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Sono una mezza strega,
una sbalestrata giornalista,
una mamma che ha sul gobbo
'quasiquasi' tre canaglie.
Con un colpo di reni, a volte,
balzo in sella ad una bici magica,
volo in caccia del tempo perduto,
riacciuffo le passioni di sempre:
il cinema e le esplorazioni.
Se sono troppo stanca
per uscire o fare incantesimi,
mi siedo davanti al computer
e incomincio a scrivere.
Ehm, piacere, sono B.
B Stevens...
elisandreli@libero.it
lanterna in LUI VISTO DA LEI
yetbutaname in LUI VISTO DA LEI
BStevens in LUI VISTO DA LEI
BStevens in MA CHE FREDDO FA
BStevens in LETARGO-BULIMIA-FREG...
utente anonimo in LUI VISTO DA LEI
BStevens in LILO FOREVER
BStevens in SARAI VERDE?
BStevens in UN DIAMANTINO PER TE
BStevens in TANTE MONACHE DI MON...
altea e felice
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angelo custode
antonio piffero
bruzzi
burns - il dirimpettaio
capa dei capi
chammi
collega carla
collega paola
darrin - fidanzato di b
emiles
fate ignoranti
fratello di b
gatto rocco gatta scheggia
ghost passenger
giannic
livia scarpe-a-punta
luca il tatuato
maestra pauline -scuola materna
maestra robi - ex nido pik
mamma di b
nonna di b
numero tre
omega
papĂ di b
parrucchiere sam
pediatra estivill
pik il tappo -figlio uno
polvere di stelle
pop-pante - figlio due
prof
swap party
tommaso- amico di pik
zio di b
ALEM!
arguzia
babyccino
duch
entina
EXPECTING
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imperfetta
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‘mamma, io gioco con mio fratello
quando non ci sono Tommaso, Massi,
Viola e Otto, che poi sono i miei amici’
‘…’
‘anzi, sai cosa dico? che all’amico Otto,
domani, vorrei portare un diamantino’
‘…’
‘ce l’hai, un diamantino che posso dare
in regalo a Otto?’
Oggi, domenica, B ha appreso che:
1) agli occhi di Pik, suo fratello minore Pop
è proprio l’ultima ruota del carro.
2) Pik è un po’ innamorato dell’amico Otto.
3) Pik sa già perfettamente come si conquista
un uomo.
Ora, a casa Stevens, è tutta una discesa.
'ma è magico...'
'ma è cattivissimo!'
'ma è bravo...'
'ma è matta!'
Illusionisti, leoni, giocolieri e acrobate del Ringling Circus,
alla squadra di teppe, son piaciuti assai. per 2 ore son stati
a bocca aperta, con gli occhi incantati, guardando per aria
i numeri dello spettacolo mentre B si scofanava rapace
tutti i loro pop corn.
'Mamma B, devo spiegarti una cosa’, esclama
Tommaso, amicone di Pik, travestito da vichingo.
‘devi imparare a pulirmi le chiappe senza sapone,
a meno che io non faccia la cacca molto molle'
‘cacca? molle? chiappe? scusa…??’
‘ti spiego che basta la carta igienica perché
a me, se mi lavano con il sapone, mi fa schifo’
‘ah’
‘e ora andiamo in bagno, che mi scappa la cacca’
DIEU.
Pik e il suo amico Tommaso, nove anni in due,
formano una squadra rodata. ultimamente, poi,
tra loro hanno accettato anche Lorenz, fratello
minore di Tom, di anni tre.
Di solito, quando i fratelli Pug vengono a giocare
dagli Stevens, Pik si traveste da pirata, Tommaso
da vichingo e Lorenz da cow boy. a Pop, due anni,
ultima ruota del carro, ancora defilato dal gruppo,
rimane il casco da pompiere.
Oggi B li ha lasciati tutti e quattro in camera -
convinta che ciascuno, nei propri panni creativi,
avesse una sua dignitas assodata e riconosciuta.
Così non era, e B l’ha realizzato nel momento
in cui ha udito la seguente frase: ‘sgorbio, togliti
quell’elmo, che tanto tu sei solo il nostro schiavo’.
Pop, abitualmente duro e tutto d’un pezzo,
è corso da B con le lacrime che zampillavano
come fontane.
Branco crudele, tratta bene sto cucciolo d’uomo
o sego i talloni a tutti i tuoi pezzi.. pirati, vichinghi
e cow boys.
Di fronte a rimbrotti e rimproveri Pik frigna In ognuno dei tre casi B resta con un palmo
fingendo di essere vittima del Fato, Pop scrolla
le spalle e gira i tacchi cambiando stanza - e Tom
contrattacca mettendo l’interlocutore sotto scacco:
‘mamma B, se mi sgridi io mi agìììto tutto, quindi
piantala subito’.
di naso, incapace di reagire. Povere femmine.
“ohh finalmente oggi sono contento”
“bene Pik - ma che succede, di grazia?”
“ritorna a Milano il mio amico Tommaso”
Da giorni Pik aspetta che il suo alter ego,
vicino di casa e compagno favorito di giochi,
rientri dalle sue lunghissime vacanze estive.
E' certo: lui passerà il week end a far la posta
a Tommaso - e gli Stevens a fare la posta a lui.
Tommaso è il grande amico di Pik. Per B, oramai, è in pratica un nipote.
Oggi i due giocavano a casa Stevens,
‘Tommaso, cosa ci fai vestito così?’
Piccolo ma assai macho, Tom.
Si frequentano da quando sono nati,
abitano nello stesso palazzo, vanno
alla stessa scuola materna e sono
nella stessa classe, l’azzurra.
quando B è tornata dalla redazione. Pik
era in mutande, infradito ed inguardabile
canotta. Tom con elmo integrale, felpa
e calzettoni fino al ginocchio.
‘faccio solo la combattaglia, mamma B’
‘ma ci sono 30 gradi, spogliati per carità!’
‘no, io sono un pirata e i pirati sudano'
Più del tuo amico in infradito e canotta..
‘io ti spado!’
‘io ti traficco!’
‘e io ti colpo!’
‘io ti puzzo!’
“Pik, Tommaso! ma cos’è che dite?”
“stiamo solo facendo la combattaglia”
ore 19.30, casa Stevens
Pik e il suo amico Tommaso sono in cucina
a divorar lasagne. B veglia su di loro controllando
che non si sputino troppo nel piatto e intanto fa due
o tre cosucce, tipo:
- caricare di bicchieri la lavastoviglie.
- ingozzare di croccanti la gatta Scheggia.
- cercare di non soffocare mentre Pop, appeso
al suo collo, oscilla come un pendolo di Foucault.
“Tommààso, lo sai che a me mi piace la Giulia!”
“quale Giulia, quella della nostra scuola materna?”
“sì, quella col caschetto biondo di capelli in testa”
“ah. è molto …bellissima. anche a me mi piace”
“allora un giorno la facciamo giocare con noi
ai cavalieri”
“si, così magari poi le piacciamo”
Certo che voi due, pure le conquiste volete farle
in tandem. questo sì che è il vero spirito di corpo,
brava e beata questa Giulia.
B imparò a camminare per amore. Ad un anno tondo,
infatti, si tirò in piedi e provò ad inseguire un bambino
biondo e crucco che le piaceva molto, tale Walter.
Suo fratello invece smise di gattonare quando scoprì i
campi da calcio, per correre dietro alla palla. Quasi come
suo nipote Pik, due anni fa: solo che al posto del pallone
c’era la testa del gatto.
Il poppante ha deciso di lasciarsi andare ieri. Nella stanza
c’erano suo fratello, gli amici Tommaso, Ezzì, Emile e infine
la sorella minore di quest’ultimo, Salomè, mezza francese,
molto carina e un tantino vezzosa. Il poppante è andato
fuori di testa.
Ha provato a far colpo con un morso sul braccio: niente.
Ha provato ad agitarle davanti un sonaglio colorato: niente.
Ha provato a regalarle una macchinina e una moto:niente.
Allora, esasperato, si è tirato in piedi, ha gonfiato il petto
e ha fatto i suoi primi passi, sognando di vederla
stramazzare d’emozione.
Lei ha girato la faccia dall’altra parte, sdegnosa: ma
il suo spasimante, in preda all'ebbrezza di chi ha appena
superato un limite, forse nemmeno se ne è accorto.
“Ehi, B! Abbiamo iscritto Chiara e Francesca alla
scuola di nuoto, per settembre. Sempre alla piscina
Miele, dove han frequentato quest’anno. Vengono
anche Pik e Tommaso?”
“Ottima idea”
DRIIIN
“Pronto Miele”
“Buongiorno, sono Stevens. Devo iscrivere Pik e
il suo amico Tommaso, tre anni a testa, alle lezioni
di nuoto. Vorrebbero essere di nuovo in classe con
Chiara e Francesca, se possibile”
“Il corso sarebbe al giovedì”
“Benissimo”
“Però c’e’ un problema. Secondo le note della maestra,
le due bambine sono state promosse alla classe dei Girini,
senza braccioli. Pik e Tommaso, invece…”
“…??”
“… dovrebbero ripetere il corso Biberòn”
Guadagnare 10.000 punti agli occhi di tre uomini
contemporaneamente, così, in un nanosecondo, è
piuttosto semplice.
Basta capitare ad una conferenza stampa dove
come gadget per i giornalisti è previsto un casco da
muratore, bianco, in pura plastica.
A quel punto è sufficiente trafugarne a tradimento
3 esemplari, strisciare contro le pareti della sala per
non farsi accorgere e guadagnare l’uscita più rapidi
di un fulmine.
Pik, Tommaso e suo fratello Ezzì, in brodo di giuggiole
per i loro nuovi elmi da combattimento, hanno finalmente
cominciato a guardare B con un certo deferente rispetto.
“mamma devo preparare lo zaino, io e Tommaso siamo
già in ritardo”, esclama Pik all’improvviso, con aria grave.
B lo osserva mentre infila nel suo sacco biscotti, sciabola
e libro di Tarzan: l’essenziale per un viaggio importante,
insomma.
“ehm … Pik, di grazia... dove stai andando?"
“io e Tomàso abbiamo un appuntamento"
"eh? che appuntamento?"
"un'astronave ci aspetta in cortile"
Lunedì, ore 18,30
Pik e il suo amico Tommaso giocano nella camera verde,
mentre B è in bagno a cambiare un fetido pannolino al poppante.
Si sentono bofonchi e risate. D’un tratto esplode un urlo disperato.
“mmmmmaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaammmmma!”
Oddio. E’ Pik. Si sarà tirato addosso la libreria? B afferra il poppante,
chiappe al vento, e si fionda di là.
“Pik ! che cosa è successo?”
“E’ … è stato Tomààààso”, risponde lui tra i singhiozzi.
“Tommaso? ma che ti ha fatto? hai male da qualche parte?”
“Tomàààààso..“, ripete lui, esaurendo le parole in un singulto.
“Pik! smettila di piangere, dai, spiegami!”, lo prega B, colpita
da tanta disperazione - lanciandosi ai piedi del figlio.
“…Tommaso mi ha detto che sono un tamaaaarro, mamma”
In questa fase, appena cominciata ed auspicabilmente
breve, ci sono due parole che Pik e Tommaso ripetono
molto spesso. Due parole che li eccitano, li divertono, li
fanno sentire ribelli e trasgressivi: “cacca” e “puzza”,
in tutte le loro raffinate declinazioni.
Arginarli, quando i due cominciano, è come arrestare
un fiume in piena o fermare una valanga. B non ci prova
nemmeno. Chiude gli occhi, tappa le orecchie ed aspetta
pazientemente che i due finiscano di sciorinare tutto il
repertorio. “cacca”, “cacchetta”, “puzzone”, “puzzolo!”
… e giù, a ridere.
Ieri Pik si è esibito anche di fronte allo zio nobile – un
personaggio d’altri tempi, sempre impettito ed elegante,
che probabilmente sentiva quella fila di vocaboli per la
prima volta in vita sua.
Lui si è irrigidito come il tronco di una quercia, con
le orecchie che viravano rapidamente al paonazzo e
la bocca che tradiva un certo disappunto. “mmmh…
che succede al fanciullo?”, ha bisbigliato.
“Tranquillo zio”, ha minimizzato B. “E solo una fase,
poi passa”. Ma lo zio nobile, visibilmente scosso, ha
preferito tagliare la corda.
Tanti auguri a tutte le “mamme -e -poi” del mondo.
Auguri alla mamma di Tommaso, che dopo tre anni
di figli non stop è volata per un week end di riposo
e follie a Copenhagen, con amici.
Auguri a Claudia, che è in ospedale a partorire,
a Daniela, che è alle prese con rigurgiti, pannolini
e notti insonni, e a Zino, che si è sposata da poco
tra i limoni di Sicilia ed ha un pancione grande
come un aerostato.
Auguri ad Errica, che gira sempre con la sua Alice
nel marsupio, a Nuria, che scrive rincorrendo Olivia,
e a Barbara, che è riuscita a ripartire da zero anche
se col papà della sua bambina non è andata come
sperava. Auguri ad Elisa, mia socia di sempre.
Auguri a Chammi, mamma dei suoi bambini laggiù
in Sri Lanka -e un po' "mamma" anche del poppante,
qui in Italia. Auguri a Valeria, che il suo bambino l’ha
perso e si è rimessa in discussione, con umiltà.
Auguri ad Ana, che lascerà il suo lavoro seguendo
il marito in Francia perché “è importante tenere unita
la famiglia” e a Ilaria, che ha trascinato marito e figlio
a Budapest per seguire un progetto umanitario in
cui crede parecchio.
Auguri a Federica, che la sua azienda ha preferito
liquidare perché “le mamme non fanno gli orari di cui
abbiamo bisogno in questa fase”. Auguri ad Elasti e a
Lisa, che mi hanno dato l’idea per questo blog, e alla
collega Paola, che da qualche mese ha le occhiaie
fino ai tacchi.
Auguri a Lea, che ha l’energia di una pila ricaricabile,
a Petra, che tra un pannolino e una pappa divora libri
uno dopo l'altro, e a mia suocera, cui nonostante le
distanze voglio un gran bene.
Auguri alla mia mamma, che non c’e’ più ma continua
ad esserci, sempre.
Auguri, infine, a chi passa di qui ogni giorno, perchè
un motivo ci sarà, ed auguri agli uomini che ci stanno
al fianco, probabilmente stanchi e confusi quanto noi.
Pik ha tre passioni, in tema di donne. Una è Barbara, la
rude insegnante di nuoto con le spalle da pugile. L’altra è
laRobi, maestra del nido con i modi dolci e gli occhoni da
cerbiatta. La terza è Lilo, una biondina che lo stende col
suo battito di ciglia.
Pik e Tommaso la conoscono da quando sono nati – e
da allora se la contendono, in un duello senza esclusione
di colpi. Ma la competizione sentimentale, a tre anni, è un
concetto del tutto relativo.
“Pik, stasera viene Lilo col suo papà, a mangiare da noi!”
“Sono contento. Ma però invitiamo anche Tommaso, che
a lui la pizza gli piace?”
Quel che poteva essere invito galante a lume di candela
si è trasformato in buffo ménage a trois. Ci ha guadagnato
Lilo, con due cascamorti al tavolo – invece che uno solo.

“Bruttana”
“Cambone!”
“Bànte”
“Emonio!”
Oggi Pik e il suo amico Tommaso se le dicevano
di santa ragione. Si salvi chi può.
Dicono che se i primi due vengono maschi, c’e’ forte probabilità
sia maschio anche il terzo. Da dove venga questa teoria non è noto:
forse è solamente una leggenda metropolitana senza alcuna base
metafisico-quantistica.
Fatto sta che gli Stevens non conoscono nemmeno un caso di
terza femmina dopo due maschi. “Anche questo sarà scugnizzo”, ha
annunciato oggi la mamma di Tommaso non smentendo lo strano
postulato. La banda dei cinque rimane ancora senza un boss-
femmina.
Da quando il nido ha cambiato gestione due maestre, da sole,
si occupano di tutto: dei 19 bambini, della contabilità e del menù.
Le poverette, disperate, non riescono a seguire bene l’evoluzione
dei tappi e sempre più spesso li abbandonano al gioco libero,
senza stimolarli a sperimentare cose nuove.
Le mamme, piuttosto indispettite, protestano -ma a nulla vale:
i nuovi proprietari han deciso di rivendere a loro volta la struttura
e non sembrano interessati a tenere buoni rapporti coi genitori
del quartiere. A mali estremi, estremi rimedi.
I laboratori, “sfrattati” dal nido, si sono trasferiti direttamente a
casa Stevens, dalle 17.30 in poi.
Ieri Pik e Tommaso modellavano lumache e statuine col Das,
giocavano con tempere e pennelli e-per la serie lezione di canto-
urlavano a squarciagola “per fare un tavolo, ci vuole il legno,
per fare il legno…”, con B che segnava il ritmo.
Oggi, invece, era la volta dell’atelier culinario. Ne sono usciti
una grande pizza, una torta salata con gli spinaci e uno squisito
gelato al pistacchio, artigianale. Se continua di questo passo
persino lei, da sempre negata per le attività pratico-creative,
diventerà una specie di artista.
Gli Stevens stanno in un palazzone grigio con tantissime finestre.
Davanti, separato solo da un cortile, c’è un palazzone esattamente
identico dove abitano Tommaso e suo fratello Ezzì.
I due bambini, con Pik e poppante, formano una banda criminale
alquanto vivace che terrorizza inquilini, gatti e piante grasse, qui nel
condominio.
Ad ottobre la banda diventerà più numerosa. Potrebbe guadagnare
un capo, se ... sarà femmina. Oppure una piccola ruota di scorta, se
... sarà maschio.
“Tommaso, andiamo e lo seghiamo in due!”
“Pik, vieni, guarda questo bastone. E’ la nostra spada”
“Adesso ci arrampichiamo là sopra e combattiamo”
“Quel mostro mi fa paura”
“Non è un mostro, è un drago”
“E’ grosso. Ma noi vinciamo”
Pik e Tom oggi sono stati al parco preistorico di Rivolta d’Adda
ed hanno ingaggiato lotte immaginarie con mammuth, stiracosauri,
velociraptor e iguanodonti. Per sentirsi più forti avevano deciso di
cavalcare due ronzini d’eccezione: Chube, il cane di Tommaso,
e il poppante, che a quattro zampe, ormai, è una saetta.

“mamma, oggi mi è venuto a prendere il papà, al nido”
“sì Pik, lo so! sei stato contento?”
“no”
“...volevi la mamma?”
“no. volevo che veniva Tommaso”
L’amicizia, a tre anni, si vede da queste piccole cose.
Ieri, quasi senza accorgersene, B si è trovata in mezzo ad un branco
di tappi che dipingevano uova sode. Ogni bambino aveva in mano il proprio
pennello e lo pucciava senza troppi formalismi in una improvvisata
tavolozza dei colori. Alla fine:
- le uova di Dodo assomigliavano alla pelle di un ghepardo un po’ deforme.
- quelle di Tommaso erano carine, verdi gialle e nere, ma mangiate in cima
perché il fanciullo, mentre pittava, ha avuto un attacco di fame.
- quelle di Pik erano dipinte solo per metà visto che “mamma se le tiengo
in mano io non le pitturo sotto pecchè non ci riescio”
- le uova di Francesca erano di un bel rosso sgargiante, perfette.
La superiorità artistica delle donne è evidente, a tre anni. A quell’età, i
maschi sono poco più evoluti degli scimpanzè mentre le femmine, tra una
Winx e una Principessa Disney, sviluppano un certo senso estetico.
Pik ama solo il suo amico Tommaso e al gentil sesso non riserva
molte attenzioni, ma quando vuole essere galante ci sa proprio fare.
Ieri, a casa di amici, c’era una bambina bionda, cicciottella e teppa, un
buffo incrocio tra Shirley Temple-Riccioli d'Oro e Spanky-Piccola Canaglia.
A lui è subito piaciuta moltissimo. Per farsi notare prima le ha strappato via
il cerchietto dai capelli, poi l’ha fatta cadere dalla poltrona ed infine, nel
consolarla per la botta in terra, le ha chiesto suadente: “vieni a casa
mia che io c'ho tutti i draghi e i pirati?”.
Per la collezione di farfalle c’è ancora qualche tempo. Mica troppo, però.
Al festino in maschera, Pik e l'amico Tommaso si travestiranno
da Cavalieri della morte -con elmo, scudo, mantello e spada.
Durante le prove-costume, stamattina, erano tutti calati nella
parte e parlavano eccitati di un imminente combattimento.
B ascoltava divertita immaginando mondi medievali,
tavole rotonde e battaglie di pura fantasia.
“Infilziamo il Drago, gli diamo un cartone e lo facciamo cadere",
diceva Pik. “Lo tagliamo a fette, gli buchiamo un occhio
e poi lo lo buttiamo nel mare”, rispondeva Tom.
C’è solo un particolare. B ha appena scoperto che Ezzì,
il fratello minore di Tommaso, si travestirà proprio da Drago.
Forse le teppe hanno architettato un concreto piano criminale
in cui il "piccolo" è vittima e loro due oscuri giustizieri della notte.
Occorre avvisare la mamma di Tommaso prima che sia troppo tardi.
“Domenica pomeriggio al nido di via Tromboni Gonfiati
Pik, Tommaso e la loro squinzia bionda coi codini,
Chiara, soffiano tre candeline. La festa, visto
il periodo, è in maschera. Vi aspettiamo!”
B riteneva di aver adempiuto al suo dovere di madre-perfettamente-
organizzata, mandando il sopracitato invito, e stava per rituffarsi di testa
in deliranti storie su tassi di interesse e mutui subprime, quando il cellulare
ha preso a vibrare insistentemente. Era la temibile mamma di Luca, che
chiamava per un quiz veramente arguto.
“B, grazie mille dell’invito, ma sono già in panico. Tu da cosa ti vesti?”
“…”
“Lo sai che domani viene anche Tommaso, in montagna con noi?”
“Sìììììììììì!! Mamma io vojo svegliarmi con Tomààso, mangiare la polenta
con Tomààso, rotolare nella neve con Tomààso, andare in slitta con
Tomààso e fare il bagno con Tomààso!”, urla Pik tutto d’un fiato.
A momento cascavano anche i vetri, a casa Stevens.
Buon week end…
Pik e Tommaso si stanno dando botte da orbi, tanto per cambiare.
Il loro è un tipico amore-e-odio. Pik, quello dei due col fisico
meno prestante, soccombe miseramente: as usual.
“Siiiiiiiiiiiiiiiiiiiiigh! Soooooooooooooob!”, lo sente piagnucolare la madre.
“Tommaso, non si spinge… Pik, tu digliene quattro!”, suggerisce B
sorridendo, tanto per provare a buttarla sull’intellettuale.
Pik ci pensa un attimo ed esclama convinto “Tommaso, QUA-T-TRO!”
Tommaso, per niente stupito, lo guarda e risponde “CIN-QUE!”
Come capita spesso, Tommaso dopo il nido viene a giocare con Pik. “Siiii!", risponde entusiasta Tommaso. "Io mi travesto da cavaliere cattivo!”. “Io faccio i combattimenti e ho il mantello lungo e…” I due si lanciano uno sguardo d’intesa e corrono rapidi verso il lettone. C’e’ solo una frase che fa dimenticare all'istante offese e torti subìti. I due ricominciano a flirtare. Seduti al tavolino, si acchiappano felici.
“Tappetti! A carnevale facciamo i coriandoli?”, dice B cinguettando.
“E io da cavaliere mooooolto cattivo, nero con la spada!”, fa eco Pik.
“Io anche il cavallo come Szorro e poi facciamo la lotta e..”
Ci saltano sopra, indemoniati, e iniziano a darsi mazzate e botte da orbi.
La baruffa prende una brutta piega. Uno dei due scoppia a piangere.
Poi anche l'altro. La situazione sfugge ad ogni controllo.
B la conosce bene. ”Chiamo la mamma di Tommaso così lo porta a casa sua",
esclama scaltra paventando ad entrambi un pomeriggio di giochi solinghi.
Come una coppia di super-innamorati, Tom&Pik litigano spesso
e si feriscono a morte, ma non vorrebbero separararsi mai.