gormiti e power rangers, sono scoppiati
a ridere sibilando ‘to-to…topoliiiiino? topolinooooo?’.
Pik è diventato rosso anguria. B si è volatilizzata
per incanto e riapparsa al bar dell’angolo, dove
ha affogato tutte le proprie vergogne
in un doppio cognàc.
A quattro anni e mezzo già non sono più piccoli.
Orrore e raccapriccio, diavolocàn: è troppo presto.
Pik! lo sai che oggi Pop farà un laboratorio
di cucina a casa nostra, con Nicol? vengono
le sue amiche del nido, betta alice e gemma.
‘… lui da solo con 4 femmine? poveretto...!’
Alcuni maschi pagherebbero per fare i galli
in mezzo ad un pollaio, Pik. tra qualche anno,
forse, persino Tu.
Pik ha tre bambole, due maschi e una femmina:
ma guai a chiedergli i loro nomi, si rischia il singulto.
‘Stefano Giannozzi’, ‘Carlo Riccardo’ e ‘Lara Ernesta’.
Per contro a chi domanda come si chiamerà il fratello
nascituro risponde 'gelataio', 'non lo so' o 'braccino
di ferro'.
Pik, questa disparità di trattamento non ti fa onore.
Povero Terzo, perbacco!
Verso Natale, i genitori della scuola inventano
mercatini vari per reperire risorse da impiegare
in materiali didattici non spesati dai fondi pubblici.
Chi sa cucinare produce torte e le vende
alla bancarella di ingresso; chi ha beni di scarto,
vecchi libri o altro, li dispone in bell’ordine e li cede
a prezzo democratico; chi ben fotografa scatta click
dei bambini in classe e compone poster o calendari.
B, che di manuale non sa fare nulla, si è proposta
per scrivere e stampare le ricette-specialità
delle mamme della scuola.
E cosi, tanto per sondare il terreno, ha iniziato
a chiedere agli amici di Pik qual è il miglior piatto
preparato in casa loro.
Pare che la mamma di Tommi sia una cannonata
con i dolci svedesi e quella di Otto nella pasta al forno
mentre Alberto, alla domanda ‘che cosa cucina meglio
la tua mamma?’, ha risposto strudel di mele e crema.
Pik, al medesimo quiz, ha replicato penne in bianco
e wustel bolliti.
Forse B dovrebbe sfruttare il suo godurioso mese
di maternità ai fornelli, prima che diventi troppo tardi
e che la sua reputazione in casa coli definitivamente
a picco. Ma andare al cinema è più divertente, azz.
Alla fine di ogni viaggio, di ritorno verso Milano,
gli Stevens si fanno il Domandone: ‘ebbene, tu..?
che cosa, della trasferta, ti è piaciuto più di tutto?’
- e Barcellona ha ispirato risposte significative.
Pik, animo artista, si è esaltato per le ‘case matte’
(di Gaudì), la ‘chiesa scurissima’ (Sagrada Familia)
e i ‘mostri che sporgevano dai muri’ (teste di draghi
sulle cattedrali gotiche).
Pop, più interessato all’aspetto materiale ed edonista
della vita, è rimasto elettrizzato da ‘conigli per la strada’
(mercato degli animali sulla Rambla), ‘cozze e gòngòle
con il riso’ (la paella..!) e ‘cabine magiche che volano’
(funiculàr sulla città vecchia).
Darrin, in preda a nobile e insolito afflato sentimentale,
ha confessato di aver gradito più di tutto ‘girare insieme
noi quattro e vedere i piccoletti con lo zaino sulle spalle’.
Infine B, elementare e rozza come solo taluni Sagittari
sanno essere, è crollata in brodo di giuggiole per il sole,
il caldo e la brezza di mare. ma per pudore ha dichiarato
di essere rimasta affascinata soprattutto dalla vivacità
culturale della città.
Gli Stevens sono grandi amanti dei viaggi,
anche di quelli "mordi-e-fuggi": e ai loro figli
quest'insana passione è passata per osmosi.
solo che gli allievi, a questo punto, superano
i maestri.
Di sera, prima di andare a dormire, Pik e Pop
si mettono i rispettivi zainetti e cercano di forzare
la porta di casa chiedendo insistentemente ‘quando
si parte’ e ‘dove si va’. Pik caldeggia un volo in aereo,
possibilmente in business, Pop una dipartita notturna
in treno sulle cuccette. Per calmarli, verso le 20.30,
e persuaderli che non si andrà da nessuna parte,
ci vuole la pazienza di Giobbe.
D’altro canto, ad ognuno le proprie responsabilità.
così gli Stevens hanno deciso di profittare dell’ultimo
week end possibile per un viaggio di truppa a quattro,
a cavallo della trentaseiesima settimana di gravidanza
e prima che l’arrivo del mini poppante nuovo stravolga
l’equilibrio di famiglia. che magari nascerà sedentario
e pantofolaio, e non si potranno più far programmi
zingari.
Cosi, domani, gli Stevens si involeranno per Barcellona
con la solita Easyjet, la voglia di caldo e gli zaini a tracolla.
Se qualcuno ha desideri dalla Spagna, può chiedere chiaro:
toreros, tapasYguapi a disposiciòn, transporte seguro! Olè.
Come dovevano sentirsi, nel secolo XVII,
i monatti che portavano gli ammalati di peste
al Lazzaretto? B l’ha capito questa settimana,
quando i sintomi più molesti dell’influenza A
l’hanno finalmente liberata.
Una volta guarita dalla ‘suina’ - con le ossa
di nuovo al loro posto, la febbre normalizzata
e solo un lieve strascico di tosse - B e la sua
panza si son riaffacciate al mondo esterno.
Peccato che il mondo esterno, tutt’a un tratto,
fosse diventato diffidente, sospettoso, guardingo
e circospetto nei confronti loro. Qualcuno doveva
aver avvisato il prestinaio, il barista, il fruttivendolo,
le mamme della scuola ed i colleghi del virus che
le aveva catturate e stese a letto. e ora nessuno
voleva credere che fossero già di nuovo sane,
B e la sua panza.
‘Mi dia una michetta, per piacere’
-occhi bassi-
‘signor prestinaio come sta, tutto bene?'
-occhi bassi- ‘si si, lei piuttosto. ecco qua’
‘io guardi adesso non sono più contagiosa!’
‘tenga la michetta. mi pagherà poi, ora addio’
‘Elena, mandi Chiara da noi, a giocare con Pik?’
‘ti ringrazio cara, io preferisco proprio non rischiare’
‘ma Pik è sanissimo e io ... non sono più contagiosa’
‘si si.. però ci sentiamo prossimamente, eh? in gamba’
‘Darrin, dammi un bacio, segno del tuo amore e..’
‘B, andiamo a dormire. anzi, io riposerò di là coi due’
‘ma…’
‘credimi è meglio così noi, io e loro, non ci ammaliamo’
‘ma.. io adesso ho solo un po’ di raffreddore, niente altro’
‘notte, notte… bambini, salutate la mamma, àndiamo via!’
Questa pandemia suina logora i nervi della popolazione e
rischia di minare anche l'equilibrio ai più savi, facendo leva
su paure ancestrali di morte e dolore. La verità è che tanto
lei gira vagabonda - e per scansarla si può fare ben poco:
forse è meglio beccarsela subito, come la Pepatencia
a inizio partita, e non pensarci più.
È più aderente un koala all’albero,
una cozza allo scoglio, una ventosa
al vetro o l’attack alle dita della mano?
pfui
Pik, quand’è malato, dà di lungo a tutti,
nell’ attaccarsi alla sua legittima genitrice.
per staccarlo non bastano bulini e scalpelli,
e a momenti neanche quattro trenini e dieci
playmobil nell’altra stanza. GASP.
‘mamma, io gioco con mio fratello
quando non ci sono Tommaso, Massi,
Viola e Otto, che poi sono i miei amici’
‘…’
‘anzi, sai cosa dico? che all’amico Otto,
domani, vorrei portare un diamantino’
‘…’
‘ce l’hai, un diamantino che posso dare
in regalo a Otto?’
Oggi, domenica, B ha appreso che:
1) agli occhi di Pik, suo fratello minore Pop
è proprio l’ultima ruota del carro.
2) Pik è un po’ innamorato dell’amico Otto.
3) Pik sa già perfettamente come si conquista
un uomo.
Ora, a casa Stevens, è tutta una discesa.
Caro Pik, se tu fossi un colore assomiglieresti
al blu dell’oceano, a tratti melanconico e profondo,
ad altri, vicino al riparo della costa, allegro, mosso,
limpido e spumoso.
E tu, Pop, se tu fossi un colore, saresti il giallo
e l’arancione: luminoso, autonomo, rivoluzionario.
Ma tu?! tu come sei, là dentro .. Michele Romeo
Ernesto Duccio Gianni Arturo Leone Nicola Mattia?
sei il verde dei prati, aperto e ottimista, oppure grigio
e tenebroso, o magari candido come la neve, o rosa,
turchese, o marrone, violetto o porpora o pistacchio?
qua la tua mamma, il tuo papà e i tuoi due fratelli
non vedono l’ora di conoscerti. dai vieni fuori,
tra un po’!!!!
(beh … ma mica prima di S.Ambrogio, eh)
E' passata una settimana esatta da quando Pik e Pop,
4 anni e 2, sono stati messi a dormire nella stessa stanza,
per liberare la camera che dovrà ospitare il terzo fratellino.
A priori gli Stevens credevano nell'utopia: secondo loro Pop,
dormiglione al limite della narcolessia, avrebbe contagiato Pik
- che di primo mattino è iperattivo ed ogni giorno alle 6.54 am,
da quando ha imparato a camminare, si presenta sull'attenti
al cospetto del talamo nuziale.
Sette giorni dopo gli ingenui abbandonano le vane speranze
realizzando che è accaduto esattamente l'opposto: due ombre,
non più una sola, alle 6.54 fanno alzabandiera ai piedi del lettone.
Tuttavia a parte questo piccolo trascurabile dettaglio, gli Stevens
sono soddisfatti dei rituali fratelleschi che i due hanno inventato
rendendosi autonomi ed inscindibilmente legati dalle 20.45
fino all’alba, per 10 ore filate.
1) prima di addormentarsi Pik racconta al fratello una storia.
il repertorio spazia dalla 'macchina pazza' al 'pompiere pazzo'
alla 'locomotiva pazza'. Pop apprezza parecchio.
2) nella notte s'infilano uno nel letto dell'altro e s'aggrovigliano
come tigri nella cuccia, rendendo superfluo l'utilizzo di coperte.
3) se Pop, durante il sonno, ha sete, Pik - oramai in modalità
"fratello maggiore-e-responsabile della truppa", va in cucina
e gli riempie d'acqua il biberon, porgendoglielo poi con
grazia estrema.
4) al mattino si svegliano in contemporanea e si coccolano
un po', prima di correre al lettone. Questo rito fa guadagnare
agli Stevens qualche prezioso secondo di sonno.
Decisamente due figli è meglio che uno solo. più riposante:
perchè è naturale, il più grande si prende cura del più piccolo.
Speriamo che anche il neonato entri, prima o poi, in codesto
circolo virtuoso..
'ma è magico...'
'ma è cattivissimo!'
'ma è bravo...'
'ma è matta!'
Illusionisti, leoni, giocolieri e acrobate del Ringling Circus,
alla squadra di teppe, son piaciuti assai. per 2 ore son stati
a bocca aperta, con gli occhi incantati, guardando per aria
i numeri dello spettacolo mentre B si scofanava rapace
tutti i loro pop corn.
A meno di due mesi dalla nascita del fratellino,
Pik attraversa un periodo complesso.
Di mattina non vuole andare alla scuola materna:
gradirebbe invece recarsi in redazione insieme a B,
come sostiene tra le lacrime. e di sera gira inquieto
per casa chiedendo ‘che cosa succederà quando
arriverà Lui”.
B cerca di rassicurarlo dicendo che il suo aiuto
sarà fondamentale, che diventerà il suo assistente
nonchè il capo di tre fratelli, ma Pik non se la beve:
annusa odor di sòla.
Come se Darrin gli avesse già rivelato che B,
nei primi mesi di vita dei suoi figli, diventa pazza,
concentrata sul compito totalizzante di distillare
un po’ di latte per sfamare la creatura.
Pop, per fortuna, al momento se ne strabatte,
invece. ha capito che tra poco ne arriva un altro
ma si limita ad un ‘la mamma resta tutta mia’ e
non si lascia scalfire da dubbi in merito.
Un figlio è molle come un budino, tutto il papà
- e l’altro invece, duro come la pietra, ha preso
dalla sua mamma.
... ehm .... o il contrario....
... SNIFF....
Pik e il suo amico Tommaso, nove anni in due,
formano una squadra rodata. ultimamente, poi,
tra loro hanno accettato anche Lorenz, fratello
minore di Tom, di anni tre.
Di solito, quando i fratelli Pug vengono a giocare
dagli Stevens, Pik si traveste da pirata, Tommaso
da vichingo e Lorenz da cow boy. a Pop, due anni,
ultima ruota del carro, ancora defilato dal gruppo,
rimane il casco da pompiere.
Oggi B li ha lasciati tutti e quattro in camera -
convinta che ciascuno, nei propri panni creativi,
avesse una sua dignitas assodata e riconosciuta.
Così non era, e B l’ha realizzato nel momento
in cui ha udito la seguente frase: ‘sgorbio, togliti
quell’elmo, che tanto tu sei solo il nostro schiavo’.
Pop, abitualmente duro e tutto d’un pezzo,
è corso da B con le lacrime che zampillavano
come fontane.
Branco crudele, tratta bene sto cucciolo d’uomo
o sego i talloni a tutti i tuoi pezzi.. pirati, vichinghi
e cow boys.
Di fronte a rimbrotti e rimproveri Pik frigna In ognuno dei tre casi B resta con un palmo
fingendo di essere vittima del Fato, Pop scrolla
le spalle e gira i tacchi cambiando stanza - e Tom
contrattacca mettendo l’interlocutore sotto scacco:
‘mamma B, se mi sgridi io mi agìììto tutto, quindi
piantala subito’.
di naso, incapace di reagire. Povere femmine.
domenica, ore 9.00 Ore 10 - I Felice, scappati dall’assedio dei parenti napoletani Ore 11,30 Ore 12,00 B, che fino a quel momento aveva sdrammatizzato, All’ospedale hanno diagnosticato un‘infiammazione
- Darrin si dilegua da casa: ‘B, lo sai, un week end
su quattro debbo lavorare in redazione.. tu te la cavi
noo? a dopo, in gamba! ’
- B, rimasta sola con le teppe, prova a organizzare
un gaudente ritrovo al parco con alcuni vecchi amici:
i Tam, tre figli maschi all’attivo, gli ex-dirimpettai attori
con il loro neonato Eduardo e i Fritti, con un teppista
in triciclo e un altro in panza.
- I Fritti arrivano raccontando una storia raccapricciante:
la loro anziana vicina di casa, in Viale Lombardia, è stata
misteriosamente presa a martellate in testa quella mattina,
sull’uscio di casa. la povera signora versa in gravissime
condizioni all’ospedale. I Fritti sono sotto shock.
da soli 5 giorni e rifugiatisi a Milano, arrivano ai giardini
con un’ospite inattesa: l’esuberante mamma di lei, donna
di spettacolo, che la sera prima aveva fatto un’improvvisata
ai due fuggiaschi. pare sia arrivata in treno direttamente da
Napoli alle 21.30 e che al citofono abbia urlato “sorpresa!”,
al genero allibito. La signora è arrivata con il materasso
a casa loro senza rendere noto quanto intende
soggiornarvi. I Felice sono sotto shock.
- I Tam arrivano con più di un’ora di ritardo. nell’ordine
uno dei tre figli ha vomitato, l’altro ha fatto pipì addosso
e la loro auto ha sparato fumo dal parabrezza: la batteria
ha fatto harakiri. I Tam sono sotto shock.
Fritti, Tam, Felici, B+due stanno decidendo dove andare
a mangiar qualcosa: panini e pic nic? .. o pizzeria? quando
Pik, serafico fino a quel momento, ha cominciato ad ululare
come un cantante d’operetta gettandosi ai piedi della madre
e supplicandola d’accasciarsi insieme a lui sulla panchina
del parco.
Da lì non ha voluto schiodarsi fino alle 13. Quando
gli amici hanno iniziato a sparpagliarsi in giro, coi tappi
in preda ai morsi della fame, la situazione è degenerata.
B, rimasta da sola sulla panchina dei giardini ormai vuoti,
aveva Pik che le guaiva sulle gambe e Pop dall’altro lato
che urlava ‘fame’ ‘andiamo casa’ ‘lasciamolo qua’.
ha cominciato a guardarsi intorno inquieta. ha chiamato
Darrin, che in questi casi si agita come un burattino pazzo.
Dopo quattordici minuti l’uomo appariva ai giardini correndo,
con gli occhi di chi ha visto un fantasma, il fiatone e il volto
da medico di E.R.
‘Ritengo opportuno portare il paziente al PS’
‘… ehm .... PS ...?’
‘Pronto Soccorso. mi pare il minimo. è pallido’
‘ma dai, sarà un po’ di torcicollo.. una puntura d’ape..’
al nervo uditivo’, alias principio di otite, da scongiurare
con gocce e suppostoni. gli Stevens sono sotto shock.
Ah, cabala infìda cabala...
Negli ultimi tempi B si aggirava per casa
come un’anima inquieta: scrutava gli angoli,
misurava mobili e mensole, contava i passi
che separano una stanza dall’altra.
Poi, finalmente, è esplosa. è volata all’Ikea,
ha contattato il falegname, s'è agitata come
una ballerina di can can per riordinare tutto.
Nella camera verde di Pik, dove tra poco finirà
anche Pop, è apparso un letto nuovo e gli armadi
sono magicamente stati divisi in ‘sezioni’. i giochi
sono infilati in contenitori Trofast dipinti a pazzo.
la gatta è stata messa nello sgabuzzo.
nella camera azzurra che ospiterà il neonato,
invece, sono comparsi una culla, un cassettone
e una scrivania per quando il piccolo comincerà
a vergar disegni.
‘meglio portarsi avanti’, dice B.
‘diavolerie’, ribatte Darrin.
‘sindrome del nido’, replica B.
‘pfui’, conclude Darrin.
In questa fase Pik è super mammone;
B, del resto, da sempre è super Pikkaiola,
in una corrispondenza d'amorosi sensi che
lascia ‘fuori' Darrin, Pop, e persino il terzo
che risiede ancora in panza.
Inutile negarlo: Pik, da quando è nato,
è il cocco di mammà -così come Pop è
cocco del papà, per una imperscrutabile
alchimia di fattori. è una cosa viscerale
e non razionalizzabile.
L’affetto che lega alla progenie è infinito,
sarebbe sciocco misurarlo. e tuttavia, forse,
una cosa si può dire: che ai figli si vuol bene
uguale, ma diverso. come ai propri genitori.
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“mamma, tu non mi vieni mai a prendere a scuola”
“Pik, dai, non è vero ... io appena posso vengo..”
“le altre mamme ci sono sempre, all’uscita. tu no”
“ehm, tesoro.. ”
Pik, diciamocelo tondo: la mamma è un verme schifo.
lei, tapina, vorrebbe stare di più, con te, ma non riesce.
non esistono giornalisti che alle 17.00 tagliano la corda
e salutano i colleghi nel mezzo del pantano.
che me ne importa, dirai tu. a volte se lo dice pure lei:
che me ne importa dello stipendio e che me ne importa
della gratificazione da lavoro. se bisogna scegliere tutto
o niente allora meglio niente: almeno s’arriva in tempo
per l’uscita dalla scuola.
Poi però non ce la fa a lasciar perdere, a smettere
di lavorare. per bisogno, per egoismo o per desiderio
di ascoltare ancora quella parte di sé che per 32 anni
non è stata mamma e ha ancora una insopprimibile
voglia di raccontare storie, possibilmente ‘adulte’,
almeno in una fetta di giornata.
Insomma, nessuno riesce ad inventare
un progetto editoriale credibile ed appagante
ma che impegni le redattrici con giovane prole
'solo' cinque o sei ore al giorno?
Altrimenti la scelta ci mette veramente a dura prova:
o essere mamme divise a pezzi, manchevoli per forza,
o accantonare quel che siamo state ‘prima’ e rinunciare
a quello che sognavamo di diventare 'dopo', da grandi..
E non è mica giusto.
“mamma, ma io cosa faccio quando nasce il fratellino?” “ehm, mi aiuterai a cambiarlo, a dargli il latte, a calmarlo...”
Meglio blandirlo, l’aiutante-tappo, e prepararlo bene all’idea:
“...”
“tu sarai importantissimo, Pik.. sarai il capo di tre fratelli”
dovrà rimboccarsi le maniche a dicembre, quando il numero
tre verrà fuori dalla panza.
“B, Pop va sempre in giro così …”
“.... così ....?”
“... coi vestiti tutti grandi, poverino ...”
Darrin, tu non vedi. nostro figlio Pop
ha un grave problema di taglia: i calzoni
che Pik indossava a tre anni gli van larghi,
quelli che metteva a due gli fanno un baffo:
cosce e chiappe gli esplodono dentro.
del resto, scusa: mica vorrai che gli compri
dei vestiti nuovi apposta, no?
- Povero Pop -
“ohh finalmente oggi sono contento”
“bene Pik - ma che succede, di grazia?”
“ritorna a Milano il mio amico Tommaso”
Da giorni Pik aspetta che il suo alter ego,
vicino di casa e compagno favorito di giochi,
rientri dalle sue lunghissime vacanze estive.
E' certo: lui passerà il week end a far la posta
a Tommaso - e gli Stevens a fare la posta a lui.
‘mio fratello non capisce niente’
‘…’
‘... però teniamolo lo stesso, mamma’
Per ora Pop non finirà nel bidone dell’immondizia.
Grazie della rassicurazione e della bontà dimostrata,
Pik.
Lunedì, ore 14. fanciullia panzuta coi capelli al vento
approdava al Lido di Venezia e si infilava in una spirale
di film, interviste e conferenze che l'avrebbe inghiottita
per due giorni di fila, dall'alba a notte fonda.
Umore della fanciulla, sgarzolina ed eccitata:
tremiliardicinquecento.
Mercoledì, ore 17: la fanciulla si imbarca sul vaporetto
diretto in stazione e balza sopra al treno che la riporterà
alla sua casa di Milano. un languido sguardo alla laguna,
un impercettibile sorriso sulle labbra.
Umore della fanciulla, nostalgica e melassosa:
tremiliardicinquecentoeuno.
La felicità di rivedere Pik, Pop e Darrin dopo tre giorni
di vita senza-famiglia supera quella di incontrare la Buy,
Clooney, Chavez e Scamarcio. Imbarazzante, veramente
imbarazzante.
Atene, Santorini, Naxos, Skinoussa e Iraklia:
il viaggio degli Stevens è stato un progressivo,
randagio allontanamento dalla civiltà.
Alla fine 4 selvaggi - mezzi nudi, anguicriniti
e con gli zaini ricolmi di pomodori da sbranare
per pranzo si aggiravano per le piccole Cicladi.
sul loro volto il sorriso ebete assuefatto ai ritmi
lenti del posto e fuso con le distese di sabbia,
i tramonti infuocati, l'ombra degli ulivi.
Ora, dopo due settimane, i quattro tornano
al Bel Paese.
Lavoro, gente che sgomita, clacson impazziti e
tutto quello che loro stessi, normalmente, chiamano
'felicità e benessere' da qui sembra uno spauracchio
da rifuggire come la peste - eppure, com'è che poi,
quando uno ci si trova in mezzo, quasi manco
se ne accorge?![]()
Gli Stevens sono partiti entusiasti di passare "finalmente giocheremo con loro tutto il tempo, Quasi speravano che le teppe non trovassero Dopo 10 giorni in un'isoletta sperduta nell'Egeo B inizia a cercare un paio di scacciamosche Anche perchè Darrin, smagrito e abbronzato,
due settimane 24 ore su 24 con i loro bambini.
durante l'anno tra scuola e lavoro è così difficile
trovare il filo..."
"si, e benissimo anche essere da soli in vacanza
quest'anno, no? cosi saremo noi e loro, loro e noi",
si dicevano con occhi sognanti prima di partire.
coetanei, in vacanza - per goderseli tutti, al 100%.
dove il 98% della popolazione ha più di 60 anni e
il resto parla solo greco, le teppe stanno attaccate
come cozze ai genitori, tutto il tempo: in spiaggia,
dentro al mare, a tavola - e pure di notte, visto
che il bungalow è di dimensioni microbe.
per levarseli di torno, almeno qualche minuto.
le piace come George Clooney e lei agognerebbe
a qualche intimo momento di gloria rovente con lui.
così, tanto per gradire.
"Mamma, oggi ho una fame che mi mangio L'insiemistica, a 4 anni, è un concetto relativo.
mezzo cinghiale intero"
Dicono che dio li fa e poi li accoppia, ma Sotto cime apparentemente simili I due partono entrambi con zaini essenziali, B si ferma. gode, contempla, sfoglia il giornale, Ieri, dopo 72 ore di viaggio rocambolesco tra nave, Si sono istallati al campeggio di un'isoletta sperduta Seduti su un muretto -loro due, le teppe e la panza- Si risvegliava bruscamente solo quando, in un soffio, e cosa vuoi fare, Darrin? campeggio spiaggia mare "Pensavo di affittare una macchina o due quod e girare Un lampo di terrore ha attraversato gli occhi di B,
sarebbe illuminante capire con quale criterio.
Nel caso degli Stevens, per esempio, devono
averlo confuso alcune affinità di forma,
come l'amore per i viaggi.
ci sono montagne totalmente diverse,
infatti.
gambe in spalla, all'avventura. eppure, appena
trovano un posto meraviglioso – in questo caso
una lunga spiaggia con folate di vento fresco,
natura e tramonti di fuoco, ecco che subito
spuntano assolute divergenze.
gioca con secchielli e palette, atterra in spiaggia
come una balena appagata.
Darrin pure, ma non perde una certa inquietudine
di fondo: per cui gode, sì, ma già pensa alla mossa
successiva. come dovesse trovare l'oro nel Klondike
o fosse stato morso da una tarantola.
aeroporti, scali ed attese, gli Stevens sono approdati
in Grecia, dove ormai non speravano più di riuscire
ad arrivare.
nell'Egeo e finalmente si sono stesi, quieti, in spiaggia,
tutto il giorno, fino al tramonto.
sorseggiando birra Mytos e guardando l'enorme palla
rossa che sprofondava giù nel mare, B raggiungeva
la pace dei sensi.
udiva Darrin bisbigliare: "fantastico davvero fantastico.
sono felice, cara famiglia. ma domani cosa facciamo?"
sole souvlaki riposo anche domani, domani l'altro, e
per tutta la vacanza, con ritmi rassicuranti e teporosi ,
sempre uguali a loro stessi... no?
dappertutto, cosa ne dici? poi magari nei prossimi giorni
possiamo anche cambiare isola"
Pik e Pop; pure il piccolino nella panza è sobbalzato.
qualcuno ci salvi da questo pazzo.