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Sono una mezza strega,
una sbalestrata giornalista,
una mamma che ha sul gobbo
'quasiquasi' tre canaglie.
Con un colpo di reni, a volte,
balzo in sella ad una bici magica,
volo in caccia del tempo perduto,
riacciuffo le passioni di sempre:
il cinema e le esplorazioni.
Se sono troppo stanca
per uscire o fare incantesimi,
mi siedo davanti al computer
e incomincio a scrivere.
Ehm, piacere, sono B.
B Stevens...
elisandreli@libero.it
yetbutaname in LUI VISTO DA LEI
BStevens in LUI VISTO DA LEI
BStevens in MA CHE FREDDO FA
BStevens in LETARGO-BULIMIA-FREG...
utente anonimo in LUI VISTO DA LEI
BStevens in LILO FOREVER
BStevens in SARAI VERDE?
BStevens in UN DIAMANTINO PER TE
BStevens in TANTE MONACHE DI MON...
BStevens in TRIVIAL PURSUIT
altea e felice
amica chiap
amica clo
amica dalì
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amica nic
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amica old cow
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amica zi
angelo custode
antonio piffero
bruzzi
burns - il dirimpettaio
capa dei capi
chammi
collega carla
collega paola
darrin - fidanzato di b
emiles
fate ignoranti
fratello di b
gatto rocco gatta scheggia
ghost passenger
giannic
livia scarpe-a-punta
luca il tatuato
maestra pauline -scuola materna
maestra robi - ex nido pik
mamma di b
nonna di b
numero tre
omega
papĂ di b
parrucchiere sam
pediatra estivill
pik il tappo -figlio uno
polvere di stelle
pop-pante - figlio due
prof
swap party
tommaso- amico di pik
zio di b
ALEM!
arguzia
babyccino
duch
entina
EXPECTING
fairy-tails
ganja
giffa
giogio
imperfetta
italianmom
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julia
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visitato *loading* volte
Caro Pik, se tu fossi un colore assomiglieresti
al blu dell’oceano, a tratti melanconico e profondo,
ad altri, vicino al riparo della costa, allegro, mosso,
limpido e spumoso.
E tu, Pop, se tu fossi un colore, saresti il giallo
e l’arancione: luminoso, autonomo, rivoluzionario.
Ma tu?! tu come sei, là dentro .. Michele Romeo
Ernesto Duccio Gianni Arturo Leone Nicola Mattia?
sei il verde dei prati, aperto e ottimista, oppure grigio
e tenebroso, o magari candido come la neve, o rosa,
turchese, o marrone, violetto o porpora o pistacchio?
qua la tua mamma, il tuo papà e i tuoi due fratelli
non vedono l’ora di conoscerti. dai vieni fuori,
tra un po’!!!!
(beh … ma mica prima di S.Ambrogio, eh)
E' passata una settimana esatta da quando Pik e Pop,
4 anni e 2, sono stati messi a dormire nella stessa stanza,
per liberare la camera che dovrà ospitare il terzo fratellino.
A priori gli Stevens credevano nell'utopia: secondo loro Pop,
dormiglione al limite della narcolessia, avrebbe contagiato Pik
- che di primo mattino è iperattivo ed ogni giorno alle 6.54 am,
da quando ha imparato a camminare, si presenta sull'attenti
al cospetto del talamo nuziale.
Sette giorni dopo gli ingenui abbandonano le vane speranze
realizzando che è accaduto esattamente l'opposto: due ombre,
non più una sola, alle 6.54 fanno alzabandiera ai piedi del lettone.
Tuttavia a parte questo piccolo trascurabile dettaglio, gli Stevens
sono soddisfatti dei rituali fratelleschi che i due hanno inventato
rendendosi autonomi ed inscindibilmente legati dalle 20.45
fino all’alba, per 10 ore filate.
1) prima di addormentarsi Pik racconta al fratello una storia.
il repertorio spazia dalla 'macchina pazza' al 'pompiere pazzo'
alla 'locomotiva pazza'. Pop apprezza parecchio.
2) nella notte s'infilano uno nel letto dell'altro e s'aggrovigliano
come tigri nella cuccia, rendendo superfluo l'utilizzo di coperte.
3) se Pop, durante il sonno, ha sete, Pik - oramai in modalità
"fratello maggiore-e-responsabile della truppa", va in cucina
e gli riempie d'acqua il biberon, porgendoglielo poi con
grazia estrema.
4) al mattino si svegliano in contemporanea e si coccolano
un po', prima di correre al lettone. Questo rito fa guadagnare
agli Stevens qualche prezioso secondo di sonno.
Decisamente due figli è meglio che uno solo. più riposante:
perchè è naturale, il più grande si prende cura del più piccolo.
Speriamo che anche il neonato entri, prima o poi, in codesto
circolo virtuoso..
Gli Stevens credevano che Pop avesse afferrato,
finalmente, il banale concetto: l’idea che tra poco,
in casa, ci sarà un nuovo poppante.
Invece lui cova, in segreto, una teoria alternativa e
alquanto bizzarra che oggi, al nido, s'è fatto sfuggire.
‘dentro la pancia della mia mamma c’è una bicicletta’,
ha rivelato infatti alle incredule maestre.
Ora: qualunque cosa sia, Pop, si muove,
ha gli occhi e succhia dal cordone ombelicale.
Io non intendo certo sottovalutare le tue intuizioni:
tuttavia sono piuttosto convinta che sia un essere
di genere umano, quello che da 8 mesi si agita
nella mia pancia.
SPERE'M.
A meno di due mesi dalla nascita del fratellino,
Pik attraversa un periodo complesso.
Di mattina non vuole andare alla scuola materna:
gradirebbe invece recarsi in redazione insieme a B,
come sostiene tra le lacrime. e di sera gira inquieto
per casa chiedendo ‘che cosa succederà quando
arriverà Lui”.
B cerca di rassicurarlo dicendo che il suo aiuto
sarà fondamentale, che diventerà il suo assistente
nonchè il capo di tre fratelli, ma Pik non se la beve:
annusa odor di sòla.
Come se Darrin gli avesse già rivelato che B,
nei primi mesi di vita dei suoi figli, diventa pazza,
concentrata sul compito totalizzante di distillare
un po’ di latte per sfamare la creatura.
Pop, per fortuna, al momento se ne strabatte,
invece. ha capito che tra poco ne arriva un altro
ma si limita ad un ‘la mamma resta tutta mia’ e
non si lascia scalfire da dubbi in merito.
Un figlio è molle come un budino, tutto il papà
- e l’altro invece, duro come la pietra, ha preso
dalla sua mamma.
... ehm .... o il contrario....
... SNIFF....
Pik e il suo amico Tommaso, nove anni in due,
formano una squadra rodata. ultimamente, poi,
tra loro hanno accettato anche Lorenz, fratello
minore di Tom, di anni tre.
Di solito, quando i fratelli Pug vengono a giocare
dagli Stevens, Pik si traveste da pirata, Tommaso
da vichingo e Lorenz da cow boy. a Pop, due anni,
ultima ruota del carro, ancora defilato dal gruppo,
rimane il casco da pompiere.
Oggi B li ha lasciati tutti e quattro in camera -
convinta che ciascuno, nei propri panni creativi,
avesse una sua dignitas assodata e riconosciuta.
Così non era, e B l’ha realizzato nel momento
in cui ha udito la seguente frase: ‘sgorbio, togliti
quell’elmo, che tanto tu sei solo il nostro schiavo’.
Pop, abitualmente duro e tutto d’un pezzo,
è corso da B con le lacrime che zampillavano
come fontane.
Branco crudele, tratta bene sto cucciolo d’uomo
o sego i talloni a tutti i tuoi pezzi.. pirati, vichinghi
e cow boys.
Di fronte a rimbrotti e rimproveri Pik frigna In ognuno dei tre casi B resta con un palmo
fingendo di essere vittima del Fato, Pop scrolla
le spalle e gira i tacchi cambiando stanza - e Tom
contrattacca mettendo l’interlocutore sotto scacco:
‘mamma B, se mi sgridi io mi agìììto tutto, quindi
piantala subito’.
di naso, incapace di reagire. Povere femmine.
domenica, ore 9.00 Ore 10 - I Felice, scappati dall’assedio dei parenti napoletani Ore 11,30 Ore 12,00 B, che fino a quel momento aveva sdrammatizzato, All’ospedale hanno diagnosticato un‘infiammazione
- Darrin si dilegua da casa: ‘B, lo sai, un week end
su quattro debbo lavorare in redazione.. tu te la cavi
noo? a dopo, in gamba! ’
- B, rimasta sola con le teppe, prova a organizzare
un gaudente ritrovo al parco con alcuni vecchi amici:
i Tam, tre figli maschi all’attivo, gli ex-dirimpettai attori
con il loro neonato Eduardo e i Fritti, con un teppista
in triciclo e un altro in panza.
- I Fritti arrivano raccontando una storia raccapricciante:
la loro anziana vicina di casa, in Viale Lombardia, è stata
misteriosamente presa a martellate in testa quella mattina,
sull’uscio di casa. la povera signora versa in gravissime
condizioni all’ospedale. I Fritti sono sotto shock.
da soli 5 giorni e rifugiatisi a Milano, arrivano ai giardini
con un’ospite inattesa: l’esuberante mamma di lei, donna
di spettacolo, che la sera prima aveva fatto un’improvvisata
ai due fuggiaschi. pare sia arrivata in treno direttamente da
Napoli alle 21.30 e che al citofono abbia urlato “sorpresa!”,
al genero allibito. La signora è arrivata con il materasso
a casa loro senza rendere noto quanto intende
soggiornarvi. I Felice sono sotto shock.
- I Tam arrivano con più di un’ora di ritardo. nell’ordine
uno dei tre figli ha vomitato, l’altro ha fatto pipì addosso
e la loro auto ha sparato fumo dal parabrezza: la batteria
ha fatto harakiri. I Tam sono sotto shock.
Fritti, Tam, Felici, B+due stanno decidendo dove andare
a mangiar qualcosa: panini e pic nic? .. o pizzeria? quando
Pik, serafico fino a quel momento, ha cominciato ad ululare
come un cantante d’operetta gettandosi ai piedi della madre
e supplicandola d’accasciarsi insieme a lui sulla panchina
del parco.
Da lì non ha voluto schiodarsi fino alle 13. Quando
gli amici hanno iniziato a sparpagliarsi in giro, coi tappi
in preda ai morsi della fame, la situazione è degenerata.
B, rimasta da sola sulla panchina dei giardini ormai vuoti,
aveva Pik che le guaiva sulle gambe e Pop dall’altro lato
che urlava ‘fame’ ‘andiamo casa’ ‘lasciamolo qua’.
ha cominciato a guardarsi intorno inquieta. ha chiamato
Darrin, che in questi casi si agita come un burattino pazzo.
Dopo quattordici minuti l’uomo appariva ai giardini correndo,
con gli occhi di chi ha visto un fantasma, il fiatone e il volto
da medico di E.R.
‘Ritengo opportuno portare il paziente al PS’
‘… ehm .... PS ...?’
‘Pronto Soccorso. mi pare il minimo. è pallido’
‘ma dai, sarà un po’ di torcicollo.. una puntura d’ape..’
al nervo uditivo’, alias principio di otite, da scongiurare
con gocce e suppostoni. gli Stevens sono sotto shock.
Ah, cabala infìda cabala...
Negli ultimi tempi B si aggirava per casa
come un’anima inquieta: scrutava gli angoli,
misurava mobili e mensole, contava i passi
che separano una stanza dall’altra.
Poi, finalmente, è esplosa. è volata all’Ikea,
ha contattato il falegname, s'è agitata come
una ballerina di can can per riordinare tutto.
Nella camera verde di Pik, dove tra poco finirà
anche Pop, è apparso un letto nuovo e gli armadi
sono magicamente stati divisi in ‘sezioni’. i giochi
sono infilati in contenitori Trofast dipinti a pazzo.
la gatta è stata messa nello sgabuzzo.
nella camera azzurra che ospiterà il neonato,
invece, sono comparsi una culla, un cassettone
e una scrivania per quando il piccolo comincerà
a vergar disegni.
‘meglio portarsi avanti’, dice B.
‘diavolerie’, ribatte Darrin.
‘sindrome del nido’, replica B.
‘pfui’, conclude Darrin.
Di fronte ad un flop ci sono due strade: Qualche tempo fa Pop aveva cassato senza pietà Nei giorni che son seguiti B ha elaborato l’insuccesso Con “la sirena della polizia suona, niiii-noooo”, Tuttavia, di qui al trionfo, manca ancora parecchia strada.
abbattersi e guardare altrove o incaponirsi,
affilare le armi e ritentare.
le ambizioni canore di B - che nel metterlo a dormire,
una sera, gli aveva amorevolmente dedicato ‘perdono
perdono’ di Caterina Caselli. le era arrivata addosso
una foca di pelouche ed era stata frastornata
dagli strilli atterrìti dell’ingrato.
e deciso una nuova strategia. ‘perle ai porci’, ha pensato,
‘qui ci vuole un repertorio grezzo ed elementare, altrochè’:
e ha inventato canzoni che consistono in una sola strofa,
dai contenuti peraltro discutibili, ripetuta all’infinito.
“il tamburo la tromba il piffero, ciao ciao zu-zuu” e
“il mostro vien di notte, noi lo cacciamo via- ia –ia”,
B ha decisamente più successo.
A volte un uomo può farti perdere la testa
in meno di 48 ore: anche se è nano, pingue
e quasi analfabeta.
Basta isolarsi insieme a lui dal resto del mondo
e passare tempo téte a téte, dedicati l’uno all’altra.
basta osservarlo mentre gioca coi trenini, tira goffo
il pallone o ride urlando ”guàdddddddddda!”, soltanto
perché il gatto è balzato d’improvviso sul davanzale
- per finire completamente stregati da lui.
Da questo biondino nato per secondo con lo spirito
free-lance, autonomo e indipendente, che non chiede
quasi mai niente, dorme tanto e si alza di buon umore.
da questo biondino chiatto abituato a non crear grane,
a difendersi da solo, a sgomitare per avere un posto.
Da questo biondino che sta crescendo in fretta,
che presto diventerà ‘fratello di mezzo’ e che va
preso per mano, qualche volta, e portato di peso
dentro la famiglia, al fianco della mamma.
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In questa fase Pik è super mammone;
B, del resto, da sempre è super Pikkaiola,
in una corrispondenza d'amorosi sensi che
lascia ‘fuori' Darrin, Pop, e persino il terzo
che risiede ancora in panza.
Inutile negarlo: Pik, da quando è nato,
è il cocco di mammà -così come Pop è
cocco del papà, per una imperscrutabile
alchimia di fattori. è una cosa viscerale
e non razionalizzabile.
L’affetto che lega alla progenie è infinito,
sarebbe sciocco misurarlo. e tuttavia, forse,
una cosa si può dire: che ai figli si vuol bene
uguale, ma diverso. come ai propri genitori.
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“B, Pop va sempre in giro così …”
“.... così ....?”
“... coi vestiti tutti grandi, poverino ...”
Darrin, tu non vedi. nostro figlio Pop
ha un grave problema di taglia: i calzoni
che Pik indossava a tre anni gli van larghi,
quelli che metteva a due gli fanno un baffo:
cosce e chiappe gli esplodono dentro.
del resto, scusa: mica vorrai che gli compri
dei vestiti nuovi apposta, no?
- Povero Pop -
Ogni sera, a una cert’ora, B sussurra a Pop
magiche parole della buonanotte per metterlo
a nanna. Il rito dura pochi minuti: i due tubano
e gorgheggiano al buio prima di dirsi addio.
Oggi però, nel pomeriggio, B ha iniziato a sentirsi
Caterina Caselli e all’ imbrunire quella temibile vena
canora non si era ancora sfogata. all’ora “x” ha preso
Pop, l’ha portato camera da letto e ha spento la luce.
poi, a tradimento, ha intonato la seguente melodia:
perdonoperdonoperdooono/ /io soffro più ancora
di teeeee…
Pop, uomo di poche parole ma di gesti significativi,
ha preso la sua foca di pelouche e nel buio l’ha tirata
addosso a B, cominciando subito dopo a singhiozzare:
note e stecche non devono essergli piaciute granchè.
mai più canzoni con lui, giuro.
però scusa, i figli dovrebbero incoraggiare le madri
nel perseguimento delle loro -pur discutibili- ambizioni.
Primo giorno di reinserimento di Pop al nido:
il bambino si strappa le vesti e piange disperato,
al momento di salutare la legittima madre sull’uscio.
Secondo giorno di reinserimento di Pop al nido:
il bambino si strappa le vesti e piange disperato,
al momento di salutare la legittima madre sull’uscio.
Terzo giorno di reinserimento di Pop al nido:
il bambino si toglie le scarpe già nel corridoio
e corre a giocare coi suoi amici vecchi e nuovi.
B lo raggiunge per dargli un affettuoso buffetto
ma lui, disinvolto e scostante, le fa capire che
c’è un tempo per ogni cosa: e quello non è
il momento per le svenevolezze.
‘io scuola, mamma va via’, sentenzia
tracciando un confine netto tra due mondi:
il suo e quello materno.
B fila col capo chino e la coda tra le zampe:
Pop, come quasi ogni uomo, di mezze misure
non ne ha. sic.
‘mio fratello non capisce niente’
‘…’
‘... però teniamolo lo stesso, mamma’
Per ora Pop non finirà nel bidone dell’immondizia.
Grazie della rassicurazione e della bontà dimostrata,
Pik.
Lunedì, ore 14. fanciullia panzuta coi capelli al vento
approdava al Lido di Venezia e si infilava in una spirale
di film, interviste e conferenze che l'avrebbe inghiottita
per due giorni di fila, dall'alba a notte fonda.
Umore della fanciulla, sgarzolina ed eccitata:
tremiliardicinquecento.
Mercoledì, ore 17: la fanciulla si imbarca sul vaporetto
diretto in stazione e balza sopra al treno che la riporterà
alla sua casa di Milano. un languido sguardo alla laguna,
un impercettibile sorriso sulle labbra.
Umore della fanciulla, nostalgica e melassosa:
tremiliardicinquecentoeuno.
La felicità di rivedere Pik, Pop e Darrin dopo tre giorni
di vita senza-famiglia supera quella di incontrare la Buy,
Clooney, Chavez e Scamarcio. Imbarazzante, veramente
imbarazzante.
Atene, Santorini, Naxos, Skinoussa e Iraklia:
il viaggio degli Stevens è stato un progressivo,
randagio allontanamento dalla civiltà.
Alla fine 4 selvaggi - mezzi nudi, anguicriniti
e con gli zaini ricolmi di pomodori da sbranare
per pranzo si aggiravano per le piccole Cicladi.
sul loro volto il sorriso ebete assuefatto ai ritmi
lenti del posto e fuso con le distese di sabbia,
i tramonti infuocati, l'ombra degli ulivi.
Ora, dopo due settimane, i quattro tornano
al Bel Paese.
Lavoro, gente che sgomita, clacson impazziti e
tutto quello che loro stessi, normalmente, chiamano
'felicità e benessere' da qui sembra uno spauracchio
da rifuggire come la peste - eppure, com'è che poi,
quando uno ci si trova in mezzo, quasi manco
se ne accorge?![]()
Pop è un bambino delizioso. tuttavia, per ora, 1- Gli Stevens stanno cercando di fargli capire Si è stesa per terra, di profilo, ha tracciato 2- Alla banale domanda "come ti chiami?" il duenne Oppure ci prende tutti pù cùlu.
non sembra particolarmente sagace. due esempi
confermano il Fatto:
che tra qualche mese nascerà un fratellino. dato
che le spiegazioni verbali non sortiscono effetto
B ha deciso di provare con le arti figurative,
come facevano gli antichi Camuni.
il confine della sua pancia, si è messa a sedere
e guardando Pop fisso negli occhi ci ha disegnato
dentro un poppante. "Pop! vedi? comprendi? qua,
nella pancia della mamma, c'è un bambino...!".
Lui non ha dato segno di emozionarsi. s'è alzato
lentamente, è andato a prendere la sua bambola
e con aria fintamente sagace ha suggerito: "boh,
mettici dentro anche questa!".
evidentemente non ci ha capito una sverza.
risponde "bene". a chi incalza chiedendo "quanti anni
hai?", lui replica "bene". e a chi gli chiede "come stai?"
risponde "Giacomo". E' la connessione tra neuroni,
che manca.
Gli Stevens sono partiti entusiasti di passare "finalmente giocheremo con loro tutto il tempo, Quasi speravano che le teppe non trovassero Dopo 10 giorni in un'isoletta sperduta nell'Egeo B inizia a cercare un paio di scacciamosche Anche perchè Darrin, smagrito e abbronzato,
due settimane 24 ore su 24 con i loro bambini.
durante l'anno tra scuola e lavoro è così difficile
trovare il filo..."
"si, e benissimo anche essere da soli in vacanza
quest'anno, no? cosi saremo noi e loro, loro e noi",
si dicevano con occhi sognanti prima di partire.
coetanei, in vacanza - per goderseli tutti, al 100%.
dove il 98% della popolazione ha più di 60 anni e
il resto parla solo greco, le teppe stanno attaccate
come cozze ai genitori, tutto il tempo: in spiaggia,
dentro al mare, a tavola - e pure di notte, visto
che il bungalow è di dimensioni microbe.
per levarseli di torno, almeno qualche minuto.
le piace come George Clooney e lei agognerebbe
a qualche intimo momento di gloria rovente con lui.
così, tanto per gradire.
Dicono che dio li fa e poi li accoppia, ma Sotto cime apparentemente simili I due partono entrambi con zaini essenziali, B si ferma. gode, contempla, sfoglia il giornale, Ieri, dopo 72 ore di viaggio rocambolesco tra nave, Si sono istallati al campeggio di un'isoletta sperduta Seduti su un muretto -loro due, le teppe e la panza- Si risvegliava bruscamente solo quando, in un soffio, e cosa vuoi fare, Darrin? campeggio spiaggia mare "Pensavo di affittare una macchina o due quod e girare Un lampo di terrore ha attraversato gli occhi di B,
sarebbe illuminante capire con quale criterio.
Nel caso degli Stevens, per esempio, devono
averlo confuso alcune affinità di forma,
come l'amore per i viaggi.
ci sono montagne totalmente diverse,
infatti.
gambe in spalla, all'avventura. eppure, appena
trovano un posto meraviglioso – in questo caso
una lunga spiaggia con folate di vento fresco,
natura e tramonti di fuoco, ecco che subito
spuntano assolute divergenze.
gioca con secchielli e palette, atterra in spiaggia
come una balena appagata.
Darrin pure, ma non perde una certa inquietudine
di fondo: per cui gode, sì, ma già pensa alla mossa
successiva. come dovesse trovare l'oro nel Klondike
o fosse stato morso da una tarantola.
aeroporti, scali ed attese, gli Stevens sono approdati
in Grecia, dove ormai non speravano più di riuscire
ad arrivare.
nell'Egeo e finalmente si sono stesi, quieti, in spiaggia,
tutto il giorno, fino al tramonto.
sorseggiando birra Mytos e guardando l'enorme palla
rossa che sprofondava giù nel mare, B raggiungeva
la pace dei sensi.
udiva Darrin bisbigliare: "fantastico davvero fantastico.
sono felice, cara famiglia. ma domani cosa facciamo?"
sole souvlaki riposo anche domani, domani l'altro, e
per tutta la vacanza, con ritmi rassicuranti e teporosi ,
sempre uguali a loro stessi... no?
dappertutto, cosa ne dici? poi magari nei prossimi giorni
possiamo anche cambiare isola"
Pik e Pop; pure il piccolino nella panza è sobbalzato.
qualcuno ci salvi da questo pazzo.
Essere al mare con due teppe e un pancione
può essere una fatica immane, una fatica media
o una fatica risibile: dipende da come la si prende.
‘niente gelato, solo uno al giorno, anche d’estate’
‘non schizzare, non saltare sugli asciugamani altrui’
‘non tirare la sabbia e non andare laggiù sugli scogli’
‘adesso andiamo a casa per pranzo che c’è l’arrosto’
‘aspetta tre ore per fare il bagno, la digestioneeeee!’
‘guai a catturare i granchi vivi, guai! scherziamo?’
Di queste frasi, solo una viene pronunziata da B.
per il resto, le teppe sono ormai scugnizzi primitivi
e selvaggi che si tuffano continuamente nelle onde,
corrono su e giù per la spiaggia dall’alba al tramonto
e si nutrono, mezzi nudi, di toast e di gelati. soltanto
di sera riacquistano parvenza di bambini ‘normali’.
In questo modo B, dopo due settimane al mare,
è fresca e riposata quasi come una rosa di maggio.
in compenso la spiaggia inizia a domandarsi quando
questo terzetto di pazzi abbandonerà Sestri Levante
lasciando il paese alla sua pace e alla sua quiete.
Non che ne abbia molti, di vizi culinari. Se si spara un metro cubo di focaccia
Se si compra uno stecco nero al fondente
E ancora: se al bar sulla spiaggia, per pranzo,
Di solito B, per non provocare discussioni,
Eh, ma non è mica giusto. Oggi, una tantum,
Probabilmente sarà gelato e ghiaccioli per tutti,
ma ora che è controllata a vista, manco
uno gliene è concesso.
alle 10 del mattino insorge Pik: ‘mamma,
anche io lo voglio. ma non mi avevi detto
che si mangia solo a colazione pranzo
e cena?’
sopraggiunge Pop: ‘anche io voj !’ perbacco.
ti fa male sta roba, contiene del fetuso caffè.
si ordina toast farcito con acciughe e coca cola,
i due tappi colludono e non perdonano: smettono
all’istante di mangiare il loro sano tonno grigliato
e allungano mani, questuanti, verso la delizia
della madre.
rinunzia ad ogni lassismo e si rassegna, lei
pure, alla ‘corretta alimentazione under five’.
ha rotto gli indugi, diavolo alle regole. lei e i tappi,
sulla spiaggia di Sestri, han mangiato nell’ordine:
patatine a metà mattina, focaccia con le cipolle
a pranzo, prosciutto per merenda. e ancora
manca la cena.
olè.
La Spiaggia dice che nelle due settimane al mare
con gli amici e la maestra Robi, Pop fosse l’ometto
più indipendente e autonomo della terra. ma ora che
è con B sembra una cozza patella vischiosamente
attaccata al suo scoglio. coccole, baci e coccole.
baci, coccole, baci. tutto il giorno.
‘mamma, sai perché mio fratello vuole te?’
‘beh, Pik, forse perché …’
‘perché non c’è papà’
Darrin, dunque, preparati a fare lo scoglio, sabato
e domenica. Io intendo scioperare per 48 lunghe ore.
I saluti sul lungomare all’ora rossa del tramonto
sono una delle cose più sentimentali e strazianti
dell’universo: ieri a Sestri B era mano nella mano
coi due suoi innamorati molto bassi di statura e
aveva un magone dell’accidenti.
‘allora ciao Pik, ciao Pop, la mamma torna a Milano
a lavorare. ci vediamo venerdì, sniff sniff ..’
‘ciao mamma, noi corriamo laggiù con i nostri amici’
‘kèy mamma, vado batto spada cavalièle e ciao ciao!’
In pochi nanosecondi i due son spariti sulla spiaggia
con un branco di altri tappi spensierati e schiamazzanti
e il velo di malinconia per il temporaneo addio è rimasto
appiccicato solo a Darrin e B, che in auto verso Milano
si guardavano perplessi.
A quattro e due anni i cuccioli han già un sacco di risorse,
perbacco. Tra gli altri, gli amici.
‘Papà, io NON ti devo dire che in cucina c’è la torta’
‘e neppure che mio fratello ha vomitato sui tuoi regali’
eeeehm, Darrin. meglio sui pacchi che sulla torta, no?
(li abbiamo ripuliti, comunque. buon compleanno, gasp)
Cosa piace di più ad un bambino che compie
due anni e viene festeggiato da papà, mamma
e fratello maggiore?
*la torta
*le candeline
*‘tanti auguri a te’
*i pacchi e pacchettini?
No.
Fare bisboccia sotto il tavolo, durante la festa,
con la gatta Scheggia: lui toglieva le scarpe a tutti
e lei con la coda faceva il solletico ai piedi. Il tappo
e il felino se la ridevano parecchio, chi li capisce
è bravo ; )
Ciuuuurma, pendaglio da forca! sono o non sono
il comandante … di questa lurida nave .. di questa
lurida nave?
Pik non faceva che ripetere la canzone di Bennato,
negli ultimi giorni. sottovoce mentre si addormentava,
gridata a squarciagola mentre faceva pipì o raccontata
come una storia al fratello Pop che lo guardava storto,
non capendoci una sverza.
La recita di fine anno all’asilo è arrivata, finalmente.
una nave sullo sfondo, lugubri bandiere con i teschi
appesi alle pareti, un manipolo di mozzi sul ponte. e
poi tanti pirati e 4 'Capitani Uncino' che incedono
sul palco.
Uno femmina, più somigliante a Gesù che al baffuto
capitano. uno effervescente, che sorrideva a favore
di cinepresa e ancheggiava a ritmo di musica. un altro
grondante di sudore, che a metà ballo si è accasciato
al suolo. e infine uno titubante che non pareva molto
a suo agio là in mezzo allo spettacolo - e cercava
insistentemente qualcosa tra il pubblico.
Appena lo show è finito, il quarto Capitan Uncino
è corso tra le braccia della mamma e le ha bisbigliato
un segreto: ‘a me queste cose qui, che ci si fa vedere,
non piacciono per niente. Io mi vergogno. io canto solo
a casa con voi, e basta’.
Anche la mamma, Pik, non è un’animale da palco.
e tuttavia è un esercizio utile uscire fuori dalle quinte,
ogni tanto -e recitare per come si è capaci, con ironia
ed umiltà, non prendendosi troppo sul serio. che poi
ognuno è attento a se stesso, a non perdere il ritmo,
mica bada a te che fai bene o sbagli…
‘Pik! lo sai che domani partiamo io e te?’
‘si’
‘andiamo in toscana in treno, a fare una gita!’
‘si’
‘con tanti bambini simpatici e le loro mamme’
‘si’
‘stiamo sul prato .. al sole, a fare i pic nic!’
‘si’
‘beh, sei contento Pik?’
‘si’
‘…’
‘però posso portare anche mio fratello, nello zaino?’
Fino a poco tempo fa Pop si appiccicava sempre a Pik
ma lui cercava in ogni modo di scrollarselo di dosso. ora
invece vuole sempre stargli insieme, gli insegna le cose,
gioca al fratello maggiore. si diverte, il piccolo gongola.
uno neutralizza l'altro.
Pazzo chi, senza ragioni, si ferma a un figlio solo.
Con due, senza alcun dubbio, ci si riposa molto di più.
Ci sono donne che emanano effluvi fiorati.
altre che odorano di Chanel 5 o di unguenti
idratanti per mani o di shampoo e balsamo
perché si sono fatte un bagno rilassante
prima di uscire di casa.
B, che non ha tempo per lavarsi come si deve,
usa il deodorante a secco: alza il golf e spruzza
ovunque, per diversi minuti. fuoriesce dal bagno
in una nuvola di profumo, dunque. Come tutte
le altre.
E allora perché da qualche settimana
Pop, se lei gli arriva vicino, urla ‘pusza’?
a) pusza, nella sua lingua, non vuol dire ‘puzza’
ma ‘mamma quanto ti voglio bene’.
b) ha sgamato che B si lava a secco e protesta:
ne va dell’onore della famiglia.
c) informa B dei propri movimenti intestinali,
in essere e pregressi. segno di grande affetto.
d) è stato istruito da Darrin, maniaco dell’igiene,
che ha un diabolico piano: invogliare B a entrare
nella doccia più spesso. Pop - innocente pedina-
applica a tale scopo il mobbing duro e spietato
nei confronti della madre, anche se lei ha
la pelle profumata di rosa.
Tutto sommato, non si sa quale opzione scegliere.
‘Patate! patate! patate!’
da quando, in Toscana, ha divorato il suo primo cabarè
di origano e patate arrosto, Pop ossessiona la comunità
col tubero giallo: anche quando non rumina, lo decanta.
Cercasi consigli.